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Il Novara torna a far paura a tutti

Il Novara torna a far paura a tutti
Sport 08 Febbraio 2016 ore 13:49

NOVARA - Uno, due, tre, quattro gol… In ventidue minuti è riesplosa la vena realizzativa che il Novara aveva smarrito negli ultimi quaranta giorni: l’astinenza ha superato i 470 minuti prima del diluvio di reti al malcapitato Avellino. Contro i “lupi” dell’applauditissimo Tesser, che a fine gara ha ringraziato, è stato il pomeriggio del riscatto: gli azzurri sono vivi e, seppur ripartiti in ritardo, hanno dimostrato di poter dire la loro anche in questa seconda parte di stagione. In novanta minuti il dio del calcio ha riconsegnato ai tifosi quella squadra che da ottobre a metà dicembre era stata protagonista di quella cavalcata. 

Colpa certamente anche di un Avellino che ha concesso tutto quello che non avrebbe dovuto concedere alla squadra di Baroni: difesa altissima ed errori individuali hanno fatto il gioco di Evacuo e compagni, che hanno infilato a ripetizione gli irpini chiudendo la pratica già nel primo tempo. Inoltre, dopo tanti torti, che avevano inciso pesantemente sulle ultime tre sconfitte, stavolta l’episodio (fuorigioco di partenza non fischiato al bomber azzurro) ha sorriso ai padroni di casa. 

Ma sarebbe riduttivo limitare la rinascita azzurra a fattori casuali. 

Il Novara ha vinto perché l’ha voluto fortissimamente rispetto agli avversari e questo certifica una cosa soltanto: gli azzurri sono coloro che possono tenere in vita il campionato. Riconquistato il quarto posto solitario, il margine dal Pescara, terzo in graduatoria, è stato ridotto a 6 lunghezze. Un segnale importante per la disputa dei play off, proprio come era accaduto tre stagioni orsono con la “remuntada” dell’allora compagine di Aglietti: ricordiamo, infatti, che se il distacco tra la terza e la quarta raggiungerà o supererà le dieci lunghezze gli spareggi promozione non verranno disputati. 

Un discorso ancora prematuro, visto che alla fine della stagione regolare mancano tantissime sfide, ma non da prendere sottogamba. Anche perché, oltre agli azzurri, non sembrano molte le squadre in grado di tenere il ritmo infernale delle battistrada.

Da oggi si volta pagina e la trasferta al “Sinigaglia” di Como può essere annoverata come un banco di prova importante per dare continuità a questa ripartenza: la truppa di Baroni non troverà certo gli spazi di sabato, ma ha la possibilità di aggiungere uno step ulteriore al suo percorso di maturità. 

Paolo De Luca

Nella foto scattata a Novarello sul set di “Azzurro Valzer”, il film di Vanni Vallino sul Novara Calcio, Attilio Tesser, ora tecnico dell’Avellino, che si è prestato a girare una scena nel ruolo di un puntiglioso capocameriere alle prese con due camerieri disastrosi, i tifosi storici Mauro Begozzi e Giorgio Melchionni

NOVARA - Uno, due, tre, quattro gol… In ventidue minuti è riesplosa la vena realizzativa che il Novara aveva smarrito negli ultimi quaranta giorni: l’astinenza ha superato i 470 minuti prima del diluvio di reti al malcapitato Avellino. Contro i “lupi” dell’applauditissimo Tesser, che a fine gara ha ringraziato, è stato il pomeriggio del riscatto: gli azzurri sono vivi e, seppur ripartiti in ritardo, hanno dimostrato di poter dire la loro anche in questa seconda parte di stagione. In novanta minuti il dio del calcio ha riconsegnato ai tifosi quella squadra che da ottobre a metà dicembre era stata protagonista di quella cavalcata. 

Colpa certamente anche di un Avellino che ha concesso tutto quello che non avrebbe dovuto concedere alla squadra di Baroni: difesa altissima ed errori individuali hanno fatto il gioco di Evacuo e compagni, che hanno infilato a ripetizione gli irpini chiudendo la pratica già nel primo tempo. Inoltre, dopo tanti torti, che avevano inciso pesantemente sulle ultime tre sconfitte, stavolta l’episodio (fuorigioco di partenza non fischiato al bomber azzurro) ha sorriso ai padroni di casa. 

Ma sarebbe riduttivo limitare la rinascita azzurra a fattori casuali. 

Il Novara ha vinto perché l’ha voluto fortissimamente rispetto agli avversari e questo certifica una cosa soltanto: gli azzurri sono coloro che possono tenere in vita il campionato. Riconquistato il quarto posto solitario, il margine dal Pescara, terzo in graduatoria, è stato ridotto a 6 lunghezze. Un segnale importante per la disputa dei play off, proprio come era accaduto tre stagioni orsono con la “remuntada” dell’allora compagine di Aglietti: ricordiamo, infatti, che se il distacco tra la terza e la quarta raggiungerà o supererà le dieci lunghezze gli spareggi promozione non verranno disputati. 

Un discorso ancora prematuro, visto che alla fine della stagione regolare mancano tantissime sfide, ma non da prendere sottogamba. Anche perché, oltre agli azzurri, non sembrano molte le squadre in grado di tenere il ritmo infernale delle battistrada.

Da oggi si volta pagina e la trasferta al “Sinigaglia” di Como può essere annoverata come un banco di prova importante per dare continuità a questa ripartenza: la truppa di Baroni non troverà certo gli spazi di sabato, ma ha la possibilità di aggiungere uno step ulteriore al suo percorso di maturità. 

Paolo De Luca

Nella foto scattata a Novarello sul set di “Azzurro Valzer”, il film di Vanni Vallino sul Novara Calcio, Attilio Tesser, ora tecnico dell’Avellino, che si è prestato a girare una scena nel ruolo di un puntiglioso capocameriere alle prese con due camerieri disastrosi, i tifosi storici Mauro Begozzi e Giorgio Melchionni

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