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Storia contemporanea

A Invorio è nato il progetto "Casa della memoria perduta" con l'avvocato di Valpreda

C'era anche l'avvocato di Pietro Valpreda, l'anarchico ingiustamente accusato e condannato per la strage di Piazza Fontana a Milano.

A Invorio è nato il progetto "Casa della memoria perduta" con l'avvocato di Valpreda
Attualità Alto Novarese, 30 Giugno 2022 ore 09:22

A Invorio il 20 giugno in Casa Curioni è stato presentato il progetto "Casa della memoria perduta" per approfondire il periodo della tensione.

Approfondire il periodo della tensione in "Casa della memoria perduta"

«Colmare un gap storico», è questa la frase pronunciata dal sindaco di Invorio Flavio Pelizzoni nella calda serata di lunedì 20 giugno per presentare il progetto «Casa della Memoria Perduta». Cosa successe esattamente in Italia nel periodo che dalla fine della seconda guerra mondiale e dalla caduta del fascismo porta alle stragi messe in atto da gruppi neofascisti negli anni '60 e '70 nell'ambito della strategia della tensione? Qual è il filo che collega questi due punti della nostra storia nazionale? Da questa esigenza di verità nasce l'iniziativa “Casa della Memoria Perduta”, voluta e portata avanti dai ragazzi della Consulta Giovanile di Invorio. In particolare, sono stati Cecilia Pedullà,Elena Gentina, Filippo Manzini eMichele Lopez a presentare le linee guida del nuovo progetto nel cortile di una Casa Curioni gremita, grazie anche all'intervento di personalità di rilievo quali l'avvocato Luigi Mariani, lo storico e saggista Saverio Ferrari e la docente universitaria Claudia Storti. Proprio dall'incontro e dai dialoghi avuti con Luigi Mariani (testimone d'eccellenza delle vicende dell'epoca e avvocato di Pietro Valpreda) è nata nei ragazzi promotori dell'evento la consapevolezza che – per usare le parole che si ritrovano nella locandina di presentazione – «il filo storico della memoria potrebbe spezzarsi e impedire la ricostruzione del nostro passato». Quel filo diventa una matassa intricata nel corso degli anni '60, durante i quali – sempre citando le loro parole – «settori importanti dello Stato, insieme ad alcune forze politiche italiane e straniere, attuarono la strategia del terrore con l'obiettivo di un rivolgimento della democrazia italiana». Come dice Saverio Ferrari riferendosi in particolare alla strage di Piazza Fontana, ciò che successe il 12 dicembre 1969 ha avuto un lungo periodo di incubazione e va inserito in una cornice precisa. Gli elementi di cui è composto questo periodo di incubazione e i confini della cornice sono la materia di studio di questa nuova “Casa della Memoria Perduta”. Quello del 20 giugno è stato solo il primo di una serie di appuntamenti che verranno programmati in futuro.

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