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Femminicidio

Uccisa a colpi di pistola davanti agli occhi delle colleghe: si cerca il marito-killer

Rita Amenze, 31 anni, è stata uccisa nel parcheggio dell'azienda dove lavorava. Il presunto assassino sarebbe il marito 61enne Pierangelo Pellizzari.

Uccisa a colpi di pistola davanti agli occhi delle colleghe: si cerca il marito-killer
Glocal news 10 Settembre 2021 ore 16:54

E' successo tutto questa mattina nel parcheggio dell'azienda dove Rita Amenze lavorava. Quattro colpi di pistola hanno freddato un a 31enne sotto gli occhi sconcertati delle colleghe. Un'ennesimo caso di femminicidio per il quale non si riescono a trovare parole. Stando a quanto ricostruito dalle Forze dell'Ordine, a sparare sarebbe stato il marito di Rita, il 61enne Pierangelo Pellizzari: si sarebbe nascosto tra i cespugli per farle un agguato, dopodiché, una volta compito l'omicidio, è scappato facendo perdere le sue tracce.

Freddata con quattro colpi di pistola davanti alle colleghe

Un ennesimo caso di femminicidio che lascia sgomenti. Come raccontato da Prima Vicenza, oggi, venerdì 10 settembre 2021, Rita Amenze, 31 anni, è stata uccisa da quattro colpi di pistola nel parcheggio della ditta Mf Funghi, a Noventa Vicentina, sotto gli occhi attoniti delle colleghe.

La donna, originaria della Nigeria, ma residente nel vicentino, è stata colta da un agguato alle 7,30 di questa mattina: a sparare, secondo le ricostruzioni delle Forze dell'Ordine, sarebbe stato il marito Pierangelo Pellizzari, 61 anni, che poi è scappato facendo perdere le sue tracce.

Si era nascosto nei cespugli e poi le ha sparato

Le ricerche, attualmente sono concentrate anche nella zona in cui i due vivevano, a Quargente di Villaga, a pochi chilometri dal teatro del femminicidio. Secondo quanto emerso da una prima ricostruzione, l'uomo avrebbe sparato quattro colpi, tendendone un agguato: si sarebbe nascosto tra i cespugli e poi con l'arma tra le mani, avrebbe fatto fuoco colpendo letalmente la compagna. Il tutto sotto gli occhi delle colleghe.

Le parole della Cgil

Sull'episodio è intervenuto Giovanni Mininni, Segretario generale Flai Cgil nazionale:

"E’ di poche ore fa una notizia che ci lascia sconcertati, indignati e addolorati: Rita Amenze, 30 anni, è stata freddata con quattro colpi di pistola da un uomo. È successo a Noventa Vicentina, la donna era una nostra iscritta, una nostra compagna e stava recandosi in azienda per iniziare il turno di lavoro.

Siamo di fronte a una scia di sangue che non si arresta, negli ultimi quattro giorni altre due donne sono state uccise, non sono meri fatti di cronaca nera, sono episodi frutto di una visione maschilista incentrata sull’assurda concezione che la donna sia di proprietà del maschio, marito o compagno che sia, sul possesso, sulla sopraffazione, sull’esercizio di un potere fatto di abuso e violenza.

Il nostro impegno come sindacato, come donne e uomini, è di contrastare in ogni luogo tali forme di aberrazione che purtroppo sono la punta di un iceberg di atteggiamenti ancora troppo radicati nella nostra società. In questo momento, infine, vogliamo stringerci ai colleghi di lavoro e ai familiari di Rita, a loro va tutta la nostra vicinanza e affetto".

Il cordoglio della consigliera regionale Cristina Guarda

Della vicenda si sta interessando naturalmente anche la politica. La Consigliera regionale Cristina Guarda (Europa Verde) ha espresso profondo dolore e rabbia per il grave femminicidio accaduto stamane in provincia di Vicenza.

“Quanto vale la vita di una donna oggi, se si arriva a compiere gesti come questo nel quotidiano? Quante donne dovranno ancora morire prima che si riesca ad intervenire efficacemente su questa piaga sociale? È ciò che ci domandiamo ogni volta che notizie così ci stringono il cuore in una morsa insopportabile. Ma poi le azioni delle istituzioni continuano a non agevolare chi chiede aiuto.

Nonostante l’informazione nazionale e locale sia costellata quotidianamente di episodi di violenza sulle donne, fatichiamo come collettività a comprendere quanto vaste siano le problematiche da affrontare. Una situazione che si è aggravata con la pandemia. Siamo al secondo femminicidio in pochi giorni solo in Veneto. La Regione del Veneto dia un segnale importante e si costituisca parte civile ai procedimenti penali che seguiranno. Martedì prossimo chiederò un minuto di silenzio in Consiglio regionale per ricordare le due vittime”.