Appassionati a bocca asciutta

GP e Coronavirus: a Monza in tribuna solo gli eroi del Covid; 3mila posti (a peso d'oro) al Mugello

Anno di privazioni per gli appassionati delle quattro ruote: a Monza gara a porte chiuse, mentre il Mugello corre ai ripari scontando i biglietti in extremis.

GP e Coronavirus: a Monza in tribuna solo gli eroi del Covid; 3mila posti (a peso d'oro) al Mugello
07 Settembre 2020 ore 11:31

Anno funesto per gli amanti del Gran Premio: la necessità di tutelare la salute collettiva evitando assembramenti che possano favorire la diffusione di Covid 19 ha portato a inevitabili restrizioni per i due eventi settembrini più amati (e attesi) da un folto pubblico italico. Il Gran Premio della Toscana di Formula 1 – Ferrari 1000 in programma all’autodromo del Mugello opta per gli accessi limitati (con biglietti a peso d’oro); mentre la classica tappa del Gran Premio di Monza si è svolta a porte chiuse come annunciato da tempo, con un’eccezione particolare.

Gran Premio e Covid: al Mugello entrano soltanto in 3mila

Saranno al massimo 3000 gli spettatori che potranno assistere al Gran Premio della Toscana di Formula 1 – Ferrari 1000 in programma per domenica 13 settembreall’autodromo del Mugello. Lo stabilisce un’ordinanza del presidente della Regione Toscana. Ognuna delle tre tribune di cui dispone l’impianto potrà ospitare al massimo 1000 persone, nel rispetto delle norme nazionali anti Covid. Inoltre saranno assicurati parcheggi dedicati, misurazione della temperatura corporea, distanziamento, mascherine, accessi riservati al pubblico come previsto dalle disposizoni nazionali e nel piano presentato dalla direzione dell’Autodromo del Mugello e valutato dalla Regione. Altra nota dolente riguarda i prezzi dei biglietti che andavano da 750 a 1.200 euro. Successivamente i vertici del circuito hanno deciso di abbassare i costi per la gara del 13 settembre, scontandoli al 50%. 

Porte chiuse a Monza

Anche il Gran Premio di Monza mostra i segni e le conseguenze dell’emergenza sanitaria: come ormai noto da mesi si è deciso di correre a “porte chiuse”, facendo un’unica eccezione per medici e infermieri che hanno lottato in prima linea contro il coronavirus. Un’edizione decisamente singolare nella storia di questa tappa che si è conclusa con l’inattesa vittoria di Pierre Gasly su Alpha Tauri e un pessimo debutto per la Ferrari che ha subito il ritiro di Sebastian Vettel (problema ai freni) al nono giro e l’incidente al venticinquesimo giro di Charles Leclerc.

In tribuna gli “eroi del Covid”

Il presidente della Regione Lombardia, ha firmato nei giorni scorsi un’ordinanza in cui è stato stabilito in 300 spettatori il numero massimo di persone che avrebbero potuto assistere al Gran Premio d’Italia di Formula Uno. 

“Una decisione dal valore simbolico – ha spiegato il governatore della Regione Lombardia – visto che la possibilità di assistere al Gran Premio è destinata a una delegazione di medici e infermieri, assoluti protagonisti nella battaglia contro il coronavirus. Un segno d’attenzione verso chi, in piena emergenza e ancor oggi, è in prima fila quotidianamente”.

Polemiche pre tappa

Prima della gara non sono mancate diverse polemiche, a partire dalla questione annosa dei biglietti omaggio ai politici. Una vicenda che da anni vedi in prima linea la lista civica di opposizione Civicamente che ha commentato:

“Il Gran Premio di quest’anno ci porta una notizia brutta e una bella. Quella brutta è che in via precauzionale è stato deciso che il Gp di Monza si correrà a porte chiuse. Un duro colpo per tutti gli appassionati di Formula 1 e in particolare per i tifosi Ferrari. Purtroppo l’emergenza sanitaria non viene considerata ancora completamente superata, pazienza, ci sarà modo di rifarsi nei prossimi anni. In compenso c’è una notizia straordinaria, ovvero che a godersi il Gran Premio d’Italia dalle tribune più prestigiose del circuito saranno 250 tra medici e infermieri. Davvero un ottimo modo per sdebitarci con loro, considerati i sacrifici degli ultimi mesi”.

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