Colpa dei Vichingi?

Venerdì 13...paura eh? Scopriamo da dove nasce la superstizione

Scopriamo da dove trae origine la cattiva fama del numero 13 e anche quella del venerdì.

Venerdì 13...paura eh? Scopriamo da dove nasce la superstizione
13 Novembre 2020 ore 11:55

Oggi è venerdì 13. Paura eh…? Probabilmente un pochino meno del famigerato venerdì 17, ma anche la combinazione “13” e “venerdì” miete vittime (della superstizione) anche in Italia. L’occasione è ghiotta per riannodare i fili e scavare nella storia, scoprendo da dove trae origine il nefasto timore. 

Perché il venerdì 13 “porta male”?

Come spesso accade le superstizioni altro non sono che una somma di diverse credenze religiose e culturali antiche che si sono mischiate o influenzate fino ad arrivare a noi. Si è iniziato a guardare con diffidenza il numero 13 probabilmente a causa di uno “scherzo” giocato dalla mitologia nordica. Il Dio Loki – notoriamente crudele – si aggiunse al pantheon delle divinità nordiche come tredicesimo. Considerando che tutti e dodici i semidei precedenti erano buoni ecco che il numero 13 inizia essere sinonimo di disfatta. Se a questo dato aggiungiamo che i Vichinghi furono un popolo di grandissimi navigatori ecco spiegato come le loro superstizioni possano aver attecchito senza grosse difficoltà in diverse civiltà. Si ipotizza anche che la diffidenza verso il 13 risalga alle più antiche concezioni astrologiche assiro-babilonesi. Il 12 era numero sacro, non si esclude che per contrasto il 13 abbia assunto il ruolo di portasfortuna. Del resto dove c’è luce…c’è anche ombra.

E il venerdì?

E invece il venerdì che avrà mai fatto di male? In questo caso l’origine della superstizione avrebbe radici cristiane, legate ad avvenimenti infausti che si sono avverati proprio in questo specifico giorno della settimana: a partire dalla morte di Gesù, avvenuta proprio di venerdì. Ma non è finità qui: fu infatti di venerdì che Adamo ed Eva mangiarono il frutto proibito e da quel momento, per tutta la stirpe umana, addio Eden e largo alle tribolazioni. 

Alla larga dal 13

Negli Usa il numero 13 viene evitato con grande accuratezza. Al punto che la paura di questo numero si è guadagnata un vero e proprio nome: triscaidecafobia. In moltissimi grattacieli statunitensi – non fa eccezione l’evolutissima Grande Mela – ci si riferisce al 13º piano chiamandolo diversamente, per esempio “12b” o “14” non facendolo così comparire e nemmeno menzionandolo. Molte compagnie aeree si guardano bene dall’inserire sui loro mezzi la fila numero 13, passando direttamente dalla numero 12 alla numero 14. Stesso copione per le stanze d’hotel: in molte strutture ricettive la numero 13 non esiste. Insomma, sarà una superstizione ma viene presa assai seriamente da molti.

La saga cinematografica “Venerdì 13”

A consolidare in via definitiva nella cultura contemporanea l’inquietudine per il venerdì 13 è stata l’omonima saga cinematografica statunitense di enorme successo, iniziata nel 1980. Il genere slasher alla quale appartiene (caratterizzato da omicidi particolarmente cruenti e spesso al limite del verosimile) ha tenuto incollato a divani e poltrone un pubblico sempre più numeroso. Sono stati realizzati nove sequel, un crossover e un remake/reboot, per un totale di 12 pellicole. Mica male per un film che si intitolava proprio Venerdì 13…ci si sarebbe aspettati una debacle al botteghino, invece siamo al cospetto di una delle più floride operazioni commerciali legate al genere horror della storia sotto il fronte economico. Forse forse la fortuna aiuta davvero gli audaci.

Food delivery
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità