Lavoro al femminile

Emergenza Covid: tre donne su quattro dichiarano di occuparsi interamente della casa e della famiglia

Lo studio condotto da Ipsos mette in luce i dati negativi, aggravati dall'attuale situazione di crisi.

Emergenza Covid: tre donne su quattro dichiarano di occuparsi interamente della casa e della famiglia
15 Maggio 2020 ore 10:42

Secondo una ricerca di Laboratorio Futuro, promosso da Istituto Toniolo e Università Cattolica, il 74% delle donne italiane dice di occuparsi interamente della famiglia. I dati presentati in un webinar (un seminario virtuale) con la ministra della Famiglia, la mantovana Elena Bonetti.

Le donne nella società italiana

Due dati confermano la condizione svantaggiata della donna nella società italiana.

Il livello dell’occupazione femminile, con l’Italia negli ultimi posti in Europa. E il ruolo ancora totalizzante che il lavoro domestico e di cura assegna all’universo femminile. Il 74% delle donne dichiarano di occuparsi interamente della casa e della famiglia. Una situazione sicuramente peggiorata dall’emergenza Covid-19, che potrebbe tuttavia offrire l’occasione per un ripensamento radicale delle politiche pubbliche.

Lo studio del laboratorio

È quanto emerge dalla ricerca promossa da Laboratorio Futuro, l’osservatorio nato un anno fa per iniziativa di Istituto Toniolo e Università Cattolica, coordinato dal demografo dell’Ateneo di largo Gemelli Alessandro Rosina. Uno studio presentato e discusso nell’ambito di un webinar moderato dalla giornalista Tiziana Ferrario e concluso dalla ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti.

Lo studio, condotto da Ipsos e presentato da Paola Profeta, docente di Scienza delle finanze all’Università Bocconi, mette in luce i dati negativi, aggravati dall’emergenza Covid, ma anche gli elementi con cui invertire la rotta. Il gap di genere emerge soprattutto nel mondo del lavoro. Dove, oltre al basso livello occupazionale, troviamo anche una forte diseguaglianza salariale. Le donne infatti, sono più presenti nei lavori meno remunerativi, anche a livello dirigenziale.

Eppure l’investimento in questo settore, come rivelano vari studi, dimostra che a maggiore occupazione femminile corrisponderebbe un aumento del Pil del +11%, con ricadute anche su una maggiore fecondità e su una crescita sostenibile. Le differenze di genere in questo ambito si traducono in quella che l’avvocatessa Manuela Ulivi, fondatrice della casa di Accoglienza delle donne maltrattate di Milano, chiama “violenza economica”.Un «terreno fertile per creare posizioni di dominio e sudditanza».

L’analisi dei dati

I dati parlano anche di un’istruzione terziaria in cui le donne laureate sono più degli uomini ma soprattutto nelle discipline meno remunerative. Solo il 17% delle italiane sceglie discipline Stem. La risposta in positivo, secondo il prorettore dell’Università Cattolica Antonella Sciarrone Alibrandi, oltre a incentivare questo tipo di studi tra le ragazze, è di valorizzare in modo adeguato a livello remunerativo professioni a maggioranza femminile. Come per esempio il mondo dell’istruzione.

Le donne e il lockdown

Il lockdown ha certamente peggiorato la condizione delle donne in relazione al carico della famiglia e del lavoro domestico. Ma l’aumento di uomini a casa grazie allo smart working potrebbe modificare gli equilibri dominanti. Inoltre, se il 51% delle donne intervistate dichiara di essere contenta che il partner si occupi delle finanze famigliari, si intravvedono delle opportunità nel fatto che: il 36,9% prenda decisioni da sola sull’uso del denaro, contro il 16,9% degli uomini. E il 46,9% chieda il consenso al partner, contro il 65% dell’altro sesso.

Se c’è qualcosa che manca, ha detto la ministra Bonetti, è l’obiettivo di fare delle politiche non solo assistenziali ma anche di promozione e di stimolo per cambiare la cultura.

“Per esempio non possiamo scindere il tema della maternità da quello del lavoro. Bisogna riattivare una progettualità di cui l’Italia necessita. In questo il mondo femminile può esercitare una forza proattiva”.

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