Vinitaly un successo anche novarese

Vinitaly un successo anche novarese
Economia 16 Aprile 2016 ore 14:32

Tempo di bilanci per Vinitaly e i dati parlano di un successo da record, con 130mila operatori da 140 nazioni. Superato lo storico record di 100mila metri quadrati netti espositivi, prima rassegna al mondo per superficie con più 4.100 espositori da più di 30 Paesi. Quasi 50mila le presenze straniere, con 28mila buyer accreditati dai mercati internazionali in aumento del 23% rispetto al 2015. Il fuori salone Vinitaly and the City ha registrato 29mila presenze, interpretando la strategia di diversificazione dell’offerta per gli operatori professionali a Vinitaly, da quella rivolta ai wine lover, appassionati e giovani con degustazioni, spettacoli ed eventi culturali nelle piazze del centro storico di Verona. Nei quattro giorni, si sono tenuti più di 300 appuntamenti tra convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. Sono stati 2.357 i giornalisti accrediti da 47 nazioni che hanno seguito la manifestazione.

Bilanci positivi anche per i produttori novaresi partecipanti alla manifestazione veronese. secondo quanto reso noto dalla camera di Commercio di Novara sono state nove le imprese novaresi presenti per l’intera durata della manifestazione – Barbaglia Sergio, Boniperti Gilberto, Brigatti Francesco, Ca' Nova Azienda Agricola, Cantina Comero, Castaldi Francesca, Ioppa Fratelli Gianpiero e Giorgio, Mazzoni Tiziano e Podere ai Valloni – all’interno dell’area della Camera di Commercio di Novara gestita dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, nell’ambito della collettiva piemontese promossa dal sistema camerale insieme a Piemonte Land of Perfection. A rappresentare il territorio novarese anche l’azienda Bianchi Cecilia, e  l’Azienda agricola presso lo stand di Giorgio Cantamessa, e tre aziende che si sono alternate in alcune giornate della manifestazione: Antonio Vallana e Figlio, Cantine Guidetti e Pietra Forata Cantine in Ghemme. A questi vanno aggiunti gli espositori provinciali presenti in forma autonoma: Antichi Vigneti di Cantalupo, Francoli Distillerie, Le Piane, Mirù, Platinetti Guido e Torraccia del Piantavigna. Durante un giro tra gli stand abbiamo avuto modo ascoltare alcuni produttori novaresi  in merito a questa edizione del cinquantenario della manifestazione. Soddisfatta la vice presidente del Consorzio Tutela Nebbioli dell’Alto Piemonte Francesca Castaldi, produttrice di Briona: «I nostri vini  sono sempre più conosciuti. Rispetto ai primi anni dove il Novarese era per molti una scoperta oggi sono sempre più i consumatori che ci conoscono». Tiziano Mazzoni di Cavaglio d’Agogna sottolinea come la «La ricerca della qualità che da anni il territorio porta avanti, sta pagando. Bisogna però non fermarsi e continuare sia a mantenere livelli alti sia a promuovere i nostri prodotti». Soddisfatta anche Giada Codecasa di Ca’ Nova di Bogogno: «Confrontarsi con realtà territorialmente più grandi e riscontrare il gradimento dei consumatori fa piacere. Negli anni il pubblico di Vinitaly è cresciuto numericamente ma soprattutto è cresciuto come conoscenza del vino. Oggi in molti arrivano e chiedono ad esempio un vino particolare come  la Vespolina, fatto impensabile anni fa». Anche per  Francesco Brigatti di Suno  il bilancio è positivo: «Siamo un territorio piccolo ma che negli anni ha saputo farsi conoscere e apprezzare». Per Corrado Grosso e la moglie Cecilia Bianchi, di Briona «Vinitaly è sempre un momento particolare. I vini novaresi sono sempre più richiesti».

Massimo Delzoppo

Tempo di bilanci per Vinitaly e i dati parlano di un successo da record, con 130mila operatori da 140 nazioni. Superato lo storico record di 100mila metri quadrati netti espositivi, prima rassegna al mondo per superficie con più 4.100 espositori da più di 30 Paesi. Quasi 50mila le presenze straniere, con 28mila buyer accreditati dai mercati internazionali in aumento del 23% rispetto al 2015. Il fuori salone Vinitaly and the City ha registrato 29mila presenze, interpretando la strategia di diversificazione dell’offerta per gli operatori professionali a Vinitaly, da quella rivolta ai wine lover, appassionati e giovani con degustazioni, spettacoli ed eventi culturali nelle piazze del centro storico di Verona. Nei quattro giorni, si sono tenuti più di 300 appuntamenti tra convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. Sono stati 2.357 i giornalisti accrediti da 47 nazioni che hanno seguito la manifestazione.

Bilanci positivi anche per i produttori novaresi partecipanti alla manifestazione veronese. secondo quanto reso noto dalla camera di Commercio di Novara sono state nove le imprese novaresi presenti per l’intera durata della manifestazione – Barbaglia Sergio, Boniperti Gilberto, Brigatti Francesco, Ca' Nova Azienda Agricola, Cantina Comero, Castaldi Francesca, Ioppa Fratelli Gianpiero e Giorgio, Mazzoni Tiziano e Podere ai Valloni – all’interno dell’area della Camera di Commercio di Novara gestita dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, nell’ambito della collettiva piemontese promossa dal sistema camerale insieme a Piemonte Land of Perfection. A rappresentare il territorio novarese anche l’azienda Bianchi Cecilia, e  l’Azienda agricola presso lo stand di Giorgio Cantamessa, e tre aziende che si sono alternate in alcune giornate della manifestazione: Antonio Vallana e Figlio, Cantine Guidetti e Pietra Forata Cantine in Ghemme. A questi vanno aggiunti gli espositori provinciali presenti in forma autonoma: Antichi Vigneti di Cantalupo, Francoli Distillerie, Le Piane, Mirù, Platinetti Guido e Torraccia del Piantavigna. Durante un giro tra gli stand abbiamo avuto modo ascoltare alcuni produttori novaresi  in merito a questa edizione del cinquantenario della manifestazione. Soddisfatta la vice presidente del Consorzio Tutela Nebbioli dell’Alto Piemonte Francesca Castaldi, produttrice di Briona: «I nostri vini  sono sempre più conosciuti. Rispetto ai primi anni dove il Novarese era per molti una scoperta oggi sono sempre più i consumatori che ci conoscono». Tiziano Mazzoni di Cavaglio d’Agogna sottolinea come la «La ricerca della qualità che da anni il territorio porta avanti, sta pagando. Bisogna però non fermarsi e continuare sia a mantenere livelli alti sia a promuovere i nostri prodotti». Soddisfatta anche Giada Codecasa di Ca’ Nova di Bogogno: «Confrontarsi con realtà territorialmente più grandi e riscontrare il gradimento dei consumatori fa piacere. Negli anni il pubblico di Vinitaly è cresciuto numericamente ma soprattutto è cresciuto come conoscenza del vino. Oggi in molti arrivano e chiedono ad esempio un vino particolare come  la Vespolina, fatto impensabile anni fa». Anche per  Francesco Brigatti di Suno  il bilancio è positivo: «Siamo un territorio piccolo ma che negli anni ha saputo farsi conoscere e apprezzare». Per Corrado Grosso e la moglie Cecilia Bianchi, di Briona «Vinitaly è sempre un momento particolare. I vini novaresi sono sempre più richiesti».

Massimo Delzoppo