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L’addio di Max: «Non mi sembra vero, grazie a tutti»

L’addio di Max: «Non mi sembra vero, grazie a tutti»
Sport 22 Marzo 2016 ore 07:44

SAINT MORITZ - Nessun colpo di scena, la carriera di Max Blardone, come ampiamente previsto, è terminata verso le 12.15 di sabato scorso quando lo sciatore di Pallanzeno, con tuta e casco dedicati all’evento, ha tagliato il traguardo della seconda manche del gigante di St. Moritz. “Forza papà fai tutto verde…” si era raccomandato a Kranjska Gora il figlio Alessandro che a nemmeno 4 anni ha già imparato a riconoscere il colore che significa miglior tempo nelle sovraimpressioni televisive. Stavolta di verde non c’era nulla perché Kilde era stato più bravo di lui. Ma Alessandro gli è corso incontro lo stesso, più rapido di tutti nel volersi gustare una festa del papà così speciale. Ha staccato anche mamma Simona, svantaggiata dal peso della sorellina Ginevra da tenere in braccio. Poi le lacrime di Massimiliano e gli abbracci di compagni ed avversari hanno sancito un addio che non poteva essere più dolce per un uomo di 36 anni, nel pieno della sua felicità.

E’ passato in secondo piano anche il trionfo tutto francese con Fanara davanti a Pinturault e Faivre e l’azzurro Eisath giù dal podio nella seconda manche con il settimo tempo finale. Blardone ha chiuso in maniera estremamente dignitosa. Con un 15° posto che gli è valso altri punti di Coppa del Mondo nella stagione del suo ritorno tra i migliori interpreti di specialità. Prima di tagliare il traguardo ha alzato la mano per salutare come faceva Tomba quando era ormai certo di avere vinto. Poi Max ha mimato la sagoma dell’arciere come amava ripetere nella stagione delle sue ultime vittorie. L’ha imitato subito il figlio Alessandro, orgoglioso di cotanto padre.

L’ossolano ha salutato le competizioni in una conferenza stampa che si è svolta subito dopo le premiazioni dei vincitori di gara e di coppa: «Non mi sembra vero che dopo 16 anni sia giunto il momento di mollare – ha attaccato Max - ma il mio fisico mi dice questo anche se sono ancora competitivo, come ha dimostrato l’attuale stagione. Ho annunciato l’addio in Alta Badia perché è la pista che mi ha regalato le più grandi gioie. Non volevo tenermi tutto fino all’ultima gara. Così mi sono goduto la stagione».

Quando gli chiedono qual è il ricordo più bello dopo tanti anni sulla neve la risposta è sempre la stessa: «Il terzo posto conquistato in Giappone a febbraio. Credo sia il podio più importante di tutta la mia carriera perché sono riuscito a dedicarlo alla mia famiglia. Nel corso degli anni ho commesso qualche errore per la spigolosità del mio carattere, ma in pista sono sempre andato per vincere. E sono una persona molto scrupolosa nella cura dei particolari».

E per il futuro? «Ci sono tanti progetti. Potrei creare una scuola di sci. Oppure rimanere ancora in questo mondo per dare qualche consiglio ai giovani. Di certo mi godrò Simona ed i miei figli… Grazie a tutti!».

Massimo Barbero

SAINT MORITZ - Nessun colpo di scena, la carriera di Max Blardone, come ampiamente previsto, è terminata verso le 12.15 di sabato scorso quando lo sciatore di Pallanzeno, con tuta e casco dedicati all’evento, ha tagliato il traguardo della seconda manche del gigante di St. Moritz. “Forza papà fai tutto verde…” si era raccomandato a Kranjska Gora il figlio Alessandro che a nemmeno 4 anni ha già imparato a riconoscere il colore che significa miglior tempo nelle sovraimpressioni televisive. Stavolta di verde non c’era nulla perché Kilde era stato più bravo di lui. Ma Alessandro gli è corso incontro lo stesso, più rapido di tutti nel volersi gustare una festa del papà così speciale. Ha staccato anche mamma Simona, svantaggiata dal peso della sorellina Ginevra da tenere in braccio. Poi le lacrime di Massimiliano e gli abbracci di compagni ed avversari hanno sancito un addio che non poteva essere più dolce per un uomo di 36 anni, nel pieno della sua felicità.

E’ passato in secondo piano anche il trionfo tutto francese con Fanara davanti a Pinturault e Faivre e l’azzurro Eisath giù dal podio nella seconda manche con il settimo tempo finale. Blardone ha chiuso in maniera estremamente dignitosa. Con un 15° posto che gli è valso altri punti di Coppa del Mondo nella stagione del suo ritorno tra i migliori interpreti di specialità. Prima di tagliare il traguardo ha alzato la mano per salutare come faceva Tomba quando era ormai certo di avere vinto. Poi Max ha mimato la sagoma dell’arciere come amava ripetere nella stagione delle sue ultime vittorie. L’ha imitato subito il figlio Alessandro, orgoglioso di cotanto padre.

L’ossolano ha salutato le competizioni in una conferenza stampa che si è svolta subito dopo le premiazioni dei vincitori di gara e di coppa: «Non mi sembra vero che dopo 16 anni sia giunto il momento di mollare – ha attaccato Max - ma il mio fisico mi dice questo anche se sono ancora competitivo, come ha dimostrato l’attuale stagione. Ho annunciato l’addio in Alta Badia perché è la pista che mi ha regalato le più grandi gioie. Non volevo tenermi tutto fino all’ultima gara. Così mi sono goduto la stagione».

Quando gli chiedono qual è il ricordo più bello dopo tanti anni sulla neve la risposta è sempre la stessa: «Il terzo posto conquistato in Giappone a febbraio. Credo sia il podio più importante di tutta la mia carriera perché sono riuscito a dedicarlo alla mia famiglia. Nel corso degli anni ho commesso qualche errore per la spigolosità del mio carattere, ma in pista sono sempre andato per vincere. E sono una persona molto scrupolosa nella cura dei particolari».

E per il futuro? «Ci sono tanti progetti. Potrei creare una scuola di sci. Oppure rimanere ancora in questo mondo per dare qualche consiglio ai giovani. Di certo mi godrò Simona ed i miei figli… Grazie a tutti!».

Massimo Barbero

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