Galliate

Per Ludovica, morta al luna park, rinvio di 3 mesi: l'amarezza della famiglia

L'udienza slitta per l'indisponibilità di un avvocato, visibilmente amareggiati i genitori

Per Ludovica, morta al luna park, rinvio di 3 mesi: l'amarezza della famiglia
Pubblicato:

È stata rinviata a mercoledì 22 maggio la prima udienza del processo per la morte di Ludovica Visciglia, la studentessa di 15 anni di Trecate, deceduta in seguito alle ferite riportate nell’incidente avvenuto al Luna Park di Galliate, sulla giostra “Mini Tagadà”, la sera del 12 marzo 2022.

Lo racconta il Corriere di Novara

Rinviata l'udienza

È stata accolta la richiesta di rinvio dell’avvocato di uno degli imputati (Graziano Minero), perché impegnato in un altro processo al Tribunale a Vercelli.

Una decisione ineccepibile processualmente, ma che ha lasciato amarezza nei genitori di Ludovica presenti in aula. Nessuna dichiarazione ufficiale da parte loro né da parte dell’avvocato Antonella Lobino, legale della famiglia Visciglia, ma all’uscita dall’aula le lacrime della madre Franca e lo sguardo del padre Carmine che non si capacitava parlando con i suoi legali di dover aspettare ancora altri mesi.

Una reazione umana e comprensibile per dei genitori che hanno subito una perdita come la loro e che, in ogni passaggio della vicenda giudiziaria, hanno vissuto il proprio dolore in maniera composta, ma hanno sempre affermato di aspettare il dibattimento per stabilire le esatte responsabilità delle persone.

L'udienza preliminare di gennaio

Nell'udienza preliminare, che si era svolta il 17 gennaio, davanti alla Gup Maria Amoruso, era stato deciso il rinvio a giudizio per il sindaco di Galliate Claudiano di Caprio; il Comandante della Polizia locale Angelo Falcone; l’ingegner Graziano Minero, il professionista che aveva redatto il collaudo annuale della giostra; il proprietario della stessa, Luca Massimiliano Ferri. Il figlio minorenne, di 17 anni, all’epoca dei fatti, che sarebbe stato ai comandi al momento dell’incidente, giudicato a parte dal Tribunale dei Minori.

Aveva patteggiato l’ingegner Dario Allegretti, il professionista che aveva firmato il progetto per l’installazione del parco divertimenti. Il professionista aveva potuto accedere al patteggiamento alla pena finale di un anno, avendo scelto di versare un risarcimento in acconto sulla somma che sarà stabilita nel dibattimento, a favore dei genitori e della nonna paterna di Ludovica, costituitisi parte civile a ottobre e rappresentata dall’avvocato Enrico Faragona.

Le altre persone per cui vi era stata la richiesta di rinvio a giudizio, avevano scelto di andare al dibattimento.

Il Comune di Galliate si è costituito quale responsabile civile chiamato in causa dalle parti civili. Ieri in tribunale fra gli imputati era presente solo il sindaco di Galliate Claudiano Di Caprio.

L'inchiesta e le perizie

L’inchiesta della Procura della Repubblica di Novara, coordinata dai pubblici ministeri Paolo Verri e Giovanni Castellani, aveva portato, a seguito di perizie, a formulare l’ipotesi che le persone rinviate a giudizio, “ciascuno nell'ambito delle rispettive funzioni” contribuirono a cagionare la morte di Ludovica Visciglia, morte avvenuta per un trauma cranico a seguito del violento impatto con un albero “situato all'interno della sagoma della giostra a distanza di 11,5 cm circa, a macchina in movimento con massima velocità e inclinazione”.

Un impatto che le perizie avrebbero stabilito avvenuto “alla velocità di circa 8 metri al secondo (corrispondente a circa 25,6 giri al minuto) mentre la ragazza si ritrovava seduta”. Sono contestati a tutti “negligenza, imprudenza, imperizia nonché nella violazione delle loro recipiente attribuzioni”. Ludovica Visciglia quel sabato 12 marzo aveva festeggiato il proprio compleanno, che cadeva l’8 marzo, con una cena tra amici e parenti, poi si era recata al Luna park, aperto per la festa patronale di San Giuseppe, in piazza Vittorio Veneto a Galliate. L’incidente si era verificato attorno alle 23.

Scattato l'allarme ai soccorritori del 118 le condizioni della 15enne erano apparse subito gravissime. Trasportata all'ospedale “Maggiore” era stata ricoverata in Rianimazione, ma era poi spirata nella notte. Subito, fin dal giorno successivo, le indagini avevano fatto emergere una serie di circostanze contingenti che facevano presumere il mancato rispetto di numerose normative di legge.

Fra le molte, quella che la giostra era in grado di sviluppare “una velocità di rotazione molto superiore a quella dichiarata nella relativa documentazione, tra l’altro in assenza di comandi idonei a monitorarla”.

Seguici sui nostri canali