Stop al cyberbullismo. Ferrara (Pd): “Diamo seguito al programma del Miur per il contrasto del fenomeno”

Stop al cyberbullismo. Ferrara (Pd): “Diamo seguito al programma del Miur per il contrasto del fenomeno”
09 Gennaio 2015 ore 21:36

NOVARA – L’ennesimo messaggio denigratorio, la goccia che fa traboccare il vaso e una giovane, anzi giovanissima torinese, soltanto dodicenne, tenta un gesto estremo, ingerendo dei medicinali. «Ancora una tragedia, per fortuna soltanto sfiorata», commenta la senatrice novarese Elena Ferrara rispetto alla notizia apparsa oggi sui quotidiani.

Dopo i casi dei suicidi della tredicenne di Venaria nel 2014, quello di Carolina, già alunna della stessa senatrice, a Novara nel 2013, il Piemonte riporta alla luce le drammatiche conseguenze che l’uso scorretto e non consapevole di internet e dei social network può comportare per i ragazzi e le loro famiglie. Un fenomeno, quello del cyberbullismo, che impone risposte concrete e in tempi brevi. «Dobbiamo poter intercettare il disagio dei ragazzi – spiega in una nota stampa Ferrara – prima che si traduca in gesti disperati. Serve una rete che coinvolga scuole, associazioni e istituzioni, capace di dare a genitori, insegnanti ed operatori Dei servizi territoriali gli strumenti necessari, le  giuste competenze e che lavori su nuove sensibilità rispetto ad un mondo complesso come quello del web».

NOVARA – L’ennesimo messaggio denigratorio, la goccia che fa traboccare il vaso e una giovane, anzi giovanissima torinese, soltanto dodicenne, tenta un gesto estremo, ingerendo dei medicinali. «Ancora una tragedia, per fortuna soltanto sfiorata», commenta la senatrice novarese Elena Ferrara rispetto alla notizia apparsa oggi sui quotidiani.

Dopo i casi dei suicidi della tredicenne di Venaria nel 2014, quello di Carolina, già alunna della stessa senatrice, a Novara nel 2013, il Piemonte riporta alla luce le drammatiche conseguenze che l’uso scorretto e non consapevole di internet e dei social network può comportare per i ragazzi e le loro famiglie. Un fenomeno, quello del cyberbullismo, che impone risposte concrete e in tempi brevi. «Dobbiamo poter intercettare il disagio dei ragazzi – spiega in una nota stampa Ferrara – prima che si traduca in gesti disperati. Serve una rete che coinvolga scuole, associazioni e istituzioni, capace di dare a genitori, insegnanti ed operatori Dei servizi territoriali gli strumenti necessari, le  giuste competenze e che lavori su nuove sensibilità rispetto ad un mondo complesso come quello del web».

Indicazioni presenti nel Ddl “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo” presentato da Ferrara, incardinato in Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama e in attesa di essere discusso in Aula.

«Sento, così come molti colleghi, l’urgenza di portare in aula il provvedimento nell’interesse dei ragazzi, anche quelli che troppo semplicemente si trasformano in “bulli” sempre più precocemente. Proprio loro – aggiunge la senatrice – spesso non hanno la consapevolezza e neppure gli strumenti per prevedere quali possano essere le conseguenze del loro agire. Lo stesso vale per i genitori, chiamati a rispondere di reati gravi, come l’istigazione al suicidio». Un’azione non ulteriormente derogabile, secondo la senatrice novarese del Pd, a partire dall’attivazione del programma predisposto dal Miur su bullismo e cyberbullismo.

Intanto lunedì 5 gennaio amici, compagni di scuola e famigliari hanno voluto ricordare, in piazza Martiri, a due anni esatti dalla sua morte, la giovane Carolina, la studentessa 14enne morta dopo un tragico volo dalla finestra della stanza della sua casa in via Tilde del Ponte, a Sant’Agabio.

Una vicenda che aveva sconvolto tutto il Novarese e che, in un attimo, era giunta alla ribalta della cronaca nazionale, ponendo molta attenzione sul fenomeno del bullismo, in particolare del cyber-bullismo, ossia il fenomeno trasportato in rete, soprattutto sui social network, molto usati dai giovanissimi. Un’attenzione tutta posta al modo con cui combattere questa situazione.

A organizzare l’iniziativa, fatta esclusivamente di tam tam sulla rete, in particolare su Facebook, la madre di ‘Caro’ (come la ragazza era chiamata da tutti), Cristina Zocca. Una manifestazione promossa per dire “Stop al bullismo”, come recita il depliant, e per invitare tutti a parlare con il cuore. L’obiettivo, formare una catena umana per opporsi al bullismo, dedicando un minuto di silenzio a Carolina e a tutte le vittime di un fenomeno ancora difficile da sconfiggere.

mo.c.

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