Mai più sotto la curva dopo un gol?

Mai più sotto la curva dopo un gol?
Sport 23 Settembre 2015 ore 09:41

Vedere dei calciatori andare sotto la curva dello stadio,  cuore del tifo, rischia di diventare un retaggio del passato. Le nuove norme varate, infatti, dalla Federazione Italiana Gioco Calcio lo scorso fine giugno e in vigore da questa stagione calcistica mettono in serie rischio i comportamenti in campo, tanto che alcune squadre di A e B a fine partita tendono, per evitare equivoci, già dalle prime gare, a salutare i tifosi stando a metà campo. In realtà le nuove norme regolamentari introdotte nel tentativo di contrastare alcuni recenti gravi episodi avvenuti in occasione di partite ufficiali ed allenamenti, vanno analizzate. Ricordiamo i casi delle maglie consegnate dal Genoa dopo la sconfitta con il Siena nel 2012  e del Padova a Latina nel 2014. Il derby di Roma sospeso per volere dei tifosi nel 2004 con la falsa notizia della morte di un bimbo e la trattativa di  “Genny ‘a carogna”, il capo ultrà del Napoli che mediò con dirigenti e Forze dell'ordine prima dell'inizio della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli nel 2014. Sono due i nuovi commi da inserire nel Codice di Giustizia Sportiva in merito al divieto di contatto giocatori-tifosi. Il comma 8 dell’articolo 12 recita: "Ai tesserati è fatto divieto di avere interlocuzioni con i sostenitori durante le gare e/o di sottostare a manifestazioni e comportamenti degli stessi che, in situazioni collegate allo svolgimento della loro attività, costituiscano forme di intimidazione, determinino offesa, denigrazione, insulto per la persona o comunque violino la dignità umana”.

Vengono inoltre specificate le sanzioni previste per chi viola tali regole: “La sanzione della ammenda sarà applicata nelle seguenti misure:  euro 20.000 per violazioni in ambito di Serie A; euro 8.000 per violazioni in ambito di Serie B; euro 4.000 per violazioni in ambito di Lega Pro”. 

Il comma 9 invece aggiunge ulteriori restringimenti ai rapporti con i tifosi: “Ai tesserati è fatto divieto di avere rapporti con esponenti e/o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società. In ogni caso detti rapporti devono essere autorizzati dal delegato della società a rapporti con la tifoseria”.

Entra così a far parte dell’organigramma delle società calcistiche una nuova figura denominata dalla Figc con un termine inglese: Supporter Liasion Officer (Slo) una figura inserita su richiesta della Uefa. Il ruolo era già considerato obbligatorio da tempo in alcune Federazioni (la Svizzera e Germania ad esempio) e che a partire dalla stagione sportiva 2012/2013 è uno dei requisiti per l'ottenimento della Licenza Uefa. Si tratta quindi di un dirigente specificatamente addetto ai rapporti con i tifosi. 

“I club dovranno assicurare agli Slo alcune dotazioni minime fondamentali, quali, a titolo esemplificativo, computer, telefono, etc.. Inoltre, gli Slo dovranno disporre obbligatoriamente di un budget idoneo messo a disposizione dal club per l’organizzazione della propria attività. Il rapporto di lavoro potrà essere su base volontaria o dietro corresponsione di un compenso e dovrà sempre essere previsto il rimborso delle spese sostenute nell’esercizio delle proprie funzioni. In ogni caso, il club dovrà assicurarsi che la persona designata sia consapevole delle proprie mansioni e responsabilità. Allo Slo dovranno essere effettivamente delegate tutte le attività riguardanti le relazioni tra componenti del club (amministratori, dipendenti, tesserati, ex tesserati, etc.) e gruppi e/o associazioni di tifosi e singoli tifosi.

Le società dovranno favorire i processi di selezione ed accreditamento delle associazioni di tifosi. I club dovranno riportare, nella sezione ‘Altri collaboratori’ del loro censimento, le generalità della persona che ricopre l’incarico di Slo. Tale censimento dovrà essere trasmesso, nell’ambito del processo di rilascio delle Licenze Nazionali, agli uffici competenti della Federazione”.

Interessante anche i criteri di selezione, infatti tra i vari punti viene specificato che “In nessun caso potrà essere selezionato come Slo un soggetto che sia o sia stato destinatario di un provvedimento di cui all’art. 6 della legge 401/1989 o comunque che abbia subito condanne, per reati di violenza o di discriminazione”.

Tra le nuove regole varate c’è ne anche un’altra di minor impatto ma curiosa. La  modifica apportata (art. 72 della Norme organizzative interne federali), vieterà di fatto la possibilità di avere al braccio i segni distintivi dei gruppi di tifosi organizzati: "Il capitano deve portare, quale segno distintivo, una fascia sul braccio di colore diverso da quello della maglia, sulla quale potranno essere apposti loghi, scritte e disegni riconducibili alla società e al campionato, purché autorizzati dalla Lega competente."

Ricapitolando alle cene dei tifosi i giocatori si recheranno solo se chi organizza è regolarmente convenzionata con la società. Niente gruppi spontanei o non censiti. Qualche dubbio lo genera il comma 8, quando parla di divieto di avere interlocuzioni con i sostenitori durante le gare. I dizionari definiscono il verbo interloquire come “il prendere parte a un dialogo, a una discussione”. Crediamo che andare a gioire sotto la curva dopo un gol o ad applaudire a fine gara non comporti nessun dialogo. Quindi ci auguriamo che prevalga il buonsenso, si eviti la “caccia alle streghe” e che si il piacere di gioire assieme tra calciatori e tifosi non scompaia.

m.d.

Vedere dei calciatori andare sotto la curva dello stadio,  cuore del tifo, rischia di diventare un retaggio del passato. Le nuove norme varate, infatti, dalla Federazione Italiana Gioco Calcio lo scorso fine giugno e in vigore da questa stagione calcistica mettono in serie rischio i comportamenti in campo, tanto che alcune squadre di A e B a fine partita tendono, per evitare equivoci, già dalle prime gare, a salutare i tifosi stando a metà campo. In realtà le nuove norme regolamentari introdotte nel tentativo di contrastare alcuni recenti gravi episodi avvenuti in occasione di partite ufficiali ed allenamenti, vanno analizzate. Ricordiamo i casi delle maglie consegnate dal Genoa dopo la sconfitta con il Siena nel 2012  e del Padova a Latina nel 2014. Il derby di Roma sospeso per volere dei tifosi nel 2004 con la falsa notizia della morte di un bimbo e la trattativa di  “Genny ‘a carogna”, il capo ultrà del Napoli che mediò con dirigenti e Forze dell'ordine prima dell'inizio della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli nel 2014. Sono due i nuovi commi da inserire nel Codice di Giustizia Sportiva in merito al divieto di contatto giocatori-tifosi. Il comma 8 dell’articolo 12 recita: "Ai tesserati è fatto divieto di avere interlocuzioni con i sostenitori durante le gare e/o di sottostare a manifestazioni e comportamenti degli stessi che, in situazioni collegate allo svolgimento della loro attività, costituiscano forme di intimidazione, determinino offesa, denigrazione, insulto per la persona o comunque violino la dignità umana”.

Vengono inoltre specificate le sanzioni previste per chi viola tali regole: “La sanzione della ammenda sarà applicata nelle seguenti misure:  euro 20.000 per violazioni in ambito di Serie A; euro 8.000 per violazioni in ambito di Serie B; euro 4.000 per violazioni in ambito di Lega Pro”. 

Il comma 9 invece aggiunge ulteriori restringimenti ai rapporti con i tifosi: “Ai tesserati è fatto divieto di avere rapporti con esponenti e/o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società. In ogni caso detti rapporti devono essere autorizzati dal delegato della società a rapporti con la tifoseria”.

Entra così a far parte dell’organigramma delle società calcistiche una nuova figura denominata dalla Figc con un termine inglese: Supporter Liasion Officer (Slo) una figura inserita su richiesta della Uefa. Il ruolo era già considerato obbligatorio da tempo in alcune Federazioni (la Svizzera e Germania ad esempio) e che a partire dalla stagione sportiva 2012/2013 è uno dei requisiti per l'ottenimento della Licenza Uefa. Si tratta quindi di un dirigente specificatamente addetto ai rapporti con i tifosi. 

“I club dovranno assicurare agli Slo alcune dotazioni minime fondamentali, quali, a titolo esemplificativo, computer, telefono, etc.. Inoltre, gli Slo dovranno disporre obbligatoriamente di un budget idoneo messo a disposizione dal club per l’organizzazione della propria attività. Il rapporto di lavoro potrà essere su base volontaria o dietro corresponsione di un compenso e dovrà sempre essere previsto il rimborso delle spese sostenute nell’esercizio delle proprie funzioni. In ogni caso, il club dovrà assicurarsi che la persona designata sia consapevole delle proprie mansioni e responsabilità. Allo Slo dovranno essere effettivamente delegate tutte le attività riguardanti le relazioni tra componenti del club (amministratori, dipendenti, tesserati, ex tesserati, etc.) e gruppi e/o associazioni di tifosi e singoli tifosi.

Le società dovranno favorire i processi di selezione ed accreditamento delle associazioni di tifosi. I club dovranno riportare, nella sezione ‘Altri collaboratori’ del loro censimento, le generalità della persona che ricopre l’incarico di Slo. Tale censimento dovrà essere trasmesso, nell’ambito del processo di rilascio delle Licenze Nazionali, agli uffici competenti della Federazione”.

Interessante anche i criteri di selezione, infatti tra i vari punti viene specificato che “In nessun caso potrà essere selezionato come Slo un soggetto che sia o sia stato destinatario di un provvedimento di cui all’art. 6 della legge 401/1989 o comunque che abbia subito condanne, per reati di violenza o di discriminazione”.

Tra le nuove regole varate c’è ne anche un’altra di minor impatto ma curiosa. La  modifica apportata (art. 72 della Norme organizzative interne federali), vieterà di fatto la possibilità di avere al braccio i segni distintivi dei gruppi di tifosi organizzati: "Il capitano deve portare, quale segno distintivo, una fascia sul braccio di colore diverso da quello della maglia, sulla quale potranno essere apposti loghi, scritte e disegni riconducibili alla società e al campionato, purché autorizzati dalla Lega competente."

Ricapitolando alle cene dei tifosi i giocatori si recheranno solo se chi organizza è regolarmente convenzionata con la società. Niente gruppi spontanei o non censiti. Qualche dubbio lo genera il comma 8, quando parla di divieto di avere interlocuzioni con i sostenitori durante le gare. I dizionari definiscono il verbo interloquire come “il prendere parte a un dialogo, a una discussione”. Crediamo che andare a gioire sotto la curva dopo un gol o ad applaudire a fine gara non comporti nessun dialogo. Quindi ci auguriamo che prevalga il buonsenso, si eviti la “caccia alle streghe” e che si il piacere di gioire assieme tra calciatori e tifosi non scompaia.

m.d.