Personaggio

A 99 anni dietro al bancone del bar: "Lavoro per stare in mezzo alla gente"

La nebbiunese Anna Possi, decana dei baristi del Novarese, si racconta

A 99 anni dietro al bancone del bar: "Lavoro per stare in mezzo alla gente"
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Lo scorso giovedì 16 novembre 2023 ha compiuto la bellezza di 99 anni la signora Anna Possi, 65 di questi li ha spesi a gestire quello che oggi è il Bar Centrale di Nebbiuno, che si trova nella piazza antistante il palazzo comunale.

Lo racconta il Giornale di Arona

Nella foto Anna Possi con la figlia Cristina

Dietro al bancone dal 1958

Posso aveva avviato l'attività insieme al marito nel 1958, per poi gestirlo da sola in seguito alla sua morte nel 1974. Dalle 7 del mattino fino alla sera accoglie i clienti in un ambiente caldo e familiare. È per i clienti infatti che la signora Possi alza la saracinesca tutti i giorni, domeniche comprese: «Adesso la gente lavora solo per i soldi - dice - io lo faccio per stare in mezzo alla gente. Perché scambio una parola con qualcuno e conosco sempre gente nuova».

Ci sente poco la signora Possi, ma è questo l'unico segno della sua età. Il sorriso è franco e aperto e lo sguardo intelligente e lucido. Si percepisce che ha tutta l’intenzione di comprendere la persona che le sta di fronte. Anna Possi non pronuncia mai frasi di circostanza, ma ricerca il dialogo sincero, stimolata da una sana curiosità: «Io comincio a vedere adesso che ho allargato le mie conoscenze. Ho gente che viene una volta ogni quindici giorni da Domodossola, gente che viene qui due volte la settimana da Verbania, altri da Paruzzaro, da Sesto Calende, San Maurizio...».

"La mia pubblicità è il passaparola"

Ha le idee chiare la decana delle bariste, e le esprime con parole precise. La sua è un'economia basata sul dono e sulla condivisione di momenti, sulla gratuità di un gesto gentile che in maniera indiretta genera un ritorno: «La mia pubblicità viene fatta con il passaparola. Quando ho qualcosa in più da vendere, io la do a chi non ne ha. Qualche giorno fa avevamo messo in vendita delle castagne, senza riuscire a venderle tutte. Così ne ho regalato dei sacchetti. E facendo così, mi acquisto dei clienti».

Un pensiero particolare Anna Possi lo riserva ai bambini - figli o nipoti dei lavoratori della vicina cartiera - che spesso la vengono a trovare. Certo, questi sono tempi diversi rispetto al passato, quando il suo bar era un punto di riferimento per i giovani: «Avevo una mia bella clientela di Arona, tutta gioventù. Perché avevamo il juke-box, il flipper e il calcetto».

Quando a Nebbiuno soggiornò il Milan

Particolarmente intenso fu il momento in cui, nel ’76, soggiornò a Nebbiuno il Milan, con le persone che facevano la coda per ricevere un autografo. Quella di Anna Possi è stata una vita passata nella ristorazione. Molto vividi sono i ricordi del periodo in cui lavorava a Vezzo al "Delle Alpi", la trattoria dei genitori, in tempo di guerra: «Ancora oggi a volte di notte sento il rumore del passo dei tedeschi, con il fucile che batte sugli elmetti. Quando capita mi sveglio e mi batte il cuore, mi sembra che ci siano ancora».

I ricordi dolorosi legati alla guerra

Particolarmente impresso nella sua memoria è il ricordo di un giovane partigiano ucciso sulla strada che porta a Levo nel corso di un rastrellamento tedesco. Un assassinio a cui ha assistito dopo aver percorso il tragitto per consegnare la carta d'identità al padre. La sua vivace memoria ripercorre le sensazioni e i ricordi di quei tempi, come quando il locale fu occupato dalle truppe tedesche, o dalla Decima Mas, come accadde nel '44.

«Era tutto un altro vivere - dice - perché avevi sempre paura. I tedeschi non ci mettevano molto: per uno di loro che veniva ucciso, dieci partigiani venivano "messi al muro”». Con la saggezza di un'intera vita alle spalle, ma con lo sguardo rivolto al futuro, si lascia andare ad un'ultima riflessione: «Francamente, quando sento parlare di guerra mi domando come sia possibile. Questa cattiveria, questo odio fra uno e l'altro, non riesco proprio a capirlo».

Commenti
Marilena

Vista poco da su rai3. Grande donna, una lucidità incredibile e ora dopo aver letto il vostro articolo, la ringrazio anche per il ricordo del partigiano ucciso davanti a lei e per l'invito alla pace. Grazie Anna!

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