Cronaca
Il caso

Un novarese tra gli indagati della maxi operazione contro la pirateria

Perdite milionarie per le pay tv, oltre 900mila i fruitori finali del servizio in questione

Un novarese tra gli indagati della maxi operazione contro la pirateria
Cronaca Novara, 19 Novembre 2022 ore 07:00

C'è anche un novarese tra gli indagati finiti nel mirino degli inquirenti per la maxi operazione Gotha, lanciata in tutta Italia per contrastare la pirateria audiovisiva.

Un'operazione mai vista in Italia

Tocca anche la provincia di Novara l’operazione «Gotha» contro la pirateria. Ci sarebbe anche un novarese, infatti, coinvolto nella più grande operazione contro la pirateria audiovisiva mai portata a termine, fino a ora, in Italia. 70 le persone indagate, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere a carattere transnazionale, truffa, pirateria audiovisiva, trasferimento fraudolento di beni, sostituzione di persona, falsificazione di documenti e ricettazione.

30 milioni di mancati introiti ogni mese per le pay tv

L’inchiesta, coordinata della procura di Catania, è stata condotta sul campo, all’alba di venerdì 11 novembre, dagli uomini della polizia postale e delle comunicazioni. Perquisizioni e sequestri sono stati effettuati in diverse parti d’Italia, Novara compresa, ma anche all’estero, dove gli investigatori hanno accertato che erano stati installati i server attraverso i quali poi venivano illecitamente smistati i segnali delle trasmissioni delle pay tv come Sky, Netflix, Dazn, Amazon Prime e Mediaset. Il giro d’affari si aggirerebbe attorno ai 10 milioni ogni mese, mentre il danno causato alle pay tv è molto più grande: 30 milioni di euro di mancati introiti ogni 30 giorni.

Il ruolo dell'indagato novarese è marginale

Gli utenti finali raggiunti dal servizio pirata, così si apprende, sono oltre 900 mila. E tutti, adesso, rischiano a quanto pare una sanzione. Il novarese avrebbe fatto parte in maniera marginale del gruppo, in qualità – sembra – di venditore dei pacchetti. Le indagini sarebbero ancora in corso per individuare i fruitori del servizio pirata, tra cui vi sarebbero anche diverse persone residenti a cavallo tra le province di Novara e Vco.

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