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Dopo il boom di visite agli Uffizi, ora tutti tirano per la giacchetta la Ferragni

Il sindaco di Borgosesia, in provincia di Vercelli: "Per spingere il turismo, è' molto più efficace lei del bonus vacanze del Governo".

Dopo il boom di visite agli Uffizi, ora tutti tirano per la giacchetta la Ferragni
22 Luglio 2020 ore 13:14

Polemiche a parte, i dati parlano chiaro: boom di accessi per i canali web e +27% di visite da parte di giovani nell’ultimo weekend. Questo il bilancio per gli Uffizi dopo l’incursione di Chiara Ferragni a Firenze. Che l’influencer di origini cremonesi fosse influente lo si sapeva, ma i numeri hanno comunque sorpreso tutti, a maggior ragione dopo la pioggia di critiche social (più contro gli Uffizi per la scelta dell’ingaggio, a dire il vero, che contro la moglie di Fedez).

Tutti tirano la giacchetta della Ferragni

Da NotiziaOggi.it

Un post su Instagram vale più di tante campagne… e ora tutti fanno a gara per accaparrarsi la bionda imprenditrice. La fila è lunga e comprende anche amministratori pubblici: l’ultimo è il sindaco-deputato leghista di Borgosesia, in provincia di Vercelli, che nel tirare per la giacchetta Chiara Ferragni ha ammesso con disincanto:

“Per spingere il turismo, è’ molto più efficace lei del bonus vacanze del Governo”.

Paolo Tiramani una ne pensa e cento ne fa. Qualche giorno fa s’era conquistato la ribalta nazionale per via dell’ultimatum lanciato contro Poste Italiane per ridurre le code negli uffici: un’ordinanza comunale un po’ “donchisciottesca” secondo molti, ma che dà l’idea del personaggio. Per il turismo, non molto tempo fa aveva lanciato un concorso a premi dedicato a chi volesse trascorrere una vacanza sulle valli valsesiane (e dal mondo erano arrivati più partecipanti degli stessi abitanti di Borgosesia).

E che ora ci prova spudoratamente, anche se non è dato sapere se l’influencer morirà o meno dalla voglia di precipitarsi in Valsesia (che pur bella, non è certamente allo stesso livello di Uffici o Musei Vaticani per capacità d’attrazione turistica).

“Altro che bonus vacanze attivato dal governo, difficile da fruire e strutturato come un credito d’imposta: la chiave per il rilancio turistico sono le visite degli influencer. Invito con piacere Ferragli e la sua famiglia a trascorrere le vacanze nella splendida Valsesia. Saremo lieti che venisse a trovarci per scoprire le bellezze della valle più verde d’Italia e che, grazie agli scatti pubblicati nei suoi profili social da milioni di followers, la facesse conoscere a moltissimi altri turisti nazionali e non solo”.

La Ferragni e il boom di visite agli Uffizi

Da Prima Firenze

Quanto all’esclusivo shooting fotografico per Vogue Hong Kong (per cui la Ferragni sta realizzando un progetto in cui rientrava anche il precedente servizio dentro i Musei Vaticani), gli Uffizi sono stati sin dall’inizio trasparenti:

“Ieri ed oggi …
I canoni estetici cambiano nel corso dei secoli.
L’ideale femminile della donna con i capelli biondi e la pelle diafana è un tipico ideale in voga nel Rinascimento. Magistralmente espresso alla fine del ‘400 da #SandroBotticelli nella Nascita di #Venere attraverso il volto probabilmente identificato con quello della bellissima Simonetta Vespucci, sua contemporanea.
Una nobildonna di origine genovese, amata da Giuliano de’Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico e idolatrata da Sandro Botticelli, tanto da diventarne sua Musa ispiratrice.

Ai giorni nostri l’italiana Chiara Ferragni, nata a Cremona, incarna un mito per milioni di followers -una sorta di divinità contemporanea nell’era dei social –
Il mito di Chiara Ferragni, diviso fra feroci detrattori e impavidi sostenitori, è un fenomeno sociologico che raccoglie milioni di seguaci in tutto il mondo, fotografando un’istantanea del nostro tempo”.

E il direttore del museo Eike Schmidt ha rincarato la dose:

“Gli Uffizi non hanno bisogno di Chiara Ferragni, né Chiara Ferragni degli Uffizi. L’importante è creare un crossover, innescare un confronto. Siamo stati fra i primi musei a sbarcare su TikTok e oggi in molti, nel mondo, ci stanno seguendo. In generale, quello dei giovani è un problema che ci ponevamo anche prima, per esempio quando abbiamo invitato le star del festival Firenze Rocks a visitare i nostri musei. Il nostro obiettivo, però, non è soltanto economico. Noi abbiamo una visione democratica del museo: le nostre collezioni appartengono a tutti, non solo a un’autoproclamata élite culturale, ma soprattutto alle giovani generazioni. Anche perché, se i giovani non stabiliscono oggi una relazione col patrimonio culturale, è improbabile che in futuro, quando saranno loro i nuovi amministratori, vorranno investire in cultura. Per questo è importante usare il loro linguaggio, intercettare la loro ironia e il loro potenziale creativo”.

Qui sotto le foto pubblicate dalla stessa Ferragni sul suo Instagram:

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