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"Passaporto salva estate"

In attesa del certificato verde Ue per viaggiare, c'è già il VaxPass

Un semplice qr code attesterà la vaccinazione avvenuta, oppure un tampone negativo o ancora l'aver sviluppato anticorpi contro il Covid.

22 Marzo 2021 ore 10:45

In attesa delle direttive precise dell’Ue sul passaporto vaccinale sono i privati a muoversi e a chiedere di avere garanzie su eventi sportivi, fiere, concerti e ristoranti Covid free. Si tratta di VaxPass, un passaporto digitale gratuito per gli utenti che rende visibili i test a cui si è stati sottoposti, ed eventuali vaccinazioni ricevute.

Arriva VaxPass: creata da una startup italiana

A creare VaxPass è stata l’innovativa startup italiana Helpcodelife che gestirà la banca dati verificando la veridicità dei documenti caricati sia presso i laboratori di analisi, se si tratta di un tampone, sia seguendo il tracciamento per i vaccini. Ai vertici chiariscono:

“La responsabilità è della persona nel caso falsifichi i documenti. Quello che viene fatto è un controllo del documento che arriva. Se arriva un tampone fatto da una regione specifica, per esempio, noi effettuiamo le verifiche”.

I privati – ossia le compagnie aeree, ristoratori, squadre di calcio, enti fieristici – hanno chiesto a Helpcodelife di creare eventi covid free. Quindi chi vuole partecipare ad un evento specifico deve caricare sull’applicazione il documento richiesto. Per esempio il tampone o il certificato vaccinale. La società farà un controllo e assegnerà un semaforo: verde, giallo o rosso.

Solo in possesso di determinati requisiti si potrà ottenere il qr code abilitato a partecipare all’evento in sicurezza. Questo sistema vanta già un milione di persone iscritte in tutto il mondo e punta ad integrarsi con quello che emetterà l’Unione europea che è già stato invece battezzato, un po’ impropriamente, “passaporto salva estate”. In realtà, non si tratta di un passaporto sanitario vero e proprio, ma di un certificato vaccinale riconosciuto da tutti gli stati membri dell’Unione Europea che dovrebbe permettere di viaggiare con meno restrizioni, offrendo la prova che una persona è stata vaccinata contro Covid-19, ha ricevuto un risultato negativo al test, oppure ha sviluppato anticorpi contro il virus.

GUARDA IL VIDEOSERVIZIO:


Cos’è il green pass e come funziona

Tornando invece al “Green pass Covid” targato Ue ancora in fase di gestazione, la proposta arriva dalla Commissione Europea e l’obiettivo è quello di rendere tutto operativo da metà giugno, così da salvare la stagione estiva.

“Col certificato vaccinale puntiamo ad aiutare gli Stati membri a ritornare a mobilità in sicurezza e coordinata.”

Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa per la presentazione del nuovo pacchetto di misure per revocare le limitazioni ai viaggi.

Il certificato verde digitale, ovvero il green pass, altro non è che un qr code che si potrà scaricare sul proprio telefono o stampare su carta.

Controlli in aeroporto

Non soltanto i vaccinati

Per evitare discriminazioni nei confronti di chi non ha potuto o voluto accedere alle somministrazioni, potrà indicare non solo l’eventuale vaccinazione avvenuta, ma anche la presenza di anticorpi evidenziata da un sierologico, oppure la negatività ad un tampone. Il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, in un’intervista a un gruppo di media internazionali ha chiarito:

“Il pass è interoperabile e vincolante per i Paesi Ue, per evitare ogni forma di discriminazione offre tre alternative per tornare a viaggiare: dimostrare l’avvenuta vaccinazione, la negatività a un test o la guarigione dal Covid”.

La posizione dei vari Stati

Il certificato sarà gratuito ed emesso e firmato digitalmente dalla struttura che ha effettuato la somministrazione o il test.

Non rappresenterà una precondizione per viaggiare, ma solo un’armonizzazione della prova della vaccinazione.

Resta in capo ai singoli stati decidere quale alleggerimento delle restrizioni riconoscere ai possessori del certificato.

Nel caso un Paese volesse dunque continuare a imporre obblighi anche a chi ha il qr code potrà farlo, ma dovrà notificare la decisione alla Commissione Europea e alle altre capitali, giustificandone la scelta.

Due nodi ancora da risolvere

Restano poi due nodi aperti: la durata della validità e il riconoscimento dei vaccini non autorizzati dall’Ema ma comunque somministrati da alcuni Paesi, come lo Sputnik in Ungheria. Su quest’ultimo punto ogni capitale sarà libera se dare valore o meno al certificato.

La proposta dovrà ora essere approvata dagli Stati membri. Chi è più a vocazione turistica come la Grecia si batte da tempo per una soluzione di questo tipo, altri – in parte anche l’Italia – esprimono dubbi.

Nel ventaglio delle perplessità spiccano preoccupazioni sulla privacy, l’approccio con i Paesi terzi e il rischio discriminazione per chi non è in possesso del certificato.