Polemica

La Regione: “Il Pd chieda scusa per le dichiarazioni sull’alluvione”

Gabusi risponde per le rime ai responsabili del Pd

La Regione: “Il Pd chieda scusa per le dichiarazioni sull’alluvione”
Politica 29 Novembre 2020 ore 07:00

La Regione e l’assessore ai Trasporti e alla difesa del suolo Marco Gabusi replicano alle dichiarazioni del parlamentare Pd Enrico Borghi e del segretario regionale del partito Paolo Furia.

La Regione replica alle dichiarazioni sull’alluvione

L’assessore regionale Marco Gabusi replica alle accuse del parlamentare Pd Enrico Borghi e del segretario del Pd del Piemonte Paolo Furia sui presunti ritardi della Regione Piemonte nella richiesta danni per l’alluvione che ha colpito il Piemonte lo scorso 2 e 3 ottobre. “Le dichiarazioni di Borghi e Furia sono infondate e diffamatorie – commenta l’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte Marco Gabusi -. Il segretario Pd deve chiedere scusa a tutti i tecnici comunali e regionali che hanno lavorato in condizioni difficilissime e con una tempistica davvero ristretta per ottenere la copertura dei danni provocati dall’alluvione. L’onorevole Borghi, nonostante sia parlamentare e consapevole di quanto stia accedendo, questa volta è completamente fuori strada: cerca solo di nascondere le carenze di bilancio che non permetteranno di avere entro l’anno quanto richiesto per gli interventi più urgenti”.

L’argomentazione di Palazzo Lascaris

L’assessore sostiene infatti di aver prontamente inoltrato la richiesta di dichiarazione dello stato d’emergenza per tutto il Piemonte. “La documentazione collegata alla richiesta – dicono dalla Regione è stata inviata al Dipartimento di Protezione civile in due note, una del 6 ottobre e una del 12 ottobre, inclusi anche i territori della Provincia di Alessandria e della Città Metropolitana di Torino. La dichiarazione dello Stato di Emergenza, avvenuta con delibera del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre, non includeva, però, i territori delle Province di Alessandria e Torino. La Regione Piemonte ha perciò chiesto chiarimenti al Dipartimento, in seguito ai quali ha sollecitato e chiesto nuovamente l’inserimento di questi territori con una nota del 30 ottobre. Dopo le dovute interlocuzioni il Dipartimento ha chiesto il dettaglio, intervento per intervento, di tutte le ordinanze di somma urgenza, i video, le foto e l’intera documentazione utile prodotta durante l’emergenza”.

L’intervento di Gabusi

Tutto il materiale richiesto sarebbe stato trasmesso il 25 novembre. “I tecnici hanno fatto un lavoro enorme – assicura l’assessore Gabusi – tanto è vero che abbiamo anche ricevuto gli elogi per la completezza e il dettaglio forniti. Questa mattina in video conferenza abbiamo fornito al Dipartimento di Protezione civile chiarimenti in relazione alle dinamiche fluvio torrentizie dei corsi d’acqua esondati nei territori delle due provincie riscontrando a questo punto, la disponibilità del Dipartimento a valutare l’estensione dello Stato di Emergenza anche a questi territori. Ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando tutti, dal governatore Alberto Cirio in qualità di Commissario delegato per il territorio a tutti i tecnici e gli operatori. È inaccettabile infangare così il lavoro di tante persone inventando ritardi e inadempienze che non esistono. La verità è che in questo momento da Roma abbiamo solo 15 milioni di copertura a fronte di un miliardo di danni, non di certo per colpa della Regione o del Dipartimento di Protezione civile. Vorrei ricordare agli esponenti del Partito Democratico che siamo ancora in attesa delle risorse annunciate per i danni ai privati del 2019: dovrebbero concentrare la propria attenzione sul reperimento delle coperture economiche anziché perdere tempo ad inventare accuse”.

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