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Italexit Vco (il movimento antieuropeista lanciato da Paragone) al fianco dei maestri di sci

"I ristori per i maestri di sci? Cifre inadeguate e risibili".

Italexit Vco (il movimento antieuropeista lanciato da Paragone) al fianco dei maestri di sci
Politica VCO, 20 Febbraio 2021 ore 10:58

La presa di posizione di Italexit Vco, il movimento politico antieuropeista lanciato da Gianluigi Paragone contro le politiche dell’Unione europea, a favore dei maestri di sci colpiti dai posticipi delle riaperture delle piste da sci.

Italexit Vco al fianco dei maestri di sci: “Ristori inadeguati”

E’ con un breve e conciso comunicato stampa che la sezione verbanese di Italexit, il partito f0ndato dall’ex direttore de “La Padania” Gianluigi Paragone (poi passato al M5S, con il quale si dedicò alla politica attiva entrando in Senato nel 2018: espulso nel 2020 dal M5S, è rimasto senatore come indipendente fino a quando, nel giugno 2020, presentò il movimento politico ispirato all’esperienza di Nigel Farage con il Brexit Party inglese), prende posizione sul caso delle piste da sci che in settimana ha fatto molto discutere. Il punto è stata la decisione, all’ultimo momento, di tenere ancora chiuse le piste da sci per l’emergenza Coronavirus:

Dopo l’ennesima farsa conseguente all’ennesimo posticipo della riapertura delle piste da sci, ecco l’insulto finale agli operatori del settore: si valuta che i circa 1.800 maestri di sci piemontesi riceveranno ristori (per ora) da un minimo di 200 ad un massimo di 2000 euro.

Cifre inadeguate e risibili, al pari di quelle destinate alle società che gestiscono gli impianti e che rischiano di far naufragare l’intero comparto turistico invernale. Un comparto che in Italia ha un peso economico tra i 10 ed i 12 miliardi annui (tra diretto, indotto e filiera) e che dà lavoro a 120.000 persone.

Italexit non ci sta, come dichiarano dal gruppo d’area del Vco: “Siamo letteralmente sgomenti. Un Governo non può definirsi tale se stanzia cifre così inique per i ristori. Si rischia di assestare un colpo durissimo alla montagna, dal quale forse non si potrà più risollevare. Se fossimo ancora uno Stato Sovrano, potremmo sostenere gli operatori del settore colpiti dalla crisi e letteralmente dimenticati da questa Europa sempre più inadeguata”.

 

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