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Habilita I Cedri, attivato l’ambulatorio per l’arto superiore

È gestito dalla Dr.ssa Maria Serena Tajana: «È molto importante non rimandare la visita, ma rivolgersi subito al medico specialista»

Habilita I Cedri, attivato l’ambulatorio per l’arto superiore
Idee & Consigli 04 Luglio 2022 ore 09:40

In Habilita I Cedri, la Casa di Cura di Fara Novarese (NO), il servizio di Ortopedia è stato da poco implementato ulteriormente: i pazienti potranno ora sottoporsi a visite specialistiche ambulatoriali. La Dr.ssa Maria Serena Tajana, già presente nelle équipe chirurgiche che operano nelle sale operatorie di Habilita I Cedri, ha da pochi giorni avviato l’ambulatorio per patologie ortopediche dell’arto superiore.

Dottoressa Tajana

«Mi sono sempre occupata di ortopedia e traumatologia in generale – spiega la Dr.ssa Tajana – ma ammetto che la mia passione è concentrata su tutto ciò che riguarda l’arto superiore: spalla, gomito e mano. In particolare, per il Gruppo Habilita, mi occupo delle patologie di spalla a 360 gradi. Nel corso degli anni ho acquisito una grande esperienza nell’ambito della chirurgia artroscopica. Tratto patologie della cuffia di rotatori, la parte degenerativa, vale a dire artrosi della spalla (che poi sfocia nella chirurgia protesica di spalla), iperartrosi, patologie reumatiche. Ho inoltre una vasta conoscenza nel settore della traumatologia. In questo ambito rientra a pieno titolo la categoria degli sportivi, spesso afflitti da instabilità della spalla; l’esempio classico è quando un paziente si lussa una spalla e intervengo per stabilizzare nuovamente l’articolazione». 

Le visite che effettua sono quindi propedeutiche ad un intervento in sala operatoria?

«Non è detto che sia così, anzi. Non bisogna pensare che una persona che si reca dall’ortopedico per una visita abbia poi necessariamente bisogno di passare sotto i ferri. Anzi, nella mia filosofia professionale privilegio sempre la ricerca di una soluzione che non preveda il transito in sala operatoria. Visito pazienti con dolori alla spalla di varia natura: da quelli cronici-degenerativi a quelli traumatici. Solo al termine di una visita approfondita, eventualmente accompagnata da esami diagnostici, è possibile individuare la soluzione più congeniale per ogni singolo caso, cercando sempre di privilegiare terapie riabilitative e conservative, scongiurando, ove non strettamente necessario, l’intervento chirurgico». 

Quindi non tutti coloro che vengono da lei, poi, devono sottoporsi ad un intervento chirurgico.

«Se non sono presenti lesioni di tipo tendineo, nella maggior parte dei casi, il problema si può risolvere attraverso un corretto percorso di riabilitazione. Al termine di quest’ultimo, dopo una visita di controllo in cui vengono valutati i progressi funzionali e clinici, il paziente viene indirizzato verso un nuovo iter riabilitativo o chirurgico a seconda della situazione. Recentemente Habilita ha attivato la convenzione con l’SSN anche per percorsi riabilitativi: ciò ha consentito di ampliare la platea di coloro che possono usufruire di questo importante servizio».

Che tipologia di pazienti si rivolgono solitamente a lei?

«I miei pazienti coprono tutte le età: dall’anziano con dolore al giovane che non fa attività fisica, fino all’atleta che ha subito un trauma. Naturalmente in base all’età del paziente cambiano anche le patologie più ricorrenti: in quelli più giovani riscontro con maggior frequenza problemi di lussazioni o, più in generale, di instabilità traumatiche. Con l’aumentare dell’età tratto sempre più frequentemente patologie degenerative. Il trauma è fattore comune a tutte le fasce d’età, ma viene affrontato in modo differente». 

Perché è consigliabile evitare di rimandare la visita dallo specialista dopo che si manifesta un dolore? 

«Nella spalla il rischio di convivere con determinate problematiche per un lungo periodo di tempo è molto più alto rispetto ad altri distretti corporei. Il dolore sofferto è solitamente più tollerabile rispetto a problematiche che interessano l’anca o il ginocchio poiché non ci si cammina sopra. Molte persone ritengono di risolvere, o controllare, il problema solo con l’ausilio di un terapista, rivolgendosi al medico solo in caso di dolore prolungato. In questi casi mi sento di suggerire di invertire le due azioni: è importante rivolgersi subito al medico specialista e solo in seguito rivolgersi al terapista per sistemare il problema. Invertire l’ordine dei fattori può cambiare il risultato finale».

Per prenotazioni:
0321 818111

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