Solidarietà

A Meina con il centro “La compagnia” distribuite un centinaio di borse alimentari

La rete di aiuti continua il suo lavoro sul territorio.

A Meina con il centro “La compagnia” distribuite un centinaio di borse alimentari
Cronaca Alto Novarese, 03 Febbraio 2021 ore 09:50

Borse alimentari per le famiglie bisognose distribuite dai volontari del centro solidale meinese “La compagnia”.

Meina: con “La compagnia” un centinaio di borse alimentari per le famiglie bisognose

I volontari del centro di solidarietà meinese «La compagnia» non si sono fermati con la pandemia, anzi hanno lavorato più del normale, arrivando a raggiungere un centinaio di famiglie su tutto il territorio. Guidati dal presidente Fabio Saini, portano borse alimentari a domicilio a famiglie indigenti. «Le nostre statistiche si mantengono costanti – dice Saini – chi era in difficoltà economica per via del coronavirus si è rivolto al comune di Arona con i vari aiuti dei Servizi sociali. Durante la seconda ondata siamo rimasti operativi, in presenza ci siamo trovati in minor numero e più spesso. La consegna viene fatta in modo da mantenere il rapporto di amicizia di sempre, ma con le dovute precauzioni. A volte il ricevente ha timore o è in condizione di salute che richiedono prudenza. Abbiamo avuto qualche donazione da parte di aziende della zona: una ha deciso a fine anno di devolvere circa 500 euro, che noi abbiamo speso in un supermercato della zona in alimenti da distribuire. Ci piange il cuore, ma lo scorso anno non si è potuto svolgere “Donacibo”, con la sensibilizzazione nelle scuole a donare ai meno fortunati, tornerà quando ci saranno le condizioni per riproporlo. Era stata un’iniziativa capillare: molti plessi del nostro territorio aderirono e sarebbe bello sbloccarlo prima di Pasqua. Stiamo ancora beneficiando come associazione dei ricavati da un libro scritto da un cittadino rumeno che adesso vive con la famiglia e lavora in una ditta del territorio. La famiglia mi era stata segnalata nel 2019, andai a trovarli nella primavera 2020, erano senza lavoro. Erano persone molto sorridenti e discrete, davano l’idea di avere davvero voglia di lavorare. Lo aiutammo a trovare un impiego, lui con un trascorso di pugile in patria. Aveva già scritto un libro sulla sua vicenda sportiva e adesso un altro sulla sua esperienza di vita in Italia. Ha venduto delle copie ai colleghi di lavoro per poi girare i proventi alla nostra causa: con grande dignità si è assunto le spese della tipografia».

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