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Habilita I Cedri e la chirurgia ortopedica di spalla

Con una due giorni di lavori a Fara Novarese è stata presentata una nuova protesi

Habilita I Cedri e la chirurgia ortopedica di spalla
Idee & Consigli 01 Giugno 2022 ore 10:54

Nelle settimane scorse Habilita I Cedri, la casa di cura con sede a Fara Novarese (NO), è stata scelta da Link, società produttrice di “metal implants”, endoprotesi per articolazioni utilizzate in chirurgia ortopedica per presentare un nuovo prodotto chiamato “Embrace”, vale a dire una protesi per la chirurgia della spalla. Due giorni di lavori a cui hanno preso parte specialisti provenienti da diversi paesi d’Europa e non solo: dalla Germania alla Spagna, da Israele al Kenya. Direttore scientifico dell’evento il Dr. Nicola Ivaldo, chirurgo ortopedico di Habilita e responsabile dell’Unità Funzionale di Chirurgia di spalla e gomito di Habilita Villa Igea. Abbiamo chiesto al Dr. Ivaldo di parlarci di questo evento e di spiegarci come la chirurgia ortopedica di spalla sia in crescita anche nel presidio di Fara Novarese (NO).

Dr. Nicola Ivaldo

«Habilita ha iniziato da alcuni mesi una proficua collaborazione con questa azienda produttrice di protesi. Una scelta dettata dal fatto che si è dimostrata particolarmente attenta alle nostre esigenze progettando una protesi per la chirurgia di spalla che sintetizza in un unico elemento tutti gli aspetti positivi presenti oggi in diverse protesi disponibili sul mercato. Parliamo di una protesi efficace per tutte le differenti patologie di spalla, dai casi più semplici a quelli più complessi».

Come mai la scelta è caduta su Fara Novarese per questo evento?

«L’azienda produttrice delle protesi ha voluto partire con il lancio di questo nuovo prodotto in modo prudente e mirato, mettendola a disposizione esclusivamente a professionisti esperti in questa particolare chirurgia. È stata quindi individuata la nostra sede di Fara Novarese per effettuare questa dimostrazione, articolata su due giornate che prevedevano anche la possibilità di assistere in diretta a tre interventi in sala operatoria. La nostra Unità Funzionale di Chirurgia di spalla e gomito presente ad Acqui Terme, e recentemente anche a Fara Novarese, è quella che, a livello italiano, ha effettuato il maggior numero di interventi protesici nel 2021». 

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Come è andata la “due giorni”?

«L’evento è stato un successo e gli ospiti si sono dimostrati tutti particolarmente interessati. Abbiamo dato la possibilità ai chirurghi di assistere in diretta a tre interventi in sala operatoria. Anche per noi si è trattato di una bella soddisfazione». 

Ora la chirurgia di spalla, già molto presente in Habilita Villa Igea, sta crescendo anche in Habilita I Cedri?

«Sì, l’obiettivo dell’azienda è quello di replicare un sistema che funziona in una sede (Acqui Terme) anche nelle altre sedi. In questo caso Fara Novarese, già nota per essere un punto di riferimento importante per il territorio in ambito di chirurgia ortopedica, è stata scelta per incrementare l’attività di chirurgia di spalla. Il gruppo di lavoro che è stato allestito si sta impegnando concretamente per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati e i risultati sono incoraggianti». 

Quali sono le patologie che lei e la sua équipe incontrate con maggior frequenza?

«Le patologie della spalla che incontriamo con maggiore frequenza sono quelle legate alla cuffia dei rotatori (spalle dolorose con sofferenza della cuffia, fino alla rottura della cuffia dei rotatori), problematiche al tendine del capo lungo del bicipite che possono interessare sportivi, lavoratori manuali e casalinghe. Ci occupiamo poi di interventi relativi all’instabilità di spalla che vengono effettuati sia in artroscopia che a cielo aperto a seconda delle condizioni primarie della patologia: se abbiamo un’instabilità determinata dal cedimento dei tessuti molli con pochi episodi di lussazione allora interveniamo con la chirurgia artroscopica, in caso di revisione o di danni ossei si effettuano operazioni a cielo aperto con trapianto osseo. Abbiamo poi tutta la patologia degenerativa artrosica che richiede invece un trattamento con sostituzione articolare protesica».

Vi occupate anche di patologie del gomito?

«Sì, interveniamo nei casi di gomiti dolorosi con problematiche che conseguono alterazioni di modesta entità ma che possono rivelarsi molto invalidanti. Anche in questo caso possiamo intervenire sia a cielo aperto che con interventi artroscopici. Con le stesse modalità affrontiamo anche casi di rigidità di gomito, che in questa articolazione si manifesta frequentemente a seguito di eventi traumatici o di trattamenti chirurgici. Più raramente si presentano casi in cui è necessario intervenire con l’impianto di una protesi totale di gomito che viene utilizzata nei casi di artrosi particolarmente grave o in eventi post traumatici importanti».

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