Parla l'esperto

Vaccino anti Covid: "La prossima vera sfida saranno le unità vaccinali sul territorio"

L'immunologo Mario Clerici auspica che siano obbligatori e propone a sorpresa di partire dai ragazzi: "Vaccinando un giovane, proteggi a valle 100 persone".

13 Novembre 2020 ore 11:57

La comunità scientifica è concorde nell’indicare il vaccino contro il Covid-19 l’arma più efficace per fermare la pandemia. Ne abbiamo sentito tanto parlare e non mancano dubbi e qualche perplessità in merito. A rispondere dettagliatamente alle tante domande sul tema è il professore Mario Clerici, ordinario di Immunologia e Immunopatologia all’Università degli Studi di Milano.

LA VIDEOINTERVISTA:


Vaccino anti Covid-19, cos’è?

S’è detto che il vaccino sviluppato da Pfizer-BioNTech, atteso per inizio 2021, è efficace al 90% e che funziona in maniera del tutto differente rispetto allo standard al quale siamo abituati, ovvero tramite una “capsula” di nanoparticelle lipidiche che avvolgono Rna messaggero e lo liberano solo all’interno delle cellule, che imparano così a riconoscere e bloccare il coronavirus.

“Dal punto di vista scientifico è un passo in avanti fantastico, questa nuova tipologia offre al corpo tutto il meccanismo e le istruzioni che permettono di produrre automaticamente le proteine. E quindi difenderci dal virus.”

Quando, quanto e per chi?

Veniamo ora alle questioni pratiche: quando arriverà il vaccino?

Entro la primavera dovrebbero esserci dosi a sufficienza per raggiungere l’immunità di massa o almeno avvicinarci a questo obiettivo”.

Ci si interroga anche sui costi, in tal senso il professore è confidente:

“Credo che almeno in Italia la sanità pubblica se ne farà carico, in altri Paesi dove la sanità pubblica non funziona così bene non lo so”.

Per ciò che concerne chi dovrebbe avere la priorità di somministrazione l’immunologo propone di vaccinare per primi i giovani perché, a livello pratico, sono loro ad avere la vita sociale più attiva e piena di contatti:

Vaccinando un giovane, proteggi a valle 100 persone“.

Ma veniamo alla questione pratica cruciale, quella che rappresenta la versa sfida di domani: dove ci potremo vaccinare?

“Suppongo che gli ospedali o le Asl organizzeranno unità vaccinali sul territorio, sarà una sfida interessante”.

Quando arriveranno i vaccini?

“Il primo vaccino che arriva vincerà tutto, sarà un boom e probabilmente spazzerà la concorrenza. Il primo che arriva sarà il solo sul Mercato: io credo che ne arriveranno due, Pfizer e Moderna, a quel punto gli altri che non sono ancora nella fase quattro probabilmente molleranno il colpo”.

Il vaccino sarà obbligatorio?

Da immunologo dico assolutamente che mi auguro sia reso obbligatorio. Ma dati i tempi e la situazione politica non sarà così facile”.

E’ possibile che sia necessario un richiamo vaccinale, quindi nel pratico si eseguiranno due vaccinazioni. La prima volta si stimolerà la risposta immunitaria, la seconda la si consoliderà. Secondo Clerici la copertura dovrebbe probabilmente durare per anni:

“E’ presumibile che anche il vaccino per il coronavirus debba essere applicato due volte, la prima si stima la risposta immune, la seconda volta si consolida e si amplia e si permette alla risposta immune di essere protettiva per molti anni. Il coronavirus non cambia, quindi non dovrebbe esserci la necessità di rinnovare la vaccinazione ogni anno“.

L’importanza nella lotta ai tumori

Si è anche detto che questi nuovi composti possono rappresentare un valido aiuto nella lotta ai tumori. Il professore ha spiegato perché il principio alla loro base potrebbe risultare un ottimo alleato anche in tal senso:

Se attraverso un vaccino riusciamo a indurre la produzione delle proteine che sono espresse dalle cellule del tumore, quello che facciamo è generare una risposta immune potente nei confronti del tumore che in teoria (e speriamo presto anche in pratica) potrebbe essere in grado di eliminare e distruggere le cellule alterate che formano il tumore stesso.

Molte informazioni positive. Soltanto in conclusione arriva un monito più amaro per il futuro, ricordando che il vaccino contribuirà a fermare la pandemia provocata da questo specifico coronavirus, ma non è detto che non ne arrivino altri:

“Temo – e molti sono concordi – che negli anni prossimi arriveranno altri coronavirus che faranno il salto di specie dal pipistrello all’uomo. Il vaccino non fermerà quei nuovi virus”.

Conclude Clerici.

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