I timori espressi in seguito all’annuncio di un calo dei ricavi del 60% da parte della proprietà si sono concretizzati. La casa di moda Alexander McQueen ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 54 lavoratori su un totale di 181 impiegati nelle sue sedi italiane di Novara, Scandicci e Parabiago.
Novara: il peso maggiore della crisi
Novara, che ospita oltre 100 dei dipendenti, si trova a fronteggiare la situazione più critica, con 38 lavoratori a rischio di perdere il posto di lavoro.
Reazioni sindacali e politiche
La notizia ha suscitato una pronta reazione da parte dei sindacati. Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil hanno chiesto un incontro con l’azienda per discutere possibili soluzioni in grado di ridurre o evitare i licenziamenti. Tra le richieste, vi è l’attivazione di ammortizzatori sociali come strumento prioritario per gestire la crisi e salvaguardare i posti di lavoro. I sindacati hanno anche proposto percorsi di mobilità all’interno del gruppo, per valorizzare le competenze dei lavoratori e facilitarne la ricollocazione, evitando scelte unilaterali.
La questione ha sollevato l’attenzione anche della politica. Il consigliere regionale del PD Domenico Rossi ha annunciato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere un intervento della Giunta, con la convocazione dell’azienda e l’apertura di un tavolo di crisi, al fine di trovare soluzioni alternative ai licenziamenti e proteggere l’occupazione nel territorio. «Dietro a quei 38 esuberi ci sono famiglie e vite che meritano rispetto», ha dichiarato Rossi.
Alleanza Verdi e Sinistra Novara hanno espresso sostegno ai lavoratori in questo periodo difficile. Il segretario cittadino Amedeo Del Galdo ha annunciato un’interrogazione in Consiglio regionale per indagare su come la Regione possa intervenire a tutela dei lavoratori a rischio. «Seguiamo da vicino la lotta dei lavoratori e delle sigle sindacali», ha affermato.
L’onorevole Daniela Ruffino di Azione ha comunicato che presenterà un’interrogazione in Parlamento, sollecitando un confronto serio con l’azienda e le filiere collegate. «Chiediamo ammortizzatori sociali e percorsi di ricollocazione», ha sottolineato.
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