Blocco totale

Covid: che cosa sappiamo delle quattro zone rosse in Lombardia

A giocare un ruolo fondamentale sulla decisione la diffusione della variante inglese.

17 Febbraio 2021 ore 11:03

Nel tardo pomeriggio di ieri è stata ufficializzata la notizia: da oggi, mercoledì 17 febbraio 2021 alle 18, Mede (PV), Bollate (MI), Viggiù (VA) e Castrezzato (BS) diventano zona rossa. A firmare l’ordinanza per i quattro comuni lombardi è stato il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.

In Lombardia 4 comuni in zona rossa

Alla fine, la decisione che tanti invocavano è arrivata: Viggiù, Bollate, Mede e Castrezzato entrano in zona rossa. Nessun’altra alternativa per contenere i focolai registrati nelle ultime settimane.

“In relazione all’insorgere di cluster di contagio, legati alla diffusione di varianti del virus, il Presidente della Regione – sentito il ministro della Salute – ai sensi dell’art. 3 del dpcm 14 gennaio 2021, ha stabilito con una ordinanza che nei comuni di Viggiù (VA), Mede (PV), Castrezzato (BS) e Bollate (MI), verranno applicate le disposizioni previste nella cosiddetta ‘fascia rossa’, già osservate poche settimane fa sull’intero territorio regionale, a decorrere dalle ore 18 di domani mercoledì 17 febbraio. Inoltre con l’ordinanza si dispone che le attività scolastiche e didattiche di tutte le classi delle scuole primarie e secondarie in questi comuni si svolgano esclusivamente con modalità a distanza. Tale sospensione riguarda anche asili nidi e scuole materne. L’ordinanza è valida fino a mercoledì 24 febbraio”.

Ha scritto Fontana sulla sua pagina Facebook.


Come funzionerà

Nei quattro comuni che da stasera saranno in zona rossa entreranno in vigore le massime restrizionivietato uscire di casa salvo le ormai note esigenze di lavoro, salute e urgenza, chiusi i negozi e le attività “non essenziali” e, in aggiunta a queste, chiuse anche tutte le scuole di ordine e grado (compresi nidi e materne). La zona rossa resterà in vigore fino a mercoledì 24 febbraio 2021.

  1. E’ vietato  ogni  spostamento  in  entrata  e  in  uscita  dal Comune,  nonchè  all’interno  del Comune stesso, se non per motivi di salute, lavoro o necessità. E’ sempre consentito  il  rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.
  2. Resta consentita, a massimo due non conviventi (non si contano gli under 14) e per una sola volta al giorno, di effettuare visite verso 1 sola abitazione privata dalle ore 5 alle 22
  3. Resta consentito il transito su Bollate qualora  necessario a raggiungere territori non soggetti  a  restrizioni.
  4. Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità.
  5. Sono chiusi, indipendentemente dalla  tipologia  di  attività  svolta,  i mercati, salvo la vendita  di  soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici.
  6. Restano  aperte  le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie;
  7. Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie). Consentite le consegne a domicilio e, fino alle ore 22,00, la ristorazione con asporto ma con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
  8. Sono sospese le attività sportive anche all’aperto. È consentito svolgere individualmente attività  motoria all’aperto e in forma individuale, in prossimità della propria abitazione e nel  rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona. L’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie  respiratorie è obbligatorio anche durante l’attività sportiva.
  9. Sospese le attività scolastiche e didattiche di tutte le classi delle scuole primarie e secondarie che si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza. Tale sospensione riguarda anche asili nidi e scuole materne.
  10. Le attività di laboratorio sono sospese nelle scuole di ogni ordine e grado. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario mantenere una relazione educativa nei confronti di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali.

Le varianti

A pesare su questa decisione anche la diffusione, all’interno dei focolai, della variante Covid soprannominata “variante inglese” ormai nota per la sua maggiore contagiosità ma anche, secondo ultimi studi, per essere potenzialmente più aggressiva.

A Mede, nel Pavese, negli ultimi giorni, si era assistito ad un aumento repentino dei contagi, numeri che hanno da subito destano particolare preoccupazione e attenzione.

Copione similare nel Varesotto, a Viggiù, a due passi dalla Svizzera, dove i casi continuano a crescere e si registrano sempre più episodi di virus mutato.

A Bollate, nel Milanese, nei giorni scorsi era scoppiato un focolaio con variante inglese da Covid che ha interessato il plesso riconducibile alle scuole Rosmini e alla scuola Marco Polo.

Situazione meno circoscritta e più allarmante in tutto il Bresciano, dove nelle ultime settimane i report regionali hanno mostrato un’impennata dei contagi. Si è partiti dal caso della scuola di Corzano in cui si erano moltiplicati i casi di variante inglese, andando a lambire nei giorni successivi anche i comuni limitrofi. A Castrezzato, purtroppo, è stata confermata la larga presenza della variante inglese del Coronavirus e si è giunti così alla zona rossa.

Il monito di Galli: “Reparti invasi, riguarda tutta Italia”

Sul tema della diffusione delle varianti in Lombardia è intervenuto nella giornata di ieri, con rilevante eco mediatica, il professor Massimo Galli, primario di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano:

“E’ inutile fare il discorso del disastro che sta provocando questo virus, siamo tutti d’accordo che vorremmo riaprire tutto. Ma io mi ritrovo il reparto invaso dalle nuove varianti, questo riguarda tutta Italia e mi induce a dire che presto avremo problemi più seri.”

Il noto medico ha chiarito che il nodo varianti, con le conseguenze che ne derivano, non è dunque un problema circoscritto alla Lombardia. Basti pensare cosa sta accadendo in Umbria dove il sistema sanitario è sottoposto a intensa pressione. Recentemente il governatore del Veneto ha dichiarato: “siamo molto preoccupati per il tema delle varianti, che potrebbero portare una rapida precipitazione dell’attuale situazione sanitaria“. Maxi screening programmati anche in Piemonte per difendersi dal dilagare delle varianti. Non va meglio in Liguria, dove il governatore Giovanni Toti ha dichiarato: “Abbiamo una circolazione di variante inglese in Liguria pari al 15% dei tamponi“.

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