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Linea ferroviaria Arona-Santhià verso la riapertura? L'annuncio della Provincia e lo scetticismo del consigliere Pd Rossi

L'intervento senza mezzi termini del consigliere regionale Pd Domenico Rossi: "Basta propaganda, il governo aumenti il fondo per il trasporto pubblico locale".

Linea ferroviaria Arona-Santhià verso la riapertura? L'annuncio della Provincia e lo scetticismo del consigliere Pd Rossi
Cronaca Alto Novarese, 03 Dicembre 2022 ore 10:03

Mercoledì 30 novembre si è svolto un tavolo di lavoro tra gli enti amministrativi, il governo e Rfi e Ferrovie dello Stato. Ad annunciarlo è la Provincia di Novara.

Linea ferroviaria Arona-Santhià verso la riapertura?

Per riaprire la linea è necessaria una cifra di 44 milioni di euro. Per ora i soldi non ci sono, ma potrebbero arrivare con i fondi del Pnrr:

Un’iniziativa che si appresta ad andare in porto e che rispecchia il lavoro dell’Amministrazione provinciale per rispondere positivamente a questa come ad altre analoghe esigenze manifestate da parte del nostro territorio.

E’ la precisazione del vicepresidente della Provincia di Novara Michela Leoni rispetto all’esito della riunione dello scorso 30 novembre sulla possibile riapertura della tratta ferroviaria Arona-Santhià, "dismessa – ricorda il vicepresidente ormai da dieci anni".

I convocati al tavolo di mercoledì 30 novembre

Al tavolo hanno partecipato, insieme con il vicepresidente, l’onorevole aronese Alberto Gusmeroli, promotore dell’incontro, l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, i consiglieri regionali Riccardo Lanzo e Angelo Dago, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Luigi Ferraris, l’Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana Vera Fiorani, Achille Chiari e Michele Cimelli, rispettivamente presidente e vice presidente dell’Associazione Ferroviaria Internazionale Torino Svizzera. Presente anche una delegazione di sindaci dei Comuni interessati, tra i quali Borgomanero, Comignago e Romagnano Sesia.

 

Chiaramente – riferisce il vicepresidente – da parte di Rfi è stato precisato il fatto che per il ripristino si dovranno eseguire una serie di interventi che costeranno dai 36 ai 44 milioni di euro. Inoltre risulta importante verificare con precisione la tempistica per l’effettuazione di questi interventi é definire con la Regione quali servizi e quali tracce dovranno essere messe a disposizione da Rfi per i nuovi servizi. Da parte dell’onorevole Gusmeroli è stato confermato che gli importi necessari per i lavori di ripristino saranno reperiti attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza e che la Regione dovrà assumersi l’incarico dei costi di gestione, stimati in circa 4 milioni di euro all’anno.

 

Da parte dell’assessore regionale Gabusi è stato inoltre ricordato che dopo "oltre quindici anni la Regione e Ferrovie dello Stato sono riusciti a sottoscrivere un contratto di servizio per la regolamentazione dei servizi ferro, fatto questo – sottolinea il vicepresidente – che risulta essere essenziale in quanto la mancanza di un contratto avrebbe vanificato qualsivoglia ripristino di linee sospese ed altro. L’assessore regionale ha inoltre ricordato che al momento della sospensione del servizio, la linea Arona-Santhià era, tra quelle sospese, la seconda linea ferro con maggiore numero di passeggeri trasportati".

L'istituzione di un tavolo di lavoro specifico

Sempre su richiesta della Regione sarà istituito "un tavolo di lavoro specifico: grazie a questo strumento e in base al cronoprogramma che Rfi presenterà - aggiunge in proposito il vicepresidente Leoni - si potrà capire quando riattivare la linea, fare una verifica sulle coppie di corse necessarie e conseguentemente mettere a bilancio le risorse per sostenere finanziariamente l’esercizio. Si presume che il termine per il ripristino del traffico ferroviario potrebbe essere il periodo tra fine 2024 e inizio 2025, con un sistema di convogli ad alta sostenibilità. Un valore aggiunto a tutto tondo per territorio interessato è che da parte di Trenitalia è stata espressa a investire nel cosiddetto turismo lento: pertanto oltre al servizio ferroviario passeggeri e merci si potrebbe prospettare anche un servizio che favorirà anche al turismo delle nostre zone, rendendole ancor più facilmente raggiungibili e, quindi, ulteriormente appetibili. Infine – conclude il vicepresidente - mi sono trovata perfettamente in linea con quanto espresso dai rappresentanti dell’Associazione Ferroviaria Internazionale Torino Svizzera, oltre che dall’onorevole Gusmeroli: la riapertura della linea è fondamentale non solo in ottica locale, ma anche come interconnessione di “rete a maglie” tra il traffico passeggeri e merci, senza contare che l’opera consentirà di finanziare il costo di esercizio della linea, dal momento che ci sono realtà del territorio molto interessate al rilancio della ferrovia anche in ottica internazionale".

Il consigliere regionale dem Domenico Rossi: "Basta propaganda"

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale del Pd Domenico Rossi.

“L’Arona-Santhià riaperta entro il 2025”, lo afferma l’onorevole Gusmeroli della Lega novarese. Peccato che nell’ultimo contratto che la Regione ha stipulato con Trenitalia si riattivano la Casale-Mortara e la Asti-Alba, ma non la Arona-Santhià sospesa dal 2012 dalla Giunta Cota. D’altra parte lo stesso assessore Gabusi ha più volte sottolineato, anche in un incontro proprio ad Arona già nel 2019, che “riattivare il treno tra Arona e Santhià costerebbe 3,4 milioni in più all’anno rispetto allo stesso servizio effettuato con i bus… sono cifre che non possiamo permetterci”. La verità è che si vogliono nascondere i problemi dietro gli annunci. Il contratto piemontese è l’unico, su 13 analizzati dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti su cui ci sono dei rilievi, che la Giunta ignora e su cui pende un ricorso al TAR da parte delle associazioni dei pendolari. L’onorevole sa benissimo che non ci sono riunioni, né tantomeno passeggiate sui binari che tengano. Ora che la destra è al Governo deve solo aumentare il fondo per il trasporto pubblico locale così che le Regioni, a partire dal Piemonte, possano avere maggiori risorse da investire nel servizio così da garantire a RFI continuità per gli investimenti necessari. Il resto sono solo parole… o peggio, propaganda.

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