Sozzani sul Castello di Miasino: “va venduto, non è da mantenere”

Sozzani sul Castello di Miasino: “va venduto, non è da mantenere”
Economia 09 Maggio 2015 ore 04:43

NOVARA – Il Castello di Miasino, bene confiscato alla mafia, al centro di una polemica in consiglio regionale tra il consigliere novarese del Partito democratico, Domenico Rossi, e il gruppo consigliare di Forza Italia. Il rappresentante del Pd dà notizia dello stanziamento di 250mila euro per lo stabile, criticando FI per aver votato contro e un altro novarese, il consigliere azzurro Diego Sozzani, risponde in maniera decisa, spiegando, in una nota stampa, il punto di vista del suo gruppo.

“Io sono convinto – scrive - che finalità del sequestro di queste proprietà, stante le difficoltà di cassa degli enti locali, debba essere quella di monetizzare, non già di distogliere risorse preziose al mantenimento di scuole, ospedali, case popolari... Non abbiamo bisogno di nuovi carrozzoni da mantenere e da manutenere. E mentre quasi ovunque si cerca di alienare proprietà ai fini di pareggio di bilanci, la regione con quest'atto muove in segno opposto. Non solo non vende, ma investe nella messa in sicurezza. Perché? A cosa serve? A chi serve? Il Castello di Miasino – prosegue nel suo comunicato Sozzani - va venduto, con procedura pubblica e trasparente, ma va venduto; e con la finalità di produrre quei finanziamenti tanto preziosi per la messa in sicurezza di strutture ben più importanti per la collettività. Forse, anzi quasi certamente, non si ricaverà il suo valore effettivo, ma certo potrà costituire boccata di ossigeno per molte strutture e servizi per i cittadini”.

L’ex presidente della Provincia chiude così la sua nota: “e così dicendo, sia ben chiaro, nessuno di noi si è mai sognato di eccepire – sostiene - o di contrastare la lotta alle infiltrazioni mafiose che il consigliere Rossi sta portando avanti e che, personalmente, come presidente della Provincia, ho sostenuto sollecitando accordi con Prefettura e Procura mai prima di allora condivisi”.

mo.c.


NOVARA – Il Castello di Miasino, bene confiscato alla mafia, al centro di una polemica in consiglio regionale tra il consigliere novarese del Partito democratico, Domenico Rossi, e il gruppo consigliare di Forza Italia. Il rappresentante del Pd dà notizia dello stanziamento di 250mila euro per lo stabile, criticando FI per aver votato contro e un altro novarese, il consigliere azzurro Diego Sozzani, risponde in maniera decisa, spiegando, in una nota stampa, il punto di vista del suo gruppo.

“Io sono convinto – scrive - che finalità del sequestro di queste proprietà, stante le difficoltà di cassa degli enti locali, debba essere quella di monetizzare, non già di distogliere risorse preziose al mantenimento di scuole, ospedali, case popolari... Non abbiamo bisogno di nuovi carrozzoni da mantenere e da manutenere. E mentre quasi ovunque si cerca di alienare proprietà ai fini di pareggio di bilanci, la regione con quest'atto muove in segno opposto. Non solo non vende, ma investe nella messa in sicurezza. Perché? A cosa serve? A chi serve? Il Castello di Miasino – prosegue nel suo comunicato Sozzani - va venduto, con procedura pubblica e trasparente, ma va venduto; e con la finalità di produrre quei finanziamenti tanto preziosi per la messa in sicurezza di strutture ben più importanti per la collettività. Forse, anzi quasi certamente, non si ricaverà il suo valore effettivo, ma certo potrà costituire boccata di ossigeno per molte strutture e servizi per i cittadini”.

L’ex presidente della Provincia chiude così la sua nota: “e così dicendo, sia ben chiaro, nessuno di noi si è mai sognato di eccepire – sostiene - o di contrastare la lotta alle infiltrazioni mafiose che il consigliere Rossi sta portando avanti e che, personalmente, come presidente della Provincia, ho sostenuto sollecitando accordi con Prefettura e Procura mai prima di allora condivisi”.

mo.c.