Curiosità sul papa discreto

Capodanno 2021 | Ricetta cotechino e lenticchie | Ma chi era San Silvestro?

Ricette per onorare la tradizione anche in variante vegan. Una carrellata storica: da Papa Silvestro alle lenticchie nell'antica Roma.

Capodanno 2021 | Ricetta cotechino e lenticchie | Ma chi era San Silvestro?
31 Dicembre 2020 ore 13:03

Il Covid non ferma le tradizioni: a Capodanno cotechino e lenticchie, questa notte non farà eccezione. Mentre ci apprestiamo a dire addio, fra poche ore, – senza rimpianti – al 2020, nelle case degli italiani ci saranno sicuramente tante lenticchie “in ammollo”, pronte per essere cucinate insieme al classico cotechino di cui vi proponiamo una variante in sfoglia assai gustosa e una vegana. A proposito di tradizioni, stanotte è la notte di San Silvestro: la festeggiamo tutti, da sempre, ma cosa sappiamo di questo discreto Papa della storia cristiana?

Capodanno 2020: cotechino in sfoglia

Accompagnato dalle lenticchie, il cotechino diventa re per una notte. Ottimo, gustoso, prelibato… ma come cucinarlo? Partiamo dagli ingredienti necessari. Servono un cotechino lesso da 600 gr, una confezione di pasta sfoglia, un uovo e lenticchie cotte a piacere. Ora il procedimento: preriscaldare il forno a 200°. Stendere la pasta sfoglia e adagiarvi il cotechino spellato, quindi arrotolarla bene intorno al cotechino. Sbattere l’uovo con un cucchiaio d’acqua e spennellare il cotechino. Infornare per circa 30′ e servire caldo su un letto di lenticchie cotte a piacere. Facile e sfizoso, nel rispetto delle tradizioni. In accompagnamento non possono mancare le classiche lenticchie in umido. Mettete i legumi secchi a bagno per alcune ore. Eliminate quelle venute a galla, sgocciolate tutte le altre e raccoglietele in una casseruola. Copritele con acqua fredda e lessatele per 1 ora. Preparate un soffritto con cipolla, carote, sedano e cubetti di pancetta, aggiungete della polpa di pomodoro, oppure tre pomodori freschi, rossi e maturi, spellati, privati dei semi e tagliati a cubetti. Regolate sale e pepe, cuocete per 15 minuti. Infine unite le lenticchie e fate cuocere in base alla densità che volete raggiungere. Delle foglie di alloro daranno un tocco in più alla ricetta.

Variante vegan

I vegetariani e vegani rappresentano una fetta sempre più consistente fra gli italiani. Che alternativa possiamo proporre per loro, onorando pure sempre la tradizione? Il cotechino vegano, variante vegetale del classico insaccato di origine animale. Sono tantissimi i modi in cui può essere preparato. Ecco una ricetta facile facile: tritate 90 grammi di lenticchie lesse e unite 40 grammi di concentrato di pomodoro. Aggiungete 60 grammi di tofu sbriciolato grossolanamente, sale e spezie a piacere. Unite al composto una patata lessa schiacciata. A questo punto unite 90 grammi di preparato per il seitan e 80 ml d’acqua. Impastate fino a formare una massa dal colore omogeneo, che sarà comunque morbida. Bagnate un foglio di carta forno, depositate l’impasto e dategli la forma classica del cotechino. Avvolgete la carta e chiudetela le estremità. Mettete del brodo vegetale a bollire, con la salsa di soia. Quando sarà in ebollizione abbassate il fuoco e cuocete il cotechino per circa 60 minuti. Lasciate intiepidire per una decina di minuti, poi tagliate a fette e servite.

Ma chi era San Silvestro?

Da Prima Bergamo

Dici San Silvestro e tutti sanno che giorno è. Ma dici San Silvestro e nessuno neppur lontanamente sa di chi si stia parlando. Strano destino di un santo, che ebbe la ventura di morire proprio l’ultimo giorno dell’anno 335 (senza mille davanti). Silvestro fu Papa. Regnò per ben 21 anni, succedendo ad un Papa africano, Milziade, e proveniendo da famiglia romana. Pare fosse figlio di tal Rufino, ma di più non si sa. Dir che regnasse forse è fuor di misura. In quell’epoca i papi erano più simili ai parroci di oggi, gente di periferia, per di più costretti a stare in guardia dalle prevaricazioni del potere imperiale. Ma con Silvestro le cose cambiarono in modo che potremmo definire epocale. Non che lui centrasse molto in questa svolta: semplicemente stando al bordo del fiume vide la storia passare e voltare dalla sua parte. Silvestro infatti è il Papa di Costantino, il primo a godere degli effetti benefici dell’Editto di Milano. Non c’era stato bisogno di nessuna particolare strategia. Semplicemente il potere della grande Roma aveva realisticamente preso atto che i cristiani, senza per altro mai sparare un colpo, avevano vinto. Che il popolo andava tutto della loro parte. E pragmaticamente Costantino aveva dato il liberi tutti, per quanto riguarda l’appartenenza religiosa.

Roma, Basilica Santi Quattro Coronati, Oratorio di San Silvestro. Parete di sinistra.
Silvestro a cavallo, in corteo, è accompagnato da Costantino.

Saggiamente “in attesa”

E il nostro Silvestro? Si limitò saggiamente a incassare. Innanzitutto incassò il dono di una sede più congrua al suo ruolo. Costantino donò infatti la “Domus Faustae”, luogo dove di lì a poco sarebbe sorta la basilica di San Giovanni in Laterano e dove i papi avrebbero insediato la loro “santa” sede. Ma era solo la prima di altre donazioni, tra le quali anche quella dell’area dove c’era un tempio di Apollo e che sotto Papa Silvestro vide un radicale cambio di destinazione: diventò la basilica dedicata a San Pietro, perché lì l’apostolo aveva subito il martirio. Fu imperatore molto invadente Costantino. Indisse addirittura un Concilio ad Arles per mettere in riga la setta dei donatisti, che pretendevano di mettere fuori dalla chiesa quei vescovi che non avevano avuto il coraggio di finire martiri sotto Diocleziano. Costantino voleva farla finita con gli oltranzisti un po’ fanatici e non esitò a intromettersi negli affari della chiesa. Silvestro, che al Concilio neanche partecipò, ne sottoscrisse ovviamente le conclusioni.

Papa discreto

Non furono sempre lisci a rapporti con l’imperatore “faccio tutto io”. Negli ultimi anni da imperatore Costantino (che ormai si era stabilito a Costantinopoli), si invaghì di Ario, altro eretico contro cui la chiesa avrebbe combattuto una strenua battaglia. D’autorità depose il grande Atanasio, vescovo di Alessandria che lo aveva contestato. Quanto a Silvestro, nulla poté davanti a tanto strapotere. Ma il tempo avrebbe aggiustato tutto. A Silvestro, Papa senza troppa mania di protagonismo, attribuirono poi cose non vere: tipo che avrebbe battezzato Costantino o che avrebbe ricevuto da lui la Donazione che legittimerebbe il potere temporale dei papi. Tutte leggende per altro immortalate da un bellissimo ciclo pittorico di mille anni dopo conservato a Roma, presso la basilica dei Santi Quattro Coronati. Di vero, per quanto riguarda Silvestro, c’è invece un’altra novità: fu con lui che si iniziò a festeggiare la domenica, giorno del Signore. Naturalmente per gentile (e geniale) concessione di Costantino.

Ancora un po’ di storia: lenticchie dall’antica Roma

E chiudiamo la carrellata storico-culinaria con un alimento che è una presenza fissa sulle tavole italiane nella notte di Capodanno: le lenticchie. La tradizione risale ai fasti dell’antica Roma dove manciate di questi legumi venivano donate l’ultimo giorno dell’anno in una scarsella – la borsa di cuoio da tenere legata alla cintura – con l’augurio che si trasformassero in monete sonanti. Male che vada garantiva un pasto nutriente per i meno abbienti. Ecco perché la zia, quando ve le mette nel piatto, vi dice “Mangiale che portano soldi”. Nell’incertezza…favorite.

 

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