Prevenzione

Cyberbullismo: "Il patentino per lo smartphone è fondamentale"

Cerimonia di consegna all’Iti Omar, capofila di una rete che ha coinvolto 28 classi di 6 istituti superiori della provincia di Novara

Cyberbullismo: "Il patentino per lo smartphone è fondamentale"
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“Novara si conferma punto di riferimento per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo. Da questo territorio sono partite sia la legge nazionale grazie al lavoro di Elena Ferrara, sia quella regionale a mia prima firma".

Così si è espresso il consigliere regionale Domenico Rossi a margine della cerimonia di consegna delle patenti di smartphone avvenuta venerdì 10 febbraio all’Iti Omar, capofila di una rete che ha coinvolto 28 classi di 6 istituti superiori della provincia di Novara (Istituto Fauser, Liceo Antonelli e Iti Omar di Novara, Istituto Pascal di Romentino, Liceo Fermi di Arona ed Enaip di Borgomanero) per un totale di 581 alunni.

"Il patentino - aggiunge Rossi - rappresenta un’azione fondamentale per continuare il percorso virtuoso intrapreso in Piemonte e per questo è importante che la Regione continui a finanziarla e supportarla con tutte le energie possibili”.

I dati allarmanti

Il 15% degli adolescenti ha dichiarato infatti di essere stato vittima almeno una volta di atti di bullismo e di cyberbullismo. "Occorre fornire alle ragazze e ai ragazzi tutti gli strumenti per vivere il web come un luogo sicuro e positivo in un contesto il cui le nostre vite sono sempre più on line” spiega il consigliere Dem. “I tanti patentini consegnati oggi - prosegue - sono un passo importante nella direzione di generare consapevolezza sulle potenzialità e i rischi del web, ma non basta. Per questo sono intervenuto emendando il DDL 236 Omnibus, in discussione in queste settimane in consiglio regionale, con l’obiettivo di potenziare e rendere strutturale il patentino in tutti gli istituti scolastici piemontesi ma anche per ampliare la platea dei destinatari delle azioni aprendo ai contesti educativi extra-scolastici”.

“Quella del patentino - conclude Rossi - è una prassi che è stata presa a modello in altre regioni d’Italia. Il Piemonte deve essere più orgoglioso e consapevole del suo ruolo di riferimento a livello nazionale su questo tema”.

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