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Divignano in lutto per il costruttore Gianni Fagnoni

Il sindaco Carlana: "Mundu era un pilastro della nostra comunità"

Divignano in lutto per il costruttore Gianni Fagnoni
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Tutta Divignano piange la scomparsa di Gianni Fagnoni, un personaggio molto amato e conosciuto in paese per la sua attività come costruttore.

Il sindaco: "Era un pilastro della comunità"

"Uno dei pilastri del paese". Così il sindaco Luciano Carlana commenta la scomparsa di Gianni Fagnoni, soprannominato Mundu e mancato domenica 9 aprile nel giorno di Pasqua. Era nato il 13 dicembre 1943 e lascia i figli Adele e Paolo con le famiglie, le cognate e i nipoti. La moglie si chiamava Gabriella, era scomparsa da 10 anni, si sposarono nell'agosto 1971. Era titolare di una ditta edile con il fratello Tommaso, conosciuto come Masino, il quale morì nel maggio 2021.

Una tradizione lavorativa di famiglia portata ora avanti dai figli

"Ora mandano avanti l'azienda figli e nipoti - continua Carlana - Gianni era molto simpatico, amava le feste, ma anche nel lavoro era sempre in prima linea nell'aiutare gli altri. Nonostante avesse problemi di salute, so che fino a poche settimane prima della morte sosteneva la famiglia. Dimostrava una spiccata disponibilità a fare piaceri con gentilezza: oltre il 90% dei divignanesi può definirsi aiutato da lui, che aveva pazienza nel ricevere i pagamenti e dava consulenze disinteressate per rendere le case più gradevoli. Anche i parenti che adesso mandano avanti l'azienda sono fantastici e mi danno una mano anche per le esigenze della chiesa, visto che sono nel Consiglio pastorale. Adele, la figlia, è una mia consigliera comunale che mette a disposizione la sua ottima competenza come geometra. Mundu era il soprannome del padre che passò a lui".

Il ricordo della famiglia

"Mio papà e mio zio vivevano a stretto contatto - dice il figlio Paolo - mia nonna voleva tenere la famiglia vicina come si faceva una volta. Stavano in un'unica abitazione condividendo le parti comuni e vissero in comunione anche nell’ambito del lavoro, tra le gioie e le tristezze della vita. Si sono creati dal nulla un'impresa, prestandosi a dare una mano per come potevano. Papà amava frequentare i bar del paese, interagiva con i ragazzi giovani e cercava spesso la loro compagnia. Negli ultimi anni la sua passione era il ballo liscio, ma il Covid l'ha limitata. Aveva un carattere particolare e non portava mai rancore, sapeva tornare sulle sue posizioni e ci hanno fatto piacere gli attestati di affetto che ci sono arrivati in questi giorni per lui".

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