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Piano per le attività estrattive: la Provincia fa sentire la sua voce

Il documento redatto da Palazzo Natta nasce da una condivisione con i sindaci del territorio

Piano per le attività estrattive: la Provincia fa sentire la sua voce
Politica Novara, 08 Dicembre 2020 ore 07:00

Piano regionale per le attività estrattive: la Provincia è decisa a farsi sentire con la Regione dopo l’incontro condiviso con i sindaci del territorio.

Piano regionale per le cave in Regione

La Provincia ha riunito i sindaci dei Comuni interessati per parlare del tema delle cave e delle attività estrattive. Al termine dell’incontro è stato redatto un documento che è stato quindi inviato alla Regione, che proprio in questi giorni sta discutendo l’argomento. “La Provincia è tornata a ribadire la propria posizione a proposito della redazione preliminare del Piano regionale per le attività estrattive – scrivono da Palazzo Natta – in accordo e in piena sintonia con i sindaci del territorio, senza alcuno steccato politico, abbiamo messo nero su bianco quello che avevamo già espresso durante la seduta del 1° dicembre della II Commissione: intendiamo, in quanto rappresentanti del territorio, partecipare attivamente questa fase dei lavori della Regione Piemonte in vista della definizione degli aspetti tecnici e normativi relativi all’attività estrattiva e degli approfondimenti necessari alla sua Valutazione ambientale strategica”.

Una zona particolarmente delicata per le attività estrattive

“La nostra Provincia, come abbiamo chiarito, è l’unica nel panorama regionale a essersi dotata dal 2011 di un Piano provinciale di settore dell’attività estrattiva, che ha recepito in particolare le principali disposizioni finalizzate alla tutela della fascia territoriale dell’Ovest Ticino: nel documento – dice il presidente Federico Binatti – abbiamo ribadito che questa zona è “particolarmente delicata dal punto di vista ambientale, nonché sottoposta alle pressioni dovute alle dinamiche economico/insediative della limitrofa Regione Lombardia, nella definizione dei criteri di integrazione e raccordo del Prae con gli strumenti di pianificazione territoriale, paesaggistica e urbanistica di vario grado vigenti, occorrerà tenere in considerazione in particolare il Piano Territoriale Regionale ‘Area di approfondimento Ovest Ticino’” approvato nel 1997”.

Le richieste della Provincia

Nel constatare che il nuovo piano regionale andrebbe a sostituire quello della Provincia, il presidente Binatti ha indicato anche le richieste della Provincia e dei sindaci del territorio. “L’auspicio della Commissione e dei sindaci del Novarese – continua Binatti – come si legge ancora nel documento, è che “il Prae come Piano di settore possa essere prescrittivo sulle destinazioni d’uso dei suoli, ma non sulle tutele e le limitazioni ambientali/paesaggistiche vigenti specifiche e peculiari della gestione territoriale anche a livello comunale. Chiediamo che la nuova pianificazione regionale sia improntata “su un approccio differenziato tra le cave esistenti e le nuove cave pianificate con il nuovo strumento, a salvaguardia delle aziende già operanti sul territorio e a tutela di eventuali aggressioni del mercato”.

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