Cordoglio

Cordoglio a Gattico per la scomparsa di Angelo Zonca

"Alla sofferenza ha sempre anteposto la forza dell'esistenza".

Cordoglio a Gattico per la scomparsa di Angelo Zonca
Cronaca Alto Novarese, 28 Gennaio 2021 ore 09:32

Domenica 10 gennaio Angelo Zonca è morto a 81 anni: il ricordo dei famigliari.

Gattico in lutto per Angelo Zonca

«Anche durante la malattia ha sempre donato un sorriso, una battuta e la voglia di vivere. Alla sofferenza ha sempre anteposto la forza dell’esistenza».
Con queste parole i famigliari di Angelo Zonca, mancato domenica 10 gennaio, ne piangono la scomparsa. Era nato il 18 settembre 1939 e lascia la compagna Mariuccia i nipoti e le cognate. Aveva lavorato sempre negli autotrasporti fino a diventare socio della Autotrasporti Sata Srl, guidava bilici in Italia ma anche Francia. «Amava molto il suo lavoro, si è sempre fatto voler bene ovunque – ricordano i parenti – oltre a essere un gran giocatore di bocce, adorava il Torino calcio, di cui seguiva le partite in televisione, non andava però allo stadio. Altra passione era giocare le carte con gli amici del circolo di via Leonardi a Gattico. Amava anche andare per funghi finché la salute glielo permise. Nonostante il carattere riservato, gli piacevano le persone in generale, non solo noi della famiglia. Era grande amico di don Giovanni Cavagna, ex parroco di Maggiate inferiore. Andavano a pescare insieme e Angelo, pur risiedendo a Gattico, seguiva la messa a Maggiate, aiutando in chiesa, ma senza voglia di apparire. Apprezzava, pur non intendendosi di arte, la bravura scultorea del sacerdote. Per noi lui incarnava il concetto di “bella persona”: l’intera comunità ha perso un uomo che aveva una parola gentile per tutti. Per Mariuccia era il compagno ideale, ma ha aiutato ciascuno di noi in vari modi. Raccontiamo un aneddoto: per lavoro andò a sgomberare la ditta Bialetti a Omegna. Fu invitato a fermarsi a mangiare e bere qualcosa dal titolare in persona di cui lui aveva massima stima ma che del quale non conosceva il volto. Venne preparato un tavolo e tutti insieme condivisero un momento di unione. Per Angelo – concludono i familiari – questo era un messaggio positivo: i soldi non fanno l’uomo, ma è il cuore di una persona la cosa più importante».

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