Lutto

Addio a padre Mario Airoldi e al suo sguardo sempre rivolto ai più fragili

Una vita spesa generosamente quella del sacerdote che era stato per oltre 30 anni il cuore pulsante della Badia di Dulzago

Addio a padre Mario Airoldi e al suo sguardo sempre rivolto ai più fragili
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E' cristianamente mancato alle prime ore di questa mattina, martedì 23 gennaio 2024, all'età di 83 anni. Era ricoverato all'hospice di Arona da alcuni giorni, dopo che le sue condizioni di salute si erano aggravate.

Addio a padre Mario Airoldi

Grande il cordoglio in tutta la Diocesi novarese, e non solo, per la scomparsa di padre Mario Airoldi, oblato dei santi Gaudenzio e Carlo – Missionario di Maria.

"Ne danno l'annuncio i nipoti Franco e Maria con il marito Paolo, i parenti, le comunità degli Oblati, della Badia di Dulzago e Cavagliano e tutti i poveri da lui tanto amati" si legge sul manifesto funebre.

«È morto un uomo di Dio – dice il vicario episcopale per il clero e la vita consacrata don Franco Giudice -. Nel suo ministero sacerdotale ha saputo accompagnare il cammino spirituale di tante persone, laici e sacerdoti, stando loro vicino anche nei momenti più difficili della vita. Ha sempre dimostrato una particolare attenzione proprio per coloro che vivevano una situazione di fragilità: i poveri, le famiglie ferite, i giovani in ricerca».

Una vita al servizio di Dio e del prossimo

Nato il 3 maggio 1940 a Galliate era stato ordinato prete nel 1964. Dopo il primo incarico, a Camasco Morondo (1964-1965), fu nominato vicario parrocchiale a San Giuseppe di Novara, dove rimase per dieci anni, dal 1965 al 1975. Spiccata sin da subito la sua attenzione per gli ultimi e i più fragili. Un'attenzione che alla fine nel 1976 lo spinse, insieme a don Artibano Di Coscio, a dare vita a una comunità minorile istituita in alternativa al riformatorio per ragazzi con gravi problemi di devianza.

Così padre Mario aveva raccontato quegli anni e la collaborazione con don Artibano: "Per me è stato più di un fratello e accanto a lui, dai miei 34 anni ai 38, ho vissuto la parte più decisiva e fondante del mio cammino spirituale e del mio ministero sacerdotale: è stata una grazia la discesa agli inferi della marginalità sociale. I ragazzi che seguivamo erano tutti in stato di devianza conclamata: portavano le stimmate di un acuto malessere sociale. Fu un’avventura relativamente breve. Dal punto di vista della riuscita umana conclusa con un fallimento: dovemmo chiudere perché non reggevamo più. Io ne conseguii un pesante esaurimento che andai a guarire all’isola proprio da don Giacomo e nella maternità e sororità spirituale della comunità monastica. Eppure, se è vero che quei giovani erano capaci di violenze incontrollate da far rischiare la pelle, è altrettanto vero che erano capaci di momenti di riconoscenza pura, quale non si riscontra in tanta gente per bene. Quante volte ci siamo detti: 'Se fossimo nati nella loro condizione, che cosa sarebbe stato di noi? Potevamo diventare peggio di loro' ".

Il cammino poi continua: il sacerdote diventa reggente a Trobaso dal 1976 al 1977 e poi a Crusinallo dal 1978 al 1979.

Nel 1979 inizia il capitolo più lungo della sua vita: viene nominato parroco alla Badia di Dulzago (e a Cavagliano) a Bellinzago dove, anno dopo anno, si crea un legame sempre più stretto con la comunità e dove ha continuato a vivere il suo ministero anche quando assume importanti incarichi diocesani.

È stato, infatti, direttore spirituale del Seminario dal 1997 al 2012 e più volte Superiore degli Oblati. Nel 2012 si era trasferito al Santuario di Boca, dove aveva continuato a svolgere il suo ministero accanto a don Fiorenzo Fornara.

Proprio don Fiorenzo, al termine della messa domenicale della scorsa domenica 20 gennaio, aveva spiegato ai fedeli presenti che era stato necessario sospendere le visite a padre Mario, troppo debilitato per ricevere altre persone.

Il funerale

E a Boca giovedì 25 gennaio alle 15 sarà celebrato il funerale, mentre questa sera e domani, mercoledì 24, alle 21, si terrà una veglia di preghiera. Sarà poi sepolto a Galliate.

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Il Saluto dei Work in progress, gruppo musicale con sede alla badia di Dulzago

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Padre Mario nella "sua" Badia

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Ricordi e gratitudine

"Addio padre Mario, un "uomo di Dio" che ha saputo ascoltare migliaia di persone della nostra Diocesi. Tanti i giovani che ha accompagnato in Seminario, alla Badia di Dulzago, al Santuario di Boca e durante gli Esercizi spirituali diocesani che per tanti anni ha predicato al Calvario di Domodossola" si legge sulla pagina social Dell'Ufficio Pastorale Giovanile della Diocesi.

"Grazie caro padre Mario - è invece il ricordo di don Silvio Barbaglia - per quel che sei stato per me e per tantissime persone, per il dono sempre profondo e presente della tua bella e serena spiritualità, per il tuo amore per Gesù e sua Madre! Ti ricordo con mio fratello Piercarlo che alle prime ore dello stesso tuo giorno di otto anni fa saliva al cielo, lì ritroverai anche lui nella gloria del Padre, Dio di tutti noi! Un bacio, con affetto".

"Un Ricordo nella preghiera a padre Mario Airoldi, che è tornato al Cielo - ha scritto suor Giuse Marzagalli - Uomo e sacerdote di carità e attenzione verso gli ultimi degli anni ottanta, conosciuto in quel tempo e rincontrato in modo fortuito qualche settimana fa! Il suo sorriso era già rivolto al Cielo, come tutta la sua esistenza!".

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