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Reddito di cittadinanza addio: a Novara inviati 383 sms

Sussidio cancellato dal 1° agosto con un messaggio dell’Inps

Reddito di cittadinanza addio: a Novara inviati 383 sms
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Sono 383 a Novara i nuclei familiari che si sono visti recapitare un sms dall’Inps con il quale si comunica la sospensione del Reddito di cittadinanza.

I dati

Lo specifica il direttore regionale Inps Piemonte Bonanni, che ricorda che in tutta la regione le sospensioni sono 7.299. Il grosso dei nuclei, 4.615, è in carico a Torino, poi 940 ad Alessandria, 423 a Cuneo, 380 ad Asti, 233 a Vercelli, 210 a Biella e 115 nel Verbano Cusio Ossola. «Al momento - spiega Bonanni - si è in attesa dell’emanazione dei regolamenti attuativi, che indicheranno nel dettaglio le procedure per chiedere le due prestazioni che sostituiranno il Reddito di cittadinanza. Inoltre l’Inps, per supportare tutti i richiedenti la prestazione, sta ultimando la realizzazione di una video guida personalizzata che illustrerà all’interessato passo passo il percorso da seguire».

Due nuove misure di sostegno

E’ la legge 85 del 3 luglio 2023 a stabilire che il Reddito di cittadinanza sia sostituito da due nuove misure di sostegno, l’Assegno di inclusione (Adi) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl). La stessa legge prevede che per il 2023 il Reddito di cittadinanza sia erogato ai nuclei beneficiari per un massimo di sette mensilità, per cui l’ultima rata è stata quella di luglio 2023.

I nuclei familiari in cui vi sia la presenza di disabili, minori, over 60 o che risultino essere in carico ai servizi sociali percepiranno invece il reddito sino al mese di dicembre 2023. Successivamente, dal 1° gennaio 2024, questi nuclei saranno potenzialmente destinatari dell’Assegno di Inclusione, se risulteranno in possesso di tutti i requisiti che saranno previsti dalla normativa e dai regolamenti applicativi di prossima emanazione. I servizi sociali prenderanno in carico solo i nuclei familiari che si trovino in situazioni di particolare disagio sociale e che siano difficilmente inseribili in percorsi di accompagnamento al lavoro.

I nuclei familiari che non rientrano nelle precedenti casistiche, i cui componenti siano già stati avviati ai centri per l’impiego e per coloro che non risulteranno presi in carico dai servizi sociali per la presenza di soggetti occupabili, dal 1° settembre potranno accedere alla misura del Supporto per la Formazione e per il Lavoro presentando apposita domanda nonché seguendo i percorsi formativi o di attivazione previsti, ricevendo un supporto economico di 350 euro per massimo 12 mesi.

Critiche alla modalità scelta per informare

Resta il fatto che il messaggio - forse un po’ troppo breve per essere chiaro - ha provocato forte preoccupazione nelle persone, sfociata in molti casi in un’enorme pressione sui Servizi Sociali. E il presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte, Antonio Attinà, non è certo tenero: «Affidare ad un messaggio inviato un venerdì di fine luglio un’informazione così delicata, significa non tenere conto né della persona e delle sue fragilità, né del senso di incertezza che si trasmette ai cittadini con comunicazioni non complete e generiche. Il problema fa riferimento anche a una gestione politica che decide la sospensione del Reddito di cittadinanza senza adeguati strumenti per sostenere un cambiamento così importante e con una programmazione dei tempi di comunicazione non idonei. In conclusione, chiediamo alle istituzioni un intervento immediato affinché si chiariscano ai cittadini la situazione e le procedure, precisando che certe scelte politiche non dovrebbero generare responsabilità agli assistenti sociali, poiché non sono di pertinenza dei colleghi e delle colleghe dei Servizi».

L'assessore regionale

Ma l’assessore al Lavoro e Formazione della Regione, Elena Chiorino, cerca di smorzare i toni: «Conoscevamo da mesi l’orizzonte temporale che avrebbe portato all’entrata in vigore delle nuove misure del DDl Lavoro del Governo e quindi all’interruzione del RdC per le persone considerate abili al lavoro, ma è fisiologico che tutti i cambiamenti portino ad un momento di preoccupazione, purché non si cavalchi questo sentimento in modo strumentale. Spaventare la collettività porta solo ad una inutile agitazione popolare. Ai cittadini dobbiamo dare le giuste informazioni e assicurare loro che il Governo non intende lasciare indietro nessuno: per chi dal primo di agosto è escluso dal sussidio ci saranno misure a supporto come la formazione-lavoro e l’inserimento mirato grazie al sostegno dei servizi territoriali dedicati all'occupazione, orientamento e formazione. Con il Decreto Lavoro del Governo di Giorgia Meloni chi realmente non può lavorare o rientra nella casistica per ricevere l’assegno di inclusione avrà garantito sempre il giusto sostegno e la necessaria assistenza».

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