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Caro energia: la Regione scrive una lettera al Governo

La regione Piemonte ha inviato a Roma un documento che riassume le richieste e le proposte nate in queste settimane di confronto sul territorio

Caro energia: la Regione scrive una lettera al Governo
Attualità Novara, 14 Settembre 2022 ore 06:00

Caro energia: la Regione Piemonte ha scritto una lettera al Governo, un documento che riassume le richieste e le proposte nate in queste settimane di confronto sul territorio con gli imprenditori e i rappresentanti del mondo economico e produttivo.

Misure urgenti da attuare contro il caro energia

Il presidente della Regione e l’assessore alle attività produttive hanno sottolineato la necessità di un doppio intervento: innanzitutto delle misure urgenti, che possano garantire la tenuta economica del Paese, e, sullo stesso piano degli strumenti di medio e lungo periodo che diano una prospettiva di stabilità ad imprese e cittadini. 

Le richieste della Regione

Definire degli stock di energia a prezzo calmierato e uno sconto in bolletta con i fondi degli extra profitti: queste le prime due richieste della Regione. “La produzione di energia - spiegano presidente e assessore alle attività produttive - è generata in percentuali importanti anche da fonti rinnovabili, ma il prezzo che paga l’utente finale è interamente tarato sul valore del gas. Una anomalia che grava interamente sulle spalle di cittadini e imprese e che non ha senso, più che mai in un momento come questo”.

"L'Europa in grave ritardo"

“La presidente della Commissione Ue – continuano il presidente e l’assessore - ha già dichiarato di voler potenziare il Fesr, il fondo europeo per lo sviluppo regionale, affinché possa essere utilizzato maggiormente alle esigenze dei territori in questo momento. L’Europa è in grave ritardo su questa emergenza, deve fare la sua parte e farla in fretta”. Facilitazioni burocratiche sugli impianti per l’autoconsumo, ridefinizione dei parametri per incentivare le imprese in cui il consumo energetico ha alta incidenza rispetto al fatturato, finanziamenti legati agli investimenti in corso sull’efficienza energetica, impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili da aggiungere alla lista di beni strumentali che godono del credito d’imposta e infine riduzione dell’IVA sul teleriscaldamento al 5% per aiutare le famiglie.

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