"Perché non imitare il Novara?"

"Perché non imitare il Novara?"
Sport 06 Luglio 2015 ore 16:08

NOVARELLO - «Presidente… siamo nella casa del Novara, una società che in questi anni ha raggiunto risultati importanti adottando nel contempo un modello di prevenzione contro il fenomeno delle scommesse. Perché non imponi a tutti i club italiani di fare la stessa cosa?» 
Questa domanda di Piero Calabrò, magistrato noto anche per la sua grande passione calcistica, ha rappresentato il punto più alto del dibattito “Calcio malato e scommesse illecite” che si è svolto sabato pomeriggio a Novarello.
Tavecchio ha glissato, dimostrando di non conoscere a fondo né il fenomeno né l’opera preventiva di “Federbet” organizzatrice dell’incontro. 
Ha rivolto l’attenzione a quelli che aveva definito qualche giorno fa i mercanti da allontanare dal tempio: «non esiste un monitoraggio dei dirigenti. L’abbiamo appena introdotto noi, ma ci vuole del tempo per cambiare le cose, sono qui da un anno solo…». Al presidente insediato nell’agosto 2014 non vanno giù le spese folli: «Un’azienda non può avere un costo del personale superiore ai ricavi. Vedo le cifre relative agli acquisti di Milan ed Inter e rimango perplesso. Tra un anno saranno in vigore delle regole che allo stato attuale consentirebbero a ben poche società di iscriversi…». 
Una stilettata anche al Coni che minaccia di commissariare la Federcalcio: «Se vogliono me ne vado in montagna… Tanto attualmente il presidente federale prende zero. A differenza di quello che avviene nelle leghe…». Poi finalmente una battuta sulla giustizia sportiva: «Attualmente sono richieste 1600 pronunce all’anno, con una media di più di 4 decisioni al giorno. Non può reggere. Per questo abbiamo studiato le suddivisioni territoriali della Procura ed una ripartizione tra professionisti e dilettanti. Eppoi con le attuali norme federali gli avvocati diventano puntualmente elefanti perché le regole sono piene di errori e lacune. Bisognerebbe fermarsi per riscriverle».
Il neo dg Paolo Morganti ha illustrato le iniziative adottate dal Novara Calcio. Dal Codice Etico introdotto sin dal 2006 agli adempimenti imposti dalla Legge 231 fino al modello di prevenzione legato al fenomeno del “calcioscommesse”.
Massimo Barbero

Leggi l'articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 6 luglio 2015 

 

NOVARELLO - «Presidente… siamo nella casa del Novara, una società che in questi anni ha raggiunto risultati importanti adottando nel contempo un modello di prevenzione contro il fenomeno delle scommesse. Perché non imponi a tutti i club italiani di fare la stessa cosa?» 
Questa domanda di Piero Calabrò, magistrato noto anche per la sua grande passione calcistica, ha rappresentato il punto più alto del dibattito “Calcio malato e scommesse illecite” che si è svolto sabato pomeriggio a Novarello.
Tavecchio ha glissato, dimostrando di non conoscere a fondo né il fenomeno né l’opera preventiva di “Federbet” organizzatrice dell’incontro. 
Ha rivolto l’attenzione a quelli che aveva definito qualche giorno fa i mercanti da allontanare dal tempio: «non esiste un monitoraggio dei dirigenti. L’abbiamo appena introdotto noi, ma ci vuole del tempo per cambiare le cose, sono qui da un anno solo…». Al presidente insediato nell’agosto 2014 non vanno giù le spese folli: «Un’azienda non può avere un costo del personale superiore ai ricavi. Vedo le cifre relative agli acquisti di Milan ed Inter e rimango perplesso. Tra un anno saranno in vigore delle regole che allo stato attuale consentirebbero a ben poche società di iscriversi…». 
Una stilettata anche al Coni che minaccia di commissariare la Federcalcio: «Se vogliono me ne vado in montagna… Tanto attualmente il presidente federale prende zero. A differenza di quello che avviene nelle leghe…». Poi finalmente una battuta sulla giustizia sportiva: «Attualmente sono richieste 1600 pronunce all’anno, con una media di più di 4 decisioni al giorno. Non può reggere. Per questo abbiamo studiato le suddivisioni territoriali della Procura ed una ripartizione tra professionisti e dilettanti. Eppoi con le attuali norme federali gli avvocati diventano puntualmente elefanti perché le regole sono piene di errori e lacune. Bisognerebbe fermarsi per riscriverle».
Il neo dg Paolo Morganti ha illustrato le iniziative adottate dal Novara Calcio. Dal Codice Etico introdotto sin dal 2006 agli adempimenti imposti dalla Legge 231 fino al modello di prevenzione legato al fenomeno del “calcioscommesse”.
 

Massimo Barbero

 

Leggi l'articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 6 luglio 2015