Facciamo l'orto in casa
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Godina: "Ritorniamo alle nostre tradizioni e prendiamoci cura di noi stessi"

Il dottor Paolo Godina, del Cab Polidiagnostico, spiega la scelta di accompagnare la nostra iniziativa "Facciamo l'orto in casa" spiegando ai lettori i benefici degli ortaggi.

Godina: "Ritorniamo alle nostre tradizioni e prendiamoci cura di noi stessi"
Facciamo l'orto in casa 09 Marzo 2022 ore 15:12

Coltivare ortaggi in casa rappresenta un’occasione per riavvicinarci alla natura, come hanno sottolineato diversi nostri partner nelle settimane passate. Ma è anche un modo per ritrovare del tempo per se stessi, per la cura e il benessere nostro e della nostra famiglia. Perché scoprire come crescono certi prodotti naturali e quali benefici hanno sul nostro corpo è un passo importante per scegliere uno stile di vita e una alimentazione più sani. Come osserva Paolo Godina, nutrizionista e direttore del Cab Polidiagnostico, struttura sanitaria privata con 40 anni di storia sul territorio con 15 sedi in Lombardia. E quest’anno gli esperti del Cab ci aiutano, appunto, a scoprire i valori nutrizionali, e quindi i benefici per il nostro corpo, dei semi che regaliamo ai lettori con il nostro giornale.

Godina: "Ritorniamo alle nostre tradizioni e prendiamoci cura di noi stessi"

Innanzitutto la ringraziamo per la vostra partecipazione alla nostra iniziativa: come mai avete accettato di collaborare e quindi come valuta “Facciamo l’orto in casa!”?

"E’ una bellissima iniziativa, mi spiace solo per una cosa: non averla avuta io questa idea! Credo sia un bel modo per coinvolgere giovani e bambini e farli riavvicinare ad attività che un tempo nelle nostre case si facevano quotidianamente – i nostri nonni e genitori avevano quasi tutti un orticello da coltivare - e che oggi per le difficoltà di spazio e di tempo abbiamo dimenticato. Ritorniamo alle nostre tradizioni e al valore della terra, con una iniziativa simpatica ed efficace".

Un’occasione per riavvicinarsi alla natura ma anche per scegliere un’alimentazione più sana?

"Può essere uno stimolo che potrebbe spingere le persone a mettere in discussione la propria alimentazione e il proprio stile di vita, a riflettere di più su quali alimenti scegliamo, come vengono coltivati e quali principi nutrizionali hanno. Sappiamo che ogni prodotto alimentare contiene dei principi nutritivi caratteristici, però è anche importante sapere che questi vengono valorizzati correttamente solo se all’interno di una dieta equilibrata e bilanciata. Ad esempio, questa settimana abbiamo gli spinaci: certamente sappiamo che sono ricchi di ferro e antiossidanti, ma funzionano se non consumati da soli e in abbinamento con altri alimenti, in una dieta ricca, varia ed equilibrata".

Paolo Godina, nutrizionista e direttore del Cab Polidiagnostico

L’attenzione alla sostenibilità ambientale ormai è un tema di grande interesse e moda. La pandemia ha favorito questa svolta green?

"Assolutamente sì, siamo in linea con una tendenza del mondo che si vede ormai da anni e che ha subito una accelerazione: il desiderio di una economia più sostenibile e verde, sia nella scelta dello stile di vita che negli acquisti. Purtroppo è una tendenza solo di una parte del mondo, altre scelte politiche spingono ancora verso un mondo consumistico e meno sano. La vostra iniziativa avvicina le persone a delle politiche green. Durante la pandemia, poi, le persone sono state costrette a stare chiuse in casa, ma è stata anche l’occasione per riprendere delle vecchie passioni, come la coltivazione delle piante sul balcone o in casa, e coltivare degli ortaggi è sicuramente un’esperienza stimolante e gratificante. Sono piccole azioni con un grande significato".

Appunto, la pandemia ci ha portato ad avere o cercare più tempo per noi stessi, anche solo cucinando...

"Prendersi cura di una pianta aiuta a prendersi più cura di se stessi. Come nel coltivare un bonsai o un ortaggio ci vogliono certe attenzioni, così dobbiamo avere cura e attenzione per la nostra vita. Riscoprire le cose essenziali della vita".

Anche in questa edizione, come abbiamo fatto l’anno scorso, daremo spazio a realtà ed esperienze virtuose locali, come orti urbani, didattici, sociali e aziendali.

"E’ molto importante valorizzare il territorio. Sarebbe bello anche per voi poter raccogliere i risultati ottenuti dei lettori, vedere le piante coltivate e come sono state utilizzate. Le iniziative didattiche, inoltre, credo possano permettere ai ragazzi di riavvicinarsi ad attività e lavori a cui oggi i giovani non pensano più, tutti proiettati verso le nuove tecnologie e la comunicazione. Lavori che possono non sembrare importanti o alla moda, come coltivare la terra e prendersi cura della natura, ma che magari con queste iniziative dedicate alla sostenibilità possono risvegliare l’interesse e la curiosità nei ragazzi. Piccoli segnali con sui un giovane capisce che potrebbe essere la strada del suo futuro".

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