Sport

Volley: la Igor sciupa il match point e la Pomì impatta nuovamente la serie

Volley: la Igor sciupa il match point e la Pomì impatta nuovamente la serie
Sport 13 Maggio 2015 ore 12:06

CREMONA - Sarà dunque necessaria la bella per assegnare lo scudetto 2014-’15 del volley femminile. La Igor Novara, avanti 2-1 nella serie finale, è stata nuovamente superata (questa volta 16-14 al tie-break) dalla Pomì Casalmaggiore, che con questo risultato ha pareggiato nuovamente i conti. Un equilibrio che, per un verso o per l’altro, si spezzerà (e questa volta definitivamente) sabato sera al “PalaTerdoppio” quando si giocherà la decisiva “bella”.

Al di là dei meriti delle padrone di casa (con il terzetto formato da Ortolani, Stevanovic e Tirozzi a tratti incontenibile) occorre sottolineare ancora una volta come siano state Guiggi e compagne a complicarsi la vita, disputando una partita al di sotto delle loro possibilità. Recuperando in due occasioni (secondo e quarto set) i parziali andate alle rosa casalasche, la Igor nel decisivo “gioco corto” era stata capace pure sul 12-14 a sfavore ad annullare due palle match. Al 14-14, però, quando erano ormai in molti a credere che fosse giunto il momento della “zampata” decisiva, di mettere finalmente le mani sul Tricolore, ecco che arrivano il punto di Gennari e il muro di Gibbemeyer a portare la sfida alla quinta partita.

Nella Igor qualcosa di troppo non ha funzionato al meglio, dal servizio incisivo (quello che aveva chiesto Pedullà alla vigilia) alla ricezione, sino all’attacco dove le giocatrici azzurre non sono state capaci di proporre valide alternative alle loro “puntate”, finendo sistematicamente per “sbattere” contro il muro della Pomì, capace di realizzare qualcosa come 18 punti in questo fondamentale. In questo “vortice” ha finito per essere trascinata la stessa Barun: la croata, pur mettendo a terra 26 palloni (con 3 servizi vincenti), ha concluso la sua prestazione con un 37% in attacco, fermata in 8 occasioni dal muro avversario.

Ora la Igor dovrà ricaricare in fretta le batterie, fisiche e mentali, per prepararsi al meglio all’appuntamento di sabato, perché la Pomì può essere superata, ma servirà una prestazione intelligente ma al tempo stesso con il coltello fra i denti. Per non buttare alle ortiche il lavoro di un’intera stagione.

Luca Mattioli

 

Finale scudetto - Garaquattro

 

Pomì Casalmaggiore - Igor Novara 3-2

(25-19 / 22-25 / 25-21 / 20-25 / 16-14)

Pomì: Ortolani 19, Skorupa 3, Bianchini, Sirressi (L), Gennari 12, Quiligotti, Gibbemeyer 13, Agrifoglio ne, Klimovich ne, Stevanovic 15, Tirozzi 25. All.: Mazzanti.

Igor: Partenio, Klineman 13, Kim, Guiggi 15, Bonifacio, Chirichella 7, Sansonna (L), Alberti, Signorile 1, Hill 18, Barun 26, Zanette. All.: Pedullà.

Arbitri: Gnani e Boris.

Note: durata set 23’, 28’, 29’, 28’, 20 (totale 2h08’). Pomì ace  6, battute sbagliate 8; ricezione positiva 70%; attacco 39% con 14 errori; muri vincenti 18. Igor ace 5, battute sbagliate 10; ricezione positiva 63%; attacco 37% con 10 errori; muri vincenti 12. Spettatori 4.000 circa.

CREMONA - Sarà dunque necessaria la bella per assegnare lo scudetto 2014-’15 del volley femminile. La Igor Novara, avanti 2-1 nella serie finale, è stata nuovamente superata (questa volta 16-14 al tie-break) dalla Pomì Casalmaggiore, che con questo risultato ha pareggiato nuovamente i conti. Un equilibrio che, per un verso o per l’altro, si spezzerà (e questa volta definitivamente) sabato sera al “PalaTerdoppio” quando si giocherà la decisiva “bella”.

Al di là dei meriti delle padrone di casa (con il terzetto formato da Ortolani, Stevanovic e Tirozzi a tratti incontenibile) occorre sottolineare ancora una volta come siano state Guiggi e compagne a complicarsi la vita, disputando una partita al di sotto delle loro possibilità. Recuperando in due occasioni (secondo e quarto set) i parziali andate alle rosa casalasche, la Igor nel decisivo “gioco corto” era stata capace pure sul 12-14 a sfavore ad annullare due palle match. Al 14-14, però, quando erano ormai in molti a credere che fosse giunto il momento della “zampata” decisiva, di mettere finalmente le mani sul Tricolore, ecco che arrivano il punto di Gennari e il muro di Gibbemeyer a portare la sfida alla quinta partita.

Nella Igor qualcosa di troppo non ha funzionato al meglio, dal servizio incisivo (quello che aveva chiesto Pedullà alla vigilia) alla ricezione, sino all’attacco dove le giocatrici azzurre non sono state capaci di proporre valide alternative alle loro “puntate”, finendo sistematicamente per “sbattere” contro il muro della Pomì, capace di realizzare qualcosa come 18 punti in questo fondamentale. In questo “vortice” ha finito per essere trascinata la stessa Barun: la croata, pur mettendo a terra 26 palloni (con 3 servizi vincenti), ha concluso la sua prestazione con un 37% in attacco, fermata in 8 occasioni dal muro avversario.

Ora la Igor dovrà ricaricare in fretta le batterie, fisiche e mentali, per prepararsi al meglio all’appuntamento di sabato, perché la Pomì può essere superata, ma servirà una prestazione intelligente ma al tempo stesso con il coltello fra i denti. Per non buttare alle ortiche il lavoro di un’intera stagione.

Luca Mattioli

 

Finale scudetto - Garaquattro

Pomì Casalmaggiore - Igor Novara 3-2

(25-19 / 22-25 / 25-21 / 20-25 / 16-14)

Pomì: Ortolani 19, Skorupa 3, Bianchini, Sirressi (L), Gennari 12, Quiligotti, Gibbemeyer 13, Agrifoglio ne, Klimovich ne, Stevanovic 15, Tirozzi 25. All.: Mazzanti.

Igor: Partenio, Klineman 13, Kim, Guiggi 15, Bonifacio, Chirichella 7, Sansonna (L), Alberti, Signorile 1, Hill 18, Barun 26, Zanette. All.: Pedullà.

Arbitri: Gnani e Boris.

Note: durata set 23’, 28’, 29’, 28’, 20 (totale 2h08’). Pomì ace  6, battute sbagliate 8; ricezione positiva 70%; attacco 39% con 14 errori; muri vincenti 18. Igor ace 5, battute sbagliate 10; ricezione positiva 63%; attacco 37% con 10 errori; muri vincenti 12. Spettatori 4.000 circa.