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Vicenza-Novara:Il commento. Novara Calcio, una prova di forza a Vicenza

Vicenza-Novara:Il commento. Novara Calcio,  una prova di forza a Vicenza
Sport 24 Ottobre 2015 ore 13:59

VICENZA - Il Novara sfata anche il tabù “Menti” e festeggia la terza vittoria consecutiva. Quella in terra veneta è stata un’autentica dimostrazione di forza da parte degli azzurri (ieri in casacca nera) che hanno rischiato pochissimo e colpito in contropiede in maniera micidiale. E pensare che molti, dopo la sconfitta di Terni del 3 ottobre, invocavano a gran voce un cambio di guida tecnica!

Al via Baroni ripropone uno schieramento simile a quello della vittoria sul Cagliari con le sole novità dei ritorni di Da Costa e Poli. Nelle file dei padroni di casa è out il febbricitante Giacomelli. Il Novara passa in vantaggio ancor prima del quarto d’ora: sul lancio di Viola Gonzalez, l’uomo implacabile che scatta tra le linee nel 4-2-3-1 novarese, resiste ad una carica, buca la coppia centrale difensiva dei padroni di casa e fredda Vigorito in disperata uscita. La reazione dei padroni di casa si fa attendere. Gli ospiti bussano ancora con un colpo di testa di Evacuo che non inquadra lo specchio della porta su punizione del solito Viola dalla sinistra. La compagine veneta si affida soprattutto alla catena di destra dove Galano e Laverone si scambiano ripetutamente di posizione. Dalla mezzora in poi gli azzurri incappano in qualche errore di troppo in fase di disimpegno ed il Vicenza torna a farsi minaccioso. Il pericolo più grosso capita solo al 37’ quando Da Costa non trattiene una conclusione da fuori di D’Elia favorendo la comoda di ribattuta di Raicevic e Gatto che però si fanno anticipare prima di riuscire a spedire il pallone in rete. 

Nella prima parte del secondo tempo il Novara legittima ampiamente il vantaggio. La ripresa infatti si apre con un tiro sbilenco di Gonzalez che vanifica un bel corridoio di Evacuo. I due si rendono ancora minacciosi in tandem al 4’ con un contropiede concluso con una girata a lato di Felice. Quattro minuti più tardi il capitano azzurro non approfitta di un liscio biancorosso in piena area di rigore facendosi deviare la conclusione a colpo sicuro da posizione favorevolissima. Il Vicenza si fa di nuovo vivo con due mischie pericolose attorno al quarto d’ora, ma il Novara allunga subito dopo: Gonzalez dalla destra pennella per la testa di Poli che incorna proprio nell’angolino. Marino inserisce in rapida sequenza Vita, Gagliardini e  Pettinari per cercare di ribaltare una situazione che pare compromessa. Baroni risponde con  Dickmann che però tatticamente va a ricoprire lo stesso ruolo del rimpiazzato Corazza. La squadra di casa guadagna metri al cospetto di un avversario che non ha più la brillantezza dei minuti precedenti. Al 42’ Vita si esibisce in una gran bella area di rigore, ma Da Costa non si fa sorprendere. L’assalto veneto frutta ripetute mischie, ma non veri pericoli per la porta azzurra. Ed alla fine Evacuo e compagni possono andare a festeggiare con il centinaio di tifosi novaresi una vittoria dal sapore speciale ripensando anche alla recenti beffe rimediate in terra vicentina.

Massimo Barbero

VICENZA - Il Novara sfata anche il tabù “Menti” e festeggia la terza vittoria consecutiva. Quella in terra veneta è stata un’autentica dimostrazione di forza da parte degli azzurri (ieri in casacca nera) che hanno rischiato pochissimo e colpito in contropiede in maniera micidiale. E pensare che molti, dopo la sconfitta di Terni del 3 ottobre, invocavano a gran voce un cambio di guida tecnica!

Al via Baroni ripropone uno schieramento simile a quello della vittoria sul Cagliari con le sole novità dei ritorni di Da Costa e Poli. Nelle file dei padroni di casa è out il febbricitante Giacomelli. Il Novara passa in vantaggio ancor prima del quarto d’ora: sul lancio di Viola Gonzalez, l’uomo implacabile che scatta tra le linee nel 4-2-3-1 novarese, resiste ad una carica, buca la coppia centrale difensiva dei padroni di casa e fredda Vigorito in disperata uscita. La reazione dei padroni di casa si fa attendere. Gli ospiti bussano ancora con un colpo di testa di Evacuo che non inquadra lo specchio della porta su punizione del solito Viola dalla sinistra. La compagine veneta si affida soprattutto alla catena di destra dove Galano e Laverone si scambiano ripetutamente di posizione. Dalla mezzora in poi gli azzurri incappano in qualche errore di troppo in fase di disimpegno ed il Vicenza torna a farsi minaccioso. Il pericolo più grosso capita solo al 37’ quando Da Costa non trattiene una conclusione da fuori di D’Elia favorendo la comoda di ribattuta di Raicevic e Gatto che però si fanno anticipare prima di riuscire a spedire il pallone in rete. 

Nella prima parte del secondo tempo il Novara legittima ampiamente il vantaggio. La ripresa infatti si apre con un tiro sbilenco di Gonzalez che vanifica un bel corridoio di Evacuo. I due si rendono ancora minacciosi in tandem al 4’ con un contropiede concluso con una girata a lato di Felice. Quattro minuti più tardi il capitano azzurro non approfitta di un liscio biancorosso in piena area di rigore facendosi deviare la conclusione a colpo sicuro da posizione favorevolissima. Il Vicenza si fa di nuovo vivo con due mischie pericolose attorno al quarto d’ora, ma il Novara allunga subito dopo: Gonzalez dalla destra pennella per la testa di Poli che incorna proprio nell’angolino. Marino inserisce in rapida sequenza Vita, Gagliardini e  Pettinari per cercare di ribaltare una situazione che pare compromessa. Baroni risponde con  Dickmann che però tatticamente va a ricoprire lo stesso ruolo del rimpiazzato Corazza. La squadra di casa guadagna metri al cospetto di un avversario che non ha più la brillantezza dei minuti precedenti. Al 42’ Vita si esibisce in una gran bella area di rigore, ma Da Costa non si fa sorprendere. L’assalto veneto frutta ripetute mischie, ma non veri pericoli per la porta azzurra. Ed alla fine Evacuo e compagni possono andare a festeggiare con il centinaio di tifosi novaresi una vittoria dal sapore speciale ripensando anche alla recenti beffe rimediate in terra vicentina.

Massimo Barbero