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Arona: "I luoghi di San Carlo sono abbandonati da anni, meritano più rispetto"

Lettera aperta degli "Amici della Rocca" ai tre candidati sindaco

Arona: "I luoghi di San Carlo sono abbandonati da anni, meritano più rispetto"
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«I luoghi cari a San Carlo meritano maggiore rispetto e attenzione da parte delle autorità locali». E’ questa la considerazione di fondo che traspare dalla lettera aperta che il consiglio direttivo degli Amici della Rocca ha indirizzato ai tre candidati sindaci in lizza per il prossimo appuntamento con le Amministrative di giugno.

La lettera degli Amici della Rocca

Con gli scenari politici ben delineati e le candidature da tempo sul tavolo, i rappresentanti dell’importante associazione aronese chiedono al futuro sindaco di invertire la rotta e di riservare maggiore cura a quei luoghi che sono diventati un vero e proprio simbolo della città.

"Egregi candidati - recita la lettera firmata a nome del direttivo da Angelo Poletti - a voi che avete deciso di mettervi al servizio della comunità aronese, chiediamo una risposta pubblica chiara, che si possa concretizzare con quello che è il sale della democrazia un confronto dialettico sul tema de i luoghi di San Carlo, intendendosi per questi quei trenta ettari di terrazza a lago, che partendo dal centro storico cittadino passando per Rocca, Cava, motto Cuirone, Sacro Monte arrivano al piazzale di San Carlo, la statua, la chiesa e l’ex seminario".

"Luoghi abbandonati da anni"

"Riteniamo - prosegue la missiva - che un qualsiasi addetto ai lavori nei settori urbanistico, paesaggistico, turistico o culturale non sappia darsi una risposta perché questi luoghi siano abbandonati da anni, senza provocare in alcun amministratore preoccupazione e sdegno. In particolare gran parte del centro storico cittadino non appare assolutamente valorizzato per tutte le valenze artistiche, architettoniche storiche conservate; la Rocca è ben lungi da essere riconosciuta come la collina fiorita di Arona, luogo della memoria di un capoluogo di una contea di 1000 kmq, gran parte delle vestigia e dei terrazzamenti sono ricoperte da vegetazione incolta; la cava rimane solo una ferita nel paesaggio mai ricucita, nuove proposte ed opportunità paiono porsi da qualche anno".

E l'elenco continua: "Il Sacro Monte è abbandonato a se stesso, nessuna iniziativa per recuperare le cappelle o i percorsi, la statua ha perso in pochi anni quasi il 60% dei visitatori ed è divenuta un caso nazionale: 'la decadenza di uno dei monumenti più importanti dell’Italia settentrionale' (Avvenire, 15 aprile 2024), nessuna attenzione è posta alle opportunità offerte dall’ex-seminario, soprattutto in considerazione di una rigenerazione degli spazi verdi, che lo circondano e del piazzale ridotto a posteggio di periferia, nessuna sinergia con le importanti realtà culturali ed ecclesiastiche presenti".

Infine: "Non c’è neppure un percorso pedonale o ciclabile degno di questo nome, che unisca il lungo lago affollato da settimanali chiassose invasioni “mordi e fuggi” al monumento più importante, nulla a favorire la fruizione delle famiglie del turismo slow, come nulla unisce le colline divenute sito dell’Unesco a questo terrazzo sul lago: una follia di pigrizia e mediocrità amministrativa".

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