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Covid-19

Variante indiana: due casi in Piemonte, ma è quella meno aggressiva

I contagiati sono una coppia di indiani quarantenni di rientro dall’India e residenti in provincia di Cuneo.

Variante indiana: due casi in Piemonte, ma è quella meno aggressiva
06 Maggio 2021 ore 09:13

Primi due casi di variante indiana in Piemonte identificati su una coppia di anziani al rientro dall’India. Come ha riportato per primo Prima Torino, si tratta della forma meno aggressiva.

L’assessore regionale alla sanità, Luigi Icardi:

“Il tracciamento del contagio e la campagna vaccinale funzionano”.

In Piemonte due casi di indiana

I primi due casi in Piemonte di variante indiana nella forma meno aggressiva sono stati sequenziati ieri, mercoledì 5 maggio 2021, dal laboratorio dell’Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di Candiolo, con la collaborazione del gruppo bioinformatico dell’IIGM ente di ricerca della Compagnia San Paolo.

Per la precisione, osservano i ricercatori di Candiolo, si tratta della variante meno preoccupante tra quelle individuate con la denominazione “indiana”, in quanto priva della mutazione E 484 Q che invece permetterebbe al virus di sfuggire agli anticorpi, sia quelli generati dal vaccino, sia quelli generati da chi è guarito.

Una coppia di rientro dall’India

I contagiati sono una coppia di indiani quarantenni di rientro dall’India e residenti in provincia di Cuneo. Attualmente si trovano in isolamento domiciliare e le loro condizioni non destano preoccupazioni.

«Il sistema di tracciamento del contagio in Piemonte sta dimostrando di funzionare molto efficacemente – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, la comparsa delle varianti è inevitabile, ma fondamentale rimane limitare il più possibile lo svilupparsi della malattia, attraverso la campagna vaccinale, che sta entrando nella fase di interesse massivo».

Al momento, le mutazioni virali del Covid-19 riscontrate fino ad ora in Piemonte sono cinque: inglese, brasiliana, sudafricana, svizzera e indiana. Quella ampiamente più diffusa rimane l’inglese.

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