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Il segreto del Novara è il gruppo

Il segreto del Novara è il gruppo
Sport 30 Novembre 2015 ore 13:57

NOVARA -  Senza limiti. Il volo del Novara non si arresta nemmeno sul difficilissimo campo del Livorno: settima vittoria nelle ultime nove partite e quinto posto in solitaria, che sarebbe potuto essere quarto in coabitazione con il Cesena senza i due punti di penalizzazione.

Un ruolino impressionante quello degli azzurri, bravi a capitalizzare il gol di Gonzalez alla fine del primo tempo e stavolta anche un po’ fortunati (ma il credito con la buonasorte è forte passivo...) a tenere inviolata la porta di Da Costa. E sono proprio i numeri della fase difensiva a continuare a strabiliare: dopo il cambio di modulo nel derby di Vercelli i ragazzi di Baroni hanno subito solamente due reti (una per giunta su autorete) nella bellezza di nove incontri. E pensare che nelle prime sei partite i gol al passivo erano stati sette.

Insomma, il mister fiorentino con l’applicazione feroce dei suoi ragazzi ha chiuso a doppia mandata la retroguardia. E chi subisce meno gol di solito arriva fino in fondo, è talmente lapalissiano…

Il Novara continua ad essere l’unica squadra in serie A e B a non aver mai raccolto palloni dalla propria porta nella prima ora di gioco, un vero e proprio record.

E dire che il match nel caldissimo “Armando Picchi”, contro una formazione desiderosa di riscatto e con un nuovo allenatore in panchina, era stato approcciato con una preoccupante emergenza sulle fasce laterali: senza Garofalo e Dell’Orco, con un Dickmann che ha dovuto stringere i denti e Faraoni non nelle migliori condizioni.  Ma questa squadra ha dimostrato ancora una volta la sua immensa solidità. Una vittoria degli azzurri non arriva mai per caso. Merito della filosofia che Baroni ha inculcato nella testa dei 26 calciatori a sua disposizione, nessuno escluso. Basti vedere il prepotente ritorno di Galabinov, che non avrà segnato ma ha fornito due assist altrettanto preziosi, e poi l’eterno Gonzalez, il valore aggiunto di questo Novara e non da oggi: l’argentino di Tandil ha realizzato il suo terzo, pesantissimo, gol in questo campionato, ognuno dei quali ha portato nove punti, anche se a Vicenza aveva messo al sicuro il risultato il 2-0 di Poli.

Alzi la mano chi, dopo 15 giornate, si sarebbe potuto immaginare 25 punti all’attivo e un ingresso trionfale nelle posizioni che contano. E il bello è che questa squadra non corre il rischio di soffrire di vertigini, quando scende in campo con la semplicità e la convinzione nei propri mezzi difficilmente sbaglia la partita. La controprova  nel prossimo mini-ciclo ravvicinato, dove non potrà non affiorare un po’ di naturale stanchezza: si comincia sabato al “Piola” contro la coriacea Virtus Lanciano, che ha ritrovato con il Latina una vittoria (rocambolesca) che mancava da sette giornate. Poi martedì 8 dicembre si andrà al “Renato Curi” ad affrontare un Perugia che non ha ancora subito reti sul campo amico e avrà un giorno di riposo in più degli azzurri. Infine, si tornerà a casa per affrontare nel posticipo di lunedì 14 dicembre il pericoloso e lunatico Trapani.

Baroni dovrà gestire le forze dei suoi combattenti, ma sa benissimo di poter contare su un gruppo che non si tira mai indietro.

Paolo De Luca

Leggi di più sul Corriere di Novara di lunedì 30 novembre 2015

NOVARA -  Senza limiti. Il volo del Novara non si arresta nemmeno sul difficilissimo campo del Livorno: settima vittoria nelle ultime nove partite e quinto posto in solitaria, che sarebbe potuto essere quarto in coabitazione con il Cesena senza i due punti di penalizzazione.

Un ruolino impressionante quello degli azzurri, bravi a capitalizzare il gol di Gonzalez alla fine del primo tempo e stavolta anche un po’ fortunati (ma il credito con la buonasorte è forte passivo...) a tenere inviolata la porta di Da Costa. E sono proprio i numeri della fase difensiva a continuare a strabiliare: dopo il cambio di modulo nel derby di Vercelli i ragazzi di Baroni hanno subito solamente due reti (una per giunta su autorete) nella bellezza di nove incontri. E pensare che nelle prime sei partite i gol al passivo erano stati sette.

Insomma, il mister fiorentino con l’applicazione feroce dei suoi ragazzi ha chiuso a doppia mandata la retroguardia. E chi subisce meno gol di solito arriva fino in fondo, è talmente lapalissiano…

Il Novara continua ad essere l’unica squadra in serie A e B a non aver mai raccolto palloni dalla propria porta nella prima ora di gioco, un vero e proprio record.

E dire che il match nel caldissimo “Armando Picchi”, contro una formazione desiderosa di riscatto e con un nuovo allenatore in panchina, era stato approcciato con una preoccupante emergenza sulle fasce laterali: senza Garofalo e Dell’Orco, con un Dickmann che ha dovuto stringere i denti e Faraoni non nelle migliori condizioni.  Ma questa squadra ha dimostrato ancora una volta la sua immensa solidità. Una vittoria degli azzurri non arriva mai per caso. Merito della filosofia che Baroni ha inculcato nella testa dei 26 calciatori a sua disposizione, nessuno escluso. Basti vedere il prepotente ritorno di Galabinov, che non avrà segnato ma ha fornito due assist altrettanto preziosi, e poi l’eterno Gonzalez, il valore aggiunto di questo Novara e non da oggi: l’argentino di Tandil ha realizzato il suo terzo, pesantissimo, gol in questo campionato, ognuno dei quali ha portato nove punti, anche se a Vicenza aveva messo al sicuro il risultato il 2-0 di Poli.

Alzi la mano chi, dopo 15 giornate, si sarebbe potuto immaginare 25 punti all’attivo e un ingresso trionfale nelle posizioni che contano. E il bello è che questa squadra non corre il rischio di soffrire di vertigini, quando scende in campo con la semplicità e la convinzione nei propri mezzi difficilmente sbaglia la partita. La controprova  nel prossimo mini-ciclo ravvicinato, dove non potrà non affiorare un po’ di naturale stanchezza: si comincia sabato al “Piola” contro la coriacea Virtus Lanciano, che ha ritrovato con il Latina una vittoria (rocambolesca) che mancava da sette giornate. Poi martedì 8 dicembre si andrà al “Renato Curi” ad affrontare un Perugia che non ha ancora subito reti sul campo amico e avrà un giorno di riposo in più degli azzurri. Infine, si tornerà a casa per affrontare nel posticipo di lunedì 14 dicembre il pericoloso e lunatico Trapani.

Baroni dovrà gestire le forze dei suoi combattenti, ma sa benissimo di poter contare su un gruppo che non si tira mai indietro.

Paolo De Luca

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