Polemica

Domenico Rossi: “Gioco d’azzardo: momento più basso mai raggiunto dalla politica piemontese”

"E' l’ennesima prova dell’allergia al dialogo e alla democrazia di questo centrodestra"

Domenico Rossi: “Gioco d’azzardo: momento più basso mai raggiunto dalla politica piemontese”
Novara, 18 Giugno 2020 ore 05:47

“Un centrodestra allergico alla democrazia all’assalto della legge sul gioco d’azzardo patologico”.

Domenico Rossi sul gioco d’azzardo

“Siamo di fronte al momento più basso mai raggiunto della politica piemontese. Un comportamento scellerato della Giunta e della maggioranza disposte a tutto pur di compiacere lobby ed interessi particolari… non ci sono parole per descrivere l’umiliazione cui viene sottoposta l’assemblea regionale”. L’amaro commento del Consigliere Domenico Rossi alla forzatura del regolamento messa in atto dal centrodestra che oltre ad aver contingentato i tempi della discussione sul cosiddetto omnibus inserisce un emendamento di giunta con cui si ripresenta, di fatto, la proposta di legge della Lega per modificare la legge sul gioco d’azzardo patologico al fine di far decadere gli obblighi di distanza degli apparecchi dai luoghi sensibili per tutti i gestori in possesso della licenza alla data di entrata in vigore della legge del 2016″.

“Scelta sciagurata”

“Lo abbiamo denunciato più volte sottolineando che sarebbe una scelta sciagurata, ma le modalità adottate, da colpo di mano, da raid a fari spenti, rendono tutta questa situazione inaccettabile. Le leggi e i regolamenti esistono per tutelare chi è più debole, in questo caso viene distorto favorendo chi già ha la forza dei numeri… è l’ennesima prova dell’allergia al dialogo e alla democrazia di questo centrodestra” rincara Rossi.

Sotto tiro sono finite la legge sul gioco d’azzardo patologico, ma anche quella sulla caccia e alcuni aspetti di quella sulle cave. “E’ un fuoco di fila senza precedenti per bypassare il lavoro in commissione e in aula per portare a casa i risultati nel minor tempo possibile e azzerando il confronto: come quei furbetti che vogliono sempre saltare la fila, ma qui, purtroppo, a saltare è la democrazia. Per quali obiettivi di “rilevante importanza”? La salute dei piemontesi? l’istruzione? Il lavoro? No, niente di tutto questo: una sola parola, vergogna!” conclude Rossi.

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