Comunicato ufficiale

Schiaffo al giovane arbitro: parla l'ASDC Gozzano

"Un gesto sconsiderato non deve macchiare l’impegno di chi, con abnegazione, si prodiga per sostenere un'autentica passione sportiva"

Schiaffo al giovane arbitro: parla l'ASDC Gozzano
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Nei giorni scorsi ha creato un certo clamore e unanime condanna il gesto compiuto dal genitore di un calciatore dell'Under 14 del Gozzano ai danni dell'arbitro 15enne.

Nella foto il presidente del Gozzano, Leonardi

Il Comunicato

Dopo quanto accaduto lo scorso sabato 3 febbraio al campo sportivo di Gargallo in occasione della sfida regionale tra Gozzano e Baveno, il Cda dell’A.S.D.C. Gozzano ssdrl, guidato dal presidente Fabrizio Leonardi, ha diffuso un comunicato ufficiale in cui porge le più sentite scuse al Direttore di gara, esprimendo allo stesso solidarietà e vicinanza per quanto successo.

"Conseguentemente - si legge nella nota - nel condannare con fermezza ogni forma di intemperanza o peggio di violenza, CENSURA il comportamento inqualificabile del protagonista dell’episodio in questione".

La società però tiene a fare alcune precisazioni in merito alla dinamica dell'accaduto e al fatto che il genitore abbia potuto raggiungere senza problemi l'arbitro (si è parlato di un cancello aperto):

"Gli stessi Dirigenti, consapevoli dei valori sociali insiti nella formazione sportiva dei giovani tesi al raggiungimento di una adeguata maturità personale, intendono puntualizzare che da sempre la Società è attenta a far rispettare ai propri tesserati, con coerenza, i comportamenti indicati non solo dalla Federazione ma soprattutto suggeriti dalle necessità proprie del vivere civile. In ossequio a tali prerogative, si evidenzia che i tecnici e il personale ausiliario che supportano le attività agonistiche, sono adeguatamente selezionati: pertanto la Società respinge in modo reciso talune accuse, ingiustificate, circa supposte negligenze di costoro nell’espletamento di chiari precetti normativi".

"Le persone in questione, al contrario - conclude il comunicato - si sono dimostrate coinvolte responsabilmente nell’espletamento dei doveri di sorveglianza afferenti alla sicurezza prima, durante e dopo lo svolgimento della gara. Un gesto sconsiderato quindi, non può e non deve macchiare l’impegno di chi, quotidianamente, con abnegazione, si prodiga per sostenere un'autentica passione sportiva".

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