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Mantovani sfida il Pescara: «Rispetto, ma non paura»

Mantovani sfida il Pescara: «Rispetto, ma non paura»
Sport 10 Marzo 2016 ore 13:22

NOVARA -“Liberiamo i nostri sogni”. Un tifoso ieri durante l’allenamento del Novara al “Piola” ha appeso questo striscione, che prende in prestito le parole di mister Baroni a salvezza praticamente conquistata. Le due vittorie in sei giorni e il terzo posto ufficialmente riconquistato, dopo l’inatteso capitombolo del Cesena nel posticipo del “Manuzzi” contro la Salernitana, hanno riacceso la fiducia dell’intero ambiente che, a dire il vero, non era mai mancata dentro la squadra, soprattutto nel momento più complicato. Anche gli ultimi arrivati, come Andrea Mantovani, giunto quasi a sorpresa a fine mercato proprio da Vicenza, sono stati subito conquistati dal progetto: «Penso di aver fatto la scelta giusta - spiega il mancino torinese - Una società solida e seria, una squadra e uno staff importante e preparato che si rifà ai miei valori. Parlare poco e darci dentro, concentrandosi sul campo». 
Fin dal suo arrivo il difensore prelevato per occupare la casella lasciata vuota da Poli ha capito le potenzialità di questo Novara: «Quando sono arrivato ho assistito subito alla sconfitta con l’Entella, dove ci fu una prestazione all’altezza - rivela - Non abbiamo mai subito l’avversario, ma fatto sempre la partita, con carattere e personalità. Nelle ultime tre gare ravvicinate avremmo meritato 9 punti. Già nel derby si era visto il giusto atteggiamento, ma la differenza l’hanno fatta 3-4 occasioni sfumate per un nonnulla». La serie B di quest’anno ha dimostrato che bisogna stare sempre sul pezzo: «La serie B è questa - risponde Mantovani - C’è un grande livellamento e la cura dei dettagli è quasi indispensabile, quei 10 centimetri che hai di fianco a te possono fare la differenza».
Il difensore azzurro sta recuperando la forma migliore: «Ho potuto giocare tutto il derby con la Pro Vercelli, dimostrando di essere in grado di poter fare 90 minuti e dare il mio contributo in questo finale, importante per tutti noi». «Per la squadra e per la società - aggiunge - è un trampolino di lancio da capitalizzare al meglio. Siamo all’altezza delle altre concorrenti, forse di più. Quando dipende da te è più bello».
A Pescara inizierà un altro trittico di fuoco: «Pensiamo alla prossima, sappiamo che sarà difficile da andare a prendere, ma faremo leva sui nostri valori e sul credo su cui impostiamo il lavoro giornaliero per raccogliere il massimo - dichiara - Rispetto, ma non paura. Siamo pronti a fare la nostra partita».
La scorsa stagione Mantovani disputò i play off con la maglia del Perugia: «L’annata scorsa fu una grande rincorsa e venimmo eliminati proprio dal Pescara - racconta - Per questo penso che arrivare terzi o quarti sia un vantaggio. Si salta una partita e incontri una squadra che ha appena giocato. Bisognerà riuscire ad arrivarci dopo 42 giornate con un po’ di benzina e con un gruppo titolare di 20 giocatori per affrontare al meglio partite così serrate».
L’unità di intenti è un’ulteriore arma da sfoderare: «Tutto l’ambiente Novara è ideale per poter dare il meglio - conclude - Siamo un gruppo molto compatto, speriamo di poterci guardare negli occhi nella stessa maniera il più a lungo possibile. C’è una straordinaria comunione di intenti, quel qualcosa in più per fare il salto di qualità».
Paolo De Luca

NOVARA - “Liberiamo i nostri sogni”. Un tifoso ieri durante l’allenamento del Novara al “Piola” ha appeso questo striscione, che prende in prestito le parole di mister Baroni a salvezza praticamente conquistata. Le due vittorie in sei giorni e il terzo posto ufficialmente riconquistato, dopo l’inatteso capitombolo del Cesena nel posticipo del “Manuzzi” contro la Salernitana, hanno riacceso la fiducia dell’intero ambiente che, a dire il vero, non era mai mancata dentro la squadra, soprattutto nel momento più complicato. Anche gli ultimi arrivati, come Andrea Mantovani, giunto quasi a sorpresa a fine mercato proprio da Vicenza, sono stati subito conquistati dal progetto: «Penso di aver fatto la scelta giusta - spiega il mancino torinese - Una società solida e seria, una squadra e uno staff importante e preparato che si rifà ai miei valori. Parlare poco e darci dentro, concentrandosi sul campo». 
Fin dal suo arrivo il difensore prelevato per occupare la casella lasciata vuota da Poli ha capito le potenzialità di questo Novara: «Quando sono arrivato ho assistito subito alla sconfitta con l’Entella, dove ci fu una prestazione all’altezza - rivela - Non abbiamo mai subito l’avversario, ma fatto sempre la partita, con carattere e personalità. Nelle ultime tre gare ravvicinate avremmo meritato 9 punti. Già nel derby si era visto il giusto atteggiamento, ma la differenza l’hanno fatta 3-4 occasioni sfumate per un nonnulla». La serie B di quest’anno ha dimostrato che bisogna stare sempre sul pezzo: «La serie B è questa - risponde Mantovani - C’è un grande livellamento e la cura dei dettagli è quasi indispensabile, quei 10 centimetri che hai di fianco a te possono fare la differenza».
Il difensore azzurro sta recuperando la forma migliore: «Ho potuto giocare tutto il derby con la Pro Vercelli, dimostrando di essere in grado di poter fare 90 minuti e dare il mio contributo in questo finale, importante per tutti noi». «Per la squadra e per la società - aggiunge - è un trampolino di lancio da capitalizzare al meglio. Siamo all’altezza delle altre concorrenti, forse di più. Quando dipende da te è più bello».
A Pescara inizierà un altro trittico di fuoco: «Pensiamo alla prossima, sappiamo che sarà difficile da andare a prendere, ma faremo leva sui nostri valori e sul credo su cui impostiamo il lavoro giornaliero per raccogliere il massimo - dichiara - Rispetto, ma non paura. Siamo pronti a fare la nostra partita».
La scorsa stagione Mantovani disputò i play off con la maglia del Perugia: «L’annata scorsa fu una grande rincorsa e venimmo eliminati proprio dal Pescara - racconta - Per questo penso che arrivare terzi o quarti sia un vantaggio. Si salta una partita e incontri una squadra che ha appena giocato. Bisognerà riuscire ad arrivarci dopo 42 giornate con un po’ di benzina e con un gruppo titolare di 20 giocatori per affrontare al meglio partite così serrate».
L’unità di intenti è un’ulteriore arma da sfoderare: «Tutto l’ambiente Novara è ideale per poter dare il meglio - conclude - Siamo un gruppo molto compatto, speriamo di poterci guardare negli occhi nella stessa maniera il più a lungo possibile. C’è una straordinaria comunione di intenti, quel qualcosa in più per fare il salto di qualità».
Paolo De Luca