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Da febbraio in Habilita Casa di Cura I Cedri sarà disponibile il servizio di analisi posturale

Da febbraio in Habilita Casa di Cura I Cedri sarà disponibile il servizio di analisi posturale
28 Gennaio 2020 ore 07:00

A partire dal mese di febbraio in Habilita Casa di Cura I Cedri di Fara Novarese (No) prenderà il via un nuovo servizio: si tratta dell’analisi posturale. Per capire in che cosa consiste questo particolare servizio abbiamo chiesto l’aiuto del Dr. Matteo Didonè, Medico specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa, che seguirà questo particolare ambulatorio, coadiuvato dal Dott. Walter Bergamini, tecnico ortopedico e posturologo.

Dr. Matteo Didonè, Medico specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa

In che cosa consiste il servizio di analisi posturale?

«La valutazione che viene svolta nel corso della prima visita – spiega il Dr. Didonè – consiste nell’analisi del cammino con esame baropodometrico computerizzato in statica e dinamica e stabilometria; una valutazione obiettiva di diversi distretti corporei (cervico-mandibolo-cranico, sterno-scapoloomerale, pelvico, complesso piede-caviglia e colonna vertebrale nella sua interezza) ed una attenta ispezione e palpazione di specifici distretti e aree funzionali ai fini della ricerca di tensione e/o dolore, possibili spie di una predisposizione del paziente a sviluppare la disfunzione posturale».

A chi è rivolto questo nuovo servizio?

«A chiunque, dai 6 anni di età in avanti».

C’è un’età particolarmente indicata per effettuare questa visita?

«Non c’è un’età particolarmente indicata, – prosegue il Dr. Didonè – può beneficiarne chiunque; ovviamente la valutazione è consigliata soprattutto a chi già soffre di problematiche come male ai piedi o mal di schiena, a chi trascorre molto tempo in piedi per lavoro e a chi fa sport.

Quanto è importante lo studio della propria postura?

«È fondamentale per la prevenzione di problematiche muscolari, scheletriche e legamentose, o per aiutare qualora esse siano già conclamate. Ci muoviamo oggi in un contesto in cui è sempre più emergente la problematica dei disturbi posturali, tanto che tra i disturbi muscoloscheletrici questi sono annoverati tra le patologie più ricorrenti, poiché costringono i soggetti in età lavorativa ad astenersi dal posto di lavoro. Il 29 dicembre 2017 il Ministero della Salute, riconoscendo l’importanza della prevenzione e della cura delle problematiche posturali, ha emanato le prime linee guida nazionali sulla classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni. Una corretta valutazione orienta in maniera corretta il percorso riabilitativo, tramite una riprogrammazione posturale, e permette di dare consigli su calzature e ortesi».

Quali patologie si possono evitare correggendo in tempo la propria postura?

«La disfunzione posturale si verifica per una serie di sforzi sulle strutture di supporto corporee e si determina per il venir meno di un efficiente equilibrio del corpo sulla sua base di appoggio, e nel tempo tutto ciò si struttura dando luogo anche a quadri sintomatologicamente attivi di tipo sindromico. Correggendo la postura si possono evitare asimmetrie, rotazioni, scoliosi, cifosi, iperestensioni, eterometrie, problematiche tensive, varismi e valgismi. Inoltre, problematiche ascendenti (cioè causate da un errato appoggio dei piedi) dovute a metatarsalgia, tallonite, fascite plantare, alluce valgo, neuroma di Morton, dita a martello, pronazioni e supinazioni della caviglia».

Come avviene una visita posturale?

«Tramite l’esecuzione di un esame baropodometrico in grado di valutare un corretto appoggio podalico durante la deambulazione. L’esecuzione di un completo esame obiettivo, una attenta ispezione e palpazione di specifici distretti corporei; ricerca di segni e sintomi caratteristici da valutare, quali presenza di cefalea muscolo tensiva, emicrania, tinnito, torcicollo, bruxismo, deviazioni mandibolari, trigger muscolari in area cranio-cervicale e somatica e vertigini».

Come si correggono problemi di postura?

«Nel corso degli ultimi vent’anni sono state messe a punto una serie di modelli terapeutici che hanno permesso, sempre dopo una attenta analisi dei meccanismi che sono alla base dell’innesco della disfunzione posturale, la realizzazione di metodologie terapeutiche. È possibile correggere problematiche posturali grazie all’azione sinergica ottenuta dalla combinazione di questi elementi: ortesi plantari, trattamenti fisioterapici e ginnastica posturale, con indicazioni specifiche per il singolo paziente».

 

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