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La sfida di Baroni: «Il Novara che voglio»

La sfida di Baroni: «Il Novara che voglio»
Sport 23 Luglio 2015 ore 16:40

GRANOZZO – Lavoro e motivazioni: questo il credo di Marco Baroni.  Il nuovo allenatore del Novara Calcio ha mostrato subito pragmatismo e idee chiare: «Arrivo con tanto entusiasmo in una piazza importante – queste le sue prime parole durante la presentazione – Da subito è nata la volontà di iniziare un percorso importante comune. Abbiamo una struttura straordinaria che ci può dare qualcosa in più, ma ora c’è da rimboccarsi le maniche e guardare avanti. Il calcio ti mette di fronte a nuove imprese».

E questa nuova sfida ha affascinato la società, rappresentata per l’occasione da Carlo Accornero e da numerosi dirigenti (compresa la new entry Carlo Manzetti): «Arriviamo da una stagione importante – ha esclamato il vice presidente – Rendiamo merito al direttore per il lavoro svolto e a mister Toscano al quale auguriamo ogni bene per il futuro. In un calcio italiano che presenta qualche problemino il compito è lavorare seriamente e con prontezza, la stessa con cui siamo riusciti ad uscire dalla Lega Pro. Abbiamo sempre considerato la serie B come casa nostra, sarei lieto di fare qualche anno di assestamento in questa categoria».

E la scelta del nuovo allenatore va in una direzione ben precisa: «La scorsa stagione ci ha insegnato qualcosa di importante, se insisti alla fine i risultati arrivano – ha dichiarato il d.s. Domenico Teti dopo aver ringraziato Toscano – Ho già detto ai calciatori che ci attende una nuova sfida, quindi mente lucida e voltiamo pagina. Riteniamo che Baroni ci possa dare molto, l’abbiamo scelto perchè condividiamo diversi principi, dal lavoro con i giovani alle valutazioni sull’organico per un calcio propositivo».

La base di partenza sarà il 4-3-3: «E’ una soluzione – ha aggiunto il mister – La cosa importante è capire cosa abbiamo a disposizione e quale modulo migliore si può adattare all’organico. Il punto di partenza sarà la difesa a 4. Per la cronaca con la Primavera della Juve siamo partiti dal 4-2-3-1 prima di passare al 3-5-2, a Lanciano abbiamo proposto il 4-3-3 anche per la caratteristiche dei calciatori, a Pescara abbiamo cambiato in corsa fino al 4-4-2. E’ principale avere idee, certezze».

La priorità è il lavoro sul campo: «Ora è il momento della conoscenza e dei buoni propositi – ha aggiunto Baroni – Ogni giorno  deve essere una sfida nuova. Certo di portare coerenza nel proporre calcio. Ho trovato un gruppo umile, molto ricettivo, che si è ben predisposto, insomma con la testa accesa e aperta. Dobbiamo credere in quello che facciamo».

Il tecnico fiorentino attingerà anche da un settore giovanile ormai all’avanguardia: «Sono doverosi i complimenti per quello che è stato fatto e per i risultati eccezionali dell’ultima annata – ha risposto – Il centro da solo non basta, credo che dietro ci siano persone che lavorano con impegno e attenzione. Saremo sicuramente attenti. Più in generale ho trovato condivisione di idee, componenti importanti per lavorare. Qui c’è la possibilità di fare calcio e di fare bene».

Partire da una base solida di squadra può essere un vantaggio: «Il campionato di B è difficile – conclude Baroni – Il Paradiso e l’Inferno non sono così distanti e non contano il nome e il blasone. Piuttosto servono una forte chimica, che deriva da un gruppo solido, fame e ambizione. Voglio una squadra che creda in se stessa e non molli mai, così in B si compie il salto di qualità».

Paolo De Luca

GRANOZZO – Lavoro e motivazioni: questo il credo di Marco Baroni.  Il nuovo allenatore del Novara Calcio ha mostrato subito pragmatismo e idee chiare: «Arrivo con tanto entusiasmo in una piazza importante – queste le sue prime parole durante la presentazione – Da subito è nata la volontà di iniziare un percorso importante comune. Abbiamo una struttura straordinaria che ci può dare qualcosa in più, ma ora c’è da rimboccarsi le maniche e guardare avanti. Il calcio ti mette di fronte a nuove imprese».

E questa nuova sfida ha affascinato la società, rappresentata per l’occasione da Carlo Accornero e da numerosi dirigenti (compresa la new entry Carlo Manzetti): «Arriviamo da una stagione importante – ha esclamato il vice presidente – Rendiamo merito al direttore per il lavoro svolto e a mister Toscano al quale auguriamo ogni bene per il futuro. In un calcio italiano che presenta qualche problemino il compito è lavorare seriamente e con prontezza, la stessa con cui siamo riusciti ad uscire dalla Lega Pro. Abbiamo sempre considerato la serie B come casa nostra, sarei lieto di fare qualche anno di assestamento in questa categoria».

E la scelta del nuovo allenatore va in una direzione ben precisa: «La scorsa stagione ci ha insegnato qualcosa di importante, se insisti alla fine i risultati arrivano – ha dichiarato il d.s. Domenico Teti dopo aver ringraziato Toscano – Ho già detto ai calciatori che ci attende una nuova sfida, quindi mente lucida e voltiamo pagina. Riteniamo che Baroni ci possa dare molto, l’abbiamo scelto perchè condividiamo diversi principi, dal lavoro con i giovani alle valutazioni sull’organico per un calcio propositivo».

La base di partenza sarà il 4-3-3: «E’ una soluzione – ha aggiunto il mister – La cosa importante è capire cosa abbiamo a disposizione e quale modulo migliore si può adattare all’organico. Il punto di partenza sarà la difesa a 4. Per la cronaca con la Primavera della Juve siamo partiti dal 4-2-3-1 prima di passare al 3-5-2, a Lanciano abbiamo proposto il 4-3-3 anche per la caratteristiche dei calciatori, a Pescara abbiamo cambiato in corsa fino al 4-4-2. E’ principale avere idee, certezze».

La priorità è il lavoro sul campo: «Ora è il momento della conoscenza e dei buoni propositi – ha aggiunto Baroni – Ogni giorno  deve essere una sfida nuova. Certo di portare coerenza nel proporre calcio. Ho trovato un gruppo umile, molto ricettivo, che si è ben predisposto, insomma con la testa accesa e aperta. Dobbiamo credere in quello che facciamo».

Il tecnico fiorentino attingerà anche da un settore giovanile ormai all’avanguardia: «Sono doverosi i complimenti per quello che è stato fatto e per i risultati eccezionali dell’ultima annata – ha risposto – Il centro da solo non basta, credo che dietro ci siano persone che lavorano con impegno e attenzione. Saremo sicuramente attenti. Più in generale ho trovato condivisione di idee, componenti importanti per lavorare. Qui c’è la possibilità di fare calcio e di fare bene».

Partire da una base solida di squadra può essere un vantaggio: «Il campionato di B è difficile – conclude Baroni – Il Paradiso e l’Inferno non sono così distanti e non contano il nome e il blasone. Piuttosto servono una forte chimica, che deriva da un gruppo solido, fame e ambizione. Voglio una squadra che creda in se stessa e non molli mai, così in B si compie il salto di qualità».

Paolo De Luca

 

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