Tema attività estrattiva: la programmazione priorità della Regione

Tema attività estrattiva: la programmazione priorità della Regione
Economia 01 Maggio 2015 ore 13:56

NOVARA – La revisione della normativa sull’attività estrattiva al centro delle priorità dell’amministrazione regionale con l’ordine del giorno n°15 approvato l’altra mattina a Palazzo Lascaris, contestualmente all’approvazione della finanziaria: “Impegno a procedere al riordino del sistema tributario regionale e, in particolare, all’adeguamento delle tariffe del diritto di escavazione contestualmente alla regolazione della pianificazione delle attività estrattive in sede di Disegno di legge Collegato alla Finanziaria 2015”.

NOVARA – La revisione della normativa sull’attività estrattiva al centro delle priorità dell’amministrazione regionale con l’ordine del giorno n°15 approvato l’altra mattina a Palazzo Lascaris, contestualmente all’approvazione della finanziaria: “Impegno a procedere al riordino del sistema tributario regionale e, in particolare, all’adeguamento delle tariffe del diritto di escavazione contestualmente alla regolazione della pianificazione delle attività estrattive in sede di Disegno di legge Collegato alla Finanziaria 2015”.
«Un importante traguardo raggiunto grazie all’impegno di tutto il gruppo del Partito Democratico – commenta il consigliere novarese, Domenico Rossi, da sempre vicino alla tematica – Sono soddisfatto di aver contribuito a mettere al centro prima dell’azione del Consiglio Regionale e poi della Giunta il tema delle attività estrattive, di una riforma del settore che non può prescindere dalla programmazione e dal riciclo degli inerti» spiega, ricordando la necessità di ritirare l’emendamento alla Finanziaria sugli oneri di scavo. «Di fronte all’ostruzionismo di Forza Italia abbiamo accolto responsabilmente l’invito della Giunta a rinviare il provvedimento all’interno del collegato alla finanziaria». «Nella sostanza non cambia nulla – prosegue il consigliere – perché la revisione delle tariffe sarebbe comunque partita dal 2016, ma il dibattito in aula ha consentito di inserire tra le priorità da affrontare nel collegato anche il tema della programmazione e pianificazione delle attività estrattive, vero vulnus del sistema». Proprio il tema della programmazione non può essere ulteriormente rinviato. «Ci sono due visioni diverse del sistema estrattivo – spiega Rossi – una legata al XX secolo, alla tutela di un settore tout court, l’altra, quella che condivido con il gruppo del Pd, ma anche con i colleghi di Sel e Movimento5stelle, che rivendica la necessità dell’evoluzione del sistema estrattivo. E’ tempo di guardare avanti e di assolvere pienamente alla funzione di programmazione della Regione». Un obiettivo per cui procede un lavoro di approfondimento, studio e analisi sul territorio e all’interno del gruppo del Pd e in maggioranza, senza rinunciare al confronto con i diversi stakeholder. «Perché estrarre sabbia e ghiaia in Lombardia costa 0,70 euro al metro cubo, mentre in Piemonte 0,52? Forse la nostra terra vale meno?» riflette Rossi. «Parlando all’aula – chiarisce il consigliere Democratico – ho voluto invitare tutti a superare posizioni pregiudiziali. Rivedere gli oneri è un passaggio necessario: in Piemonte occorre adeguarsi alle regioni limitrofe, per non svendere il nostro territorio e per evitare fenomeni di dumping. Altro discorso è da fare per le pietre ornamentali dove occorre entrare nel merito della qualità del materiale nel momento in cui ci confrontiamo con altre Regioni».
Obiettivi per cui vanno superate argomentazioni strumentali che non portano alcun contributo costruttivo al dibattito. «Qualcuno in aula a Palazzo Lascaris – ricorda Rossi – ha raccontato di un comparto edilizio in forte crisi, che riceverebbe il colpo di grazia da un eventuale innalzamento delle tariffe. Basterebbe guardare i dati per comprendere che gli oneri non influiscono sull’andamento del settore: esso è in crisi anche là dove si cava gratis». Le oggettive difficoltà del comparto aprono piuttosto nuove prospettive. «Perché nonostante il fabbisogno di inerti sia in forte crisi, in Piemonte continuiamo ad autorizzare nuove cave di sabbia e ghiaia? Se non c’è necessità allora le nuove autorizzazioni andrebbero bloccate. Questo è il vero tema. Per fare questo occorre una pianificazione delle attività estrattive a oggi presente solo nella Provincia di Novara, una programmazione che non può non considerare il riuso degli inerti come peraltro indica la Comunità Europea fissando l’obiettivo del 70% entro il 2020».

mo.c.